Sudafrica, il benessere della ANC Stampa
Lunedì 25 Ottobre 2010 10:40

Nelson Mandela fa il saluto comunista

Avevano promesso maggior benessere ai neri. Fu quella l’arma del capitalismo-comunismo, in Africa del sud, per costruire consenso attorno ad una ideologia che negasse la libertà alle nazioni, e conducesse all’instaurazione del regime unico. Premesso che nessun regime (bianco o nero che sia) ha il diritto di negare la libertà alle nazioni, la promessa era falsa. Niente altro che un’illusione. E questo, molto chiaramente, lo testimoniano i fatti.
Un articolo del 21 ottobre 2010 dell’edizione sudafricana del Times, porta il titolo “Mandela significa fame”.
Nell’articolo si parla di miseria, e di grandi capitali. Si parla di poveri minatori senza stipendio, e dei dirigenti della Aurora Empowerment Systems Ltd, la compagnia mineraria con direttore generale Zondwa Mandela, nipote del più famoso Nelson Mandela (sì sì, proprio lui), e presieduta da Khulubuse Zuma, nipote dell’attuale presidente del regime sudafricano, Jacob Zuma. Comunismo e capitalismo lavorano - sempre - in sinergia.
Parla Frasy Namanyana, 37 anni, presidente della sezione locale della National Union of Mineworkers (sindacato di ispirazione comunista), che lavora nella miniera Grootvlei di Springs, a Johannesburg, dal 1996: “Abbiamo provato a chiamarli [(Zondwa. Ndr) Mandela, (Khulubuse. Ndr) Zuma], per chiedergli di venire a parlare con i lavoratori. Ci hanno detto di no, che i lavoratori li avrebbero uccisi.” E poi: “Stanno distruggendo il nome di Mandela”.
Ma il nome di Mandela è proprio questo, l’Africa del sud di oggi. Anche: una massa di neri sempre più poveri.