7. La Ribellione del 1914 Stampa

 

Libro: Boerestaat, di Robert van Tonder
Prima edizione inglese [1977]

Sommario

Capitolo 7

La Ribellione del 1914

Generale Koos de la Rey

Il generale KOOS DE LA REY, leone del Transvaal occidentale e fervente patriota, che nel 1914 voleva ripristinare l'indipendenza delle Repubbliche Boere. Venne assassinato a Johannesburg, su ordine del generale Smuts, col pretesto di un raid contro la banda Foster.

Così come gli irlandesi videro nella prima guerra mondiale un'opportunità per liberarsi da secoli di dominio britannico, così il nostro volk Boero capì che era un'opportunità per riconquistare la nostra libertà. La Gran Bretagna era impegnata nella Grande Guerra contro la Germania e il nostro volk Boero colse l'occasione che portò alla epica Ribellione del 1914.
Ma due ex leader boeri anglicizzati, Louis Botha e Jan Smuts, si rivoltarono contro il loro stesso sangue e usarono truppe britanniche per sopprimere una rivolta popolare.

Durante i negoziati di pace di Versailles nel 1919 i nostri leader boeri tentarono, ancora una volta, di avere la nostra vecchia libertà repubblicana ripristinata. Woodrow Wilson, l'allora presidente degli Stati Uniti emise il suo celebre programma di 14 punti in cui la libertà di ogni volk, non importa quanto piccolo, veniva indicata come un diritto inalienabile. I nostri leader boeri del tempo inviarono una delegazione per la libertà a Versailles per chiedere il ripristino delle nostre ex Repubbliche Boere e, nota bene, NON per la trasformazione dell'Unione del Sudafrica in una Repubblica del Sudafrica! La delegazione era composta dal gen. J.B.M. Hertzog, dal dott. D.F. Malan, dal dott. E.G. Jansen, dal sig. N.C. Havenga, dal senatore A.D.W. Wolmarans, dal sig. A.T. Spies e dall'avvocato F.W. Beyers. I nostri leader compresero da quel momento che una Repubblica comprendente tutto il Sudafrica non avrebbe garantito la libertà ai Boeri. Ci sono voluti più di sessant'anni per riscoprire questa verità dopo aver 'provato' la cosiddetta libertà repubblicana nella R.S.A. progettata dai Britannici!

La delegazione non ebbe successo perché, su iniziativa del primo ministro britannico Lloyd George, il presidente Wilson rifiutò di riceverla per un colloquio. Comunque, tutte le altre delegazioni dei volk più piccoli vennero prontamente ricevute. Gli Irlandesi furono più fortunati grazie alla pressione che la influente comunità irlandese negli Stati Uniti d'America poté esercitare su Wilson affinché questi li aiutasse a riottenere l'indipendenza irlandese. L'Irlanda riacquistò la parziale indipendenza nel 1922 quando venne istituito l'indipendente Eire. Da allora hanno combattuto per liberare l'Irlanda del Nord e sembrerebbe che i Britannici stiano gradualmente soccombendo all'Esercito Repubblicano Irlandese [I.R.A. Ndr]. 20.000 soldati britannici sono tenuti continuamente impegnati in Irlanda del Nord!

La Delegazione per la Libertà - Febbraio 1919

Dopo il ritorno della delegazione per la libertà, i nostri leader boeri commisero un grave errore di giudizio. Fino a quel momento si erano battuti per la restaurazione delle nostre libere Repubbliche Boere. Ma a quel punto si rassegnarono ai termini a loro dettati da Lloyd George, accettando la struttura politica dell'Unione del Sudafrica progettata da Milner [15] come un fatto compiuto. Qui loro si allontanarono in modo sostanziale dall'ideale degli Emigranti Boeri (i Voortrekkers) che consisteva nel realizzare, specificatamente, un Libero e Indipendente Stato Boero. Dal 1919, perciò, il nostro volk Boero ha combattuto una futile battaglia come indefiniti [16] 'sudafricani' in un oceano multinazionale e multirazziale nel quale non c'è speranza di sopravvivenza.

I nostri leader, comunque, non dovrebbero essere giudicati troppo gravemente per l'errore di giudizio che compirono a quel tempo. Nel 1919 il nostro volk Boero era ancora in povertà, praticamente in miseria. Il regime britannico del generale Smuts perseguitava i Ribelli con veemenza. Questi venivano pesantemente multati e condannati a lunghe pene detentive, mentre il nostro volk era ancora in povertà, non essendosi ancora ripreso dalla distruzione della Guerra Britannica del 1899-1902 [II Guerra Anglo-Boera. Ndr], e i nostri leader dovevano scavare nel fondo delle loro tasche per cercare di aiutare i loro compatrioti. I nostri ideali vennero così temporaneamente accantonati al fine di provvedere al nostro popolo con lavoro e cibo.



