Sudafrica 2010: un Mondiale di Calcio nel continente nero PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Giugno 2010 22:20

Il testo che segue è stato tratto da un articolo del 14 giugno 2010, pubblicato da China Worker e qui tradotto in italiano. