Legione dei volontari italiani (II Guerra di Liberazione boera 1899-1902) – Piet Rudolph Stampa
Domenica 07 Novembre 2010 12:00

 

Rendiamo omaggio…
alla Legione dei volontari italiani
Guerra Inglese [o “Seconda Guerra di Liberazione”, ndr] 1899-1902

 

La nazione Boera passò l’inferno durante la guerra del 1899-1902 quando la Gran Bretagna tentò di distruggere il nostro popolo. L’impari lotta di un piccolo gruppo di boeri contro la superpotenza di quel tempo, colpì la coscienza dei bianchi di tutto il mondo e li spronò a prender parte alla battaglia.

Come i Ribelli del Capo che si sollevarono contro sua Maestà e per questo pagarono con la vita, molte “Legioni straniere”, come venivano chiamate, vennero a combattere per la causa boera. Non so se abbiamo reso sufficienti onori a questi generosi uomini bianchi.

Arrivarono da tutto il mondo. Parte di questi erano della Legione italiana. Questa è la loro storia così come riportata in Gli Ufficiali Boeri della Seconda Guerra di Liberazione, 1899 – 1902 - una monografia del Museo di Storia e Cultura Nazionale a Pretoria, a cura di Jacques Malan.

Col. C. Ricchiardi

Camillo Ricchiardi nacque il 5 giugno 1865 ad Alba, sulle Alpi occidentali italiane, e morì il 21 gennaio 1940 a Casablanca, in Marocco, dove fu sepolto.

Studiò presso le accademie militari di Modena, Udine e Pinerolo e nel 1887 diventò tenente del IV Reggimento di Cavalleria di Genova e successivamente andò a Saluzzi dove diventò capitano della Reale Cavalleria Piemontese. Lasciò il reggimento nel 1891 e diventò consigliere militare del re del Siam.

Durante la Prima Guerra sino-giapponese del 1895, fu corrispondente per giornali USA. Nel 1896, durante la Guerra italo-abissina, fu in Abissinia. Fu anche corrispondente di un giornale turco a Shangai. Nel 1898 combatté in un corpo volontario nelle Filippine contro gli USA.

Nel 1899 venne nella ZAR [Zuid Afrikaanse Republiek, letteralmente: “Repubblica Sudafricana”, la Repubblica boera nella regione del Transvaal. Ndr] da Lourenço Marques [ex nome della capitale del Mozambico. Ndr] con altri italiani. Il 5 novembre 1899 ricevette un cavallo e una Mauser con l’ordine di unirsi al Commando di Krugersdorp. Vi andò il 6 dicembre e il 6 gennaio 1900 ricevette il permesso di formare la Legione dei volontari italiani.

Con la sua legione partecipò all’offensiva nel Natal e, dopo che il gen. De Villebois Mareuil fu ferito, fu nominato colonnello e comandante delle Legioni straniere unificate. Con un pugno di uomini aiutò i generali Lukas Meyer e Christiaan Botha a fuggire dal Natal. Un taglia di 2.000 sterline fu messa dagli inglesi sulla sua testa.

Durante la battaglia di Colenso, insieme ad altri 20 uomini fu seriamente ferito e a causa di ciò fu mandato all’ospedale di Pretoria. Lì conobbe Hannah Myra Francyska Guttman, una sorella della moglie di Frikkie Eloff, Magdalena. Frikkie era uno dei figli di Gert Eloff e Annie Kruger, la figlia del presidente. Lei era anche una familiare di Bertha Guttman, moglie di Sammy Marks.

Dopo essere guarito, andò a Parigi, in Francia, e fece visita al presidente Kruger a Menton. Gli Eloffs e Myra facevano parte dell’entourage del presidente. Lui e Myra si sposarono il 5 giugno del 1901.
Successivamente si trasferì in Argentina dove diventò l’amministratore della colonia boera a Chubut. Successivamente si trasferì a Buenos Aires dove fu accolto dagli studenti con grandi ovazioni.

Nel 1913 ritornò in Italia dove patì il primo di alcuni ictus. Questo gli impedì di prendere parte alla I Guerra Mondiale.

Con lo scoppio della II Guerra Mondiale si trasferì in Marocco, dove morì.

Fu un attraente, alto, aristocratico, gentiluomo, colto, in grado di parlare sei lingue, generoso, attivo, laborioso, coraggioso, religioso, un grande patriota italiano e un paladino della causa boera in Francia, Italia, Argentina e negli USA.

Ha lasciato molti scritti, ma solo il suo diario (manoscritto) riguarda la II Guerra di Liberazione. Mario Lupini ha scritto un libro su di lui nel 1989: “Camillo Ricchiardi: Boer War Hero”.

Dedicato al mio italiano “boero” – Massimiliano Maccini di Fontevivo, Parma, in Italia settentrionale, che se fosse vissuto nel 1899-1902, sarebbe stato qui a lottare con noi! Ti saluto, camerata.

 

Visitate il suo sito boero:
http://www.volkstaat.it/index.php?option=com_content&view=article&id=297:2609201003&catid=56:latest&Itemid=82

Scritto e pubblicato da Piet Rudolph, a nome del Comitato d'Azione, Orde Boerevolk

E-mail: piet.rudolph@gmail.com

In piedi da sinistra a destra: Hertog Pecci (nipote del Papa), il col. Ricchiardi, il cap. Max Schiffi, Hertog Villenueve de la Colette. Seduti da sinistra a destra (secondo Lupini): mag. Guiseppi Caldara, il barone von Goldegg, il ten. Simon. Seduti da sinistra a destra (secondo Pottinger 174): ten. Hertog Pecci, il mag. Termini Merese e il barone von Goldegg.