15. Il pensiero di Milner prima della Guerra Britannica [II Guerra Anglo-Boera. Ndr]: ‘La guerra era l'unico mezzo. La Gran Bretagna avrebbe annesso entrambe le Repubbliche all'Impero. Che alla fine avrebbe ‘gettato sul fondo ˮla grande nazione  ‘Afrikander’ˮ nei secoli dei secoli, Amenʼ. ‘ll fine ultimo’, confidò al suo alleato Percy Fizpatrick, ‘è l'autogoverno della Comunità Bianca, da Città del Capo allo Zambesi, sostenuta dal lavoro dei neri, ben trattati e giustamente governati’. ‘The Boer War’ di Thomas Pakenham p. 118 - 119
16. IDENTIFICARE - 1 Accertare la natura o la supposta identità di. 2 Considerare o trattare come lo stesso o come identico.
IDENTITA' - 1 Essere identici o assolutamente gli stessi; identico.

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Testo di Volkstaat.org

Tutta la storia dei Boeri, da quando essi germinarono come volk sulle Frontiere del Capo fino alla nascita delle principali Repubbliche Boere (Zuid Afrikaanse Republiek, Stato Libero di Orange, Vryheid), fu costellata di ribellioni contro i propri oppressori, a volte pacifiche (con la migrazione) a volte cruente (ad esempio: la piccola Ribellione di Slagtersnek del 1815-16). Ma tali episodi, insieme a battaglie e brevi esperienze repubblicane, sono da considerarsi parti di un periodo che si è concluso con l'indipendenza dei Boeri nelle loro Repubbliche storiche, e può essere identificato come Lotta d'Indipendenza Boera.

Alcuni sostenitori della Causa del volk Boero ritengono improprio il termine ribellione con riferimento alla Ribellione Boera del 1914-15, giacché i Boeri, in quanto volk, non erano ribelli ma una nazione che stava cercando di liberarsi per riconquistare l'indipendenza che forze straniere le avevano ingiustamente sottratto. Rimane comunque il fatto che i Boeri, in un periodo storico in cui non avevano più un proprio Stato, si ribellarono al giogo dello straniero, per cui il termine ribellione appare il più indicato, per classificare le differenti lotte di liberazione boere post-1902. La Ribellione Boera del 1914-15 può essere identificata come I Ribellione Boera, giacché ne seguirono altre, in tempi e modi diversi.

Louis Botha e Jan Smuts (Unione del Sudafrica)La Ribellione del 1914-15 contrappose i Boeri all'Unione del Sudafrica, il macrostato forgiato dal capitalismo internazionale in Africa australe dopo aver conquistato le Repubbliche Boere, mediante la forza militare britannica. Dopo aver combattuto contro l'esercito britannico due guerre (le guerre Anglo-Boere) i Boeri si trovarono di fronte un nemico diverso. Le insegne erano sempre quelle dell'Impero Britannico, ma sotto di esse servivano persone diverse: in maggioranza Olandesi del Capo, poi Britannici e alcuni ex Boeri (che presero le armi contro il proprio sangue, dimostrando di non far più parte del volk Boero).
Nel 1914, quando i Boeri si ribellarono all'Unione, il Gen. Louis Botha (Boero, ma nato nella Colonia britannica del Natal) era primo ministro dell'Unione del Sudafrica. I suoi governi erano composti da Olandesi del Capo e Britannici. La stragrande maggioranza dei ministri erano nati nella Colonia britannica del Capo, alcuni nella Colonia britannica del Natal. L'unico ministro nato in una Repubblica Boera, si era formato in diversi istituti britannici, in Africa del sud e a Londra [1], dove si era qualificato come come ingegnere minerario. Tra i ministri figuravano membri di spicco dello Afrikaner Bond e della Anglo-American Corporation, con stretti rapporti con gli Oppenheimer. Ovvero: tutti i poteri che avevano strangolato le Repubbliche Boere e sterminato i loro figli nei campi di concentramento.
Il gen. Jan Smuts (Olandese del Capo che aveva combattuto per la Causa Boera durante la II Guerra Anglo-Boera, così come tanti altri stranieri da tutto il mondo), alla scoppio della Ribellione Boera del 1914-15 era ministro della Difesa, dell'Interno e delle Finanze per l'Unione del Sudafrica. Fedele al suo nuovo Stato, il gen. Jan Smuts ordinò l'assassinio del generale boero Koos de la Rey [2].

