Sudafrica. Assimilazione e genocidio bianco: a quale velocità? Stampa
Martedì 22 Marzo 2011 16:01

Assimilazione è genocidio

In questi giorni continua la battaglia legale tra alcune migliaia di poveri bianchi di madrelingua afrikaans, residenti in baracche a Wes Moot, un’area bianca a Pretoria, e il consiglio comunale controllato dalla ANC. L’ANC, dopo averli impoveriti con leggi razziste, vorrebbe allontanarli e disgregarli, trasferendoli in township nere, per distruggerne identità e cultura ad una velocità maggiore.
Operazioni simili, di deportazione dei bianchi poveri in township nere, potrebbero essere avviate anche in altre città.
I regimi multinazionali, per altro, adottano spesso queste politiche di assimilazione forzata, volte a disgregare i nuclei omogenei. Si pensi ad esempio agli Stati Uniti, dove già nei primi anni 70’, si trasportavano appositamente una parte degli studenti bianchi nelle scuole dei quartieri neri, e viceversa (operazione definita “busing”, da autobus).
Il Vryheidsfront Plus (VF+) – un partito politico di bianchi che siede nel parlamento dell’Impero fin dalla sua fondazione, e il cui leader è vice-ministro di tale Impero – si è schierato contro la deportazione dei bianchi nelle township nere. Il VF+ cerca di acquistare consensi tra i bianchi di lingua afrikaans, rallentandone l’assimilazione / genocidio, che lui stesso favorisce.

Il Sudafrica è un grande impero capitalista-comunista, multirazziale, multinazionale e multiculturale, volto a distruggere l’identità di tutte le nazioni e di tutte le persone che lo abitano.
All’interno di questo impero, le singole nazioni sono costrette sulla via del genocidio: biologico, culturale e spirituale. E questo vale anche, e soprattutto, per i bianchi dell’Africa del sud, che in tale Impero sono minoranza anche dal punto di vista razziale.
Ma la via del loro genocidio (culturale e spirituale) è stata intrapresa molto tempo addietro, quando l’Impero della RSA si inventò un nazionalismo artificiale, fondato su semplice colore delle pelle, per annientare l’unico nazionalismo bianco africano: quello boero. Da allora, molti bianchi di lingua afrikaans sono incerti sui confini (culturali e spirituali) della nazione boera; ne confondono la storia, le bandiere, addirittura il nome. L’Impero della RSA, esaurito il suo compito (espropriazione della nazione boera, distruzione del vero nazionalismo e sconvolgimento demografico dell’Africa del sud), consegnò il potere all’Impero odierno, per un nuovo passo sulla strada del capitalismo-comunismo.
Aiutare questi poveri bianchi (generalmente di madrelingua afrikaans) è sicuramente una cosa buona. Ma chi ama veramente la propria nazione: NON LA VENDE, per poi darle un tozzo di pane e una baracca. Chi ama la propria nazione: lotta per la sua identità, per la sua libertà, per la sua indipendenza.
Quello che viene dal VF+ è, al massimo, una baracca, e un tozzo di pane; non certo un’alternativa nazionalista, perché il VF+ ha venduto la nazione, e non è alternativo all’Impero, ma parte organica dell’Impero. E la via di questo Impero si chiama “Assimilazione”; si può percorrerla più o meno rapidamente, in ricchezza o in povertà, ma la sua fine è sempre la stessa: il Genocidio.