La cosiddetta Delegazione per la libertà del 1919 venne formata dal Nasionale Party (NP). Non fu una delegazione Boera, perché composta quasi interamente da non-Boeri. Lo stesso J.B.M. Hertzog, a capo della delegazione, che pur aveva servito la Causa Boera in guerra, era un Olandese del Capo (diventerà poi, infatti, uno dei massimi sostenitori dell'Unione del Sudafrica). Tra i delegati non vi era alcun Boero reduce della Ribellione del 1914-15. Chi aveva partecipato alla I Ribellione Boera, infatti, o era stato assassinato (come il generale Koos de la Rey [2] o come “Jopie” Fourie, fucilato dalle forze armate dell'Unione del Sudafrica) o era stato condannato, multato, imprigionato, ed escluso dalla vita politica.
La delegazione del 1919 si attivò per liberare l'Africa del sud dal dominio britannico asservito al capitalismo internazionale. Chiese il ripristino dell'indipendenza delle Repubbliche Boere, com'erano prima della II Guerra Anglo-Boera (1899-1902), e l'autodeterminazione per il Natal e per il Capo [3]. Non uno Stato unitario, ma diversi Stati, indipendenti tra loro.

Jopie Fourie, martire Boero

L'invito a liberare tutta l'Africa del sud, quindi anche il Capo e il Natal, dal dominio britannico, era stato lanciato proprio al tempo della I Ribellione Boera (1914-15). Nel Proclama di Maritz, diffuso da S. G. Maritz il 16 dicembre 1914, tutti i bianchi dell'Africa australe erano chiamati a prendere le armi per liberare l'intera l'Africa del sud. Ma solo i Boeri si ribellarono, per seguire in guerra i loro leader: S. G. Maritz; Christiaan Rudolph de Wet (generale boero che aveva combattuto i britannici durante la I e la II Guerra Anglo-Boera, ed era stato presidente pro-tempore dello Stato Libero di Orange); Christian Frederick Beyers (generale boero che aveva combattuto per la Repubblica Boera Z.A.R. durante la II Guerra Anglo-Boera) e Jan Christoffel Greyling Kemp (generale Boero della II Guerra Anglo-Boera).

Il Gen. S. G. “Manie” Maritz, a capo della I Ribellione Boera, fu uno strenuo sostenitore della causa indipendentista boera. Nel 1940 - circa 38 anni dopo la conquista delle Repubbliche Boere, in uno Stato/Impero che aveva fatto di tutto per cancellare l'identità Boera, classificando indistintamente come 'afrikaner' sia gli Olandesi del Capo sia i Boeri - il Gen. Manie Maritz si mise alla guida dell'organizzazione politica nazionalsocialista Die Boerenasie, il cui obbiettivo principale era di tornare ad avere una repubblica Boera, specificatamente: il Boerestaat [4] (Stato Boero). Il Gen. “Manie” Maritz denunciò l'occupazione dello Ossewa Brandwag (OB) da parte della massoneria afrikaner (Broederbond) [5], finalizzata ad alterarne obbiettivi e natura. Per la sua attività politica fu osteggiato dalla stampa filo britannica e giudaica, e contrastato dai massoni.
Il Gen. Manie Maritz morì il 20 dicembre 1940, in un incidente stradale davanti alla prigione di Pretoria. Alcuni credono però sia stato un omicidio, e che il governo dell'Unione del Sudafrica sia stato il mandante. Molte sono le analogie con l'assassinio del Gen. De La Rey [2], ai tempi della I Ribellione Boera.

La morte del Gen. Manie Maritz, che aveva guidato i Boeri durante la loro I Ribellione, arrivò proprio durante una serie di eventi storici sudafricani  (contemporanei alla II Guerra Mondiale) che oggi possiamo classificare come II Ribellione Boera. Ribellione Boera e non 'afrikaner', perché nonostante fosse stato fatto di tutto per confondere e cancellare l'identità Boera, sostituendola con un'identità artificiale 'afrikaner' (comprendente anche gli Olandesi del Capo), i Ribelli del 1939-1945 erano Boeri (ovvero discendenti biologici e spirituali dei Trekboer, dei Voortrekker, e dei Boeri delle Repubbliche Boere), così come erano Boere le loro bandiere (quelle delle Repubbliche Boere), le loro commemorazioni (in particolare: il Grande Trek, Bloukrans, il Fiume di Sangue, Majuba, Paardekraal, Jopie Fourie [6]) e la loro Causa (quella dei Trekboer e dei Voortrekker [7]: il Boerestaat, le Repubbliche Boere [8]).

Generale Manie Maritz - Die Dappere Boodskapper

1. Evening Post, 6 ottobre 1913, pag. 3.
2. Boerestaat, di Robert van Tonder, 1977.
3. The Examiner, 19 giugno 1919.
4. Die Dappere Boodskapper, giornale ufficiale del Die Boerenasie op Nasionaal-Sosialistiese Grondslag, numero 4 del 27 gennaio 1941, pag. 5.
5. Die Dappere Boodskapper, giornale ufficiale del Die Boerenasie op Nasionaal-Sosialistiese Grondslag, numero 4 del 27 gennaio 1941, pag. 1.
6. The Rise of the Afrikanerdom, di T. Dunbar Moodie, 1975, pag. 224.
7. The Rise of the Afrikanerdom, di T. Dunbar Moodie, 1975, pag. 216.
8. Die Vaderland, 23 dicembre, 1942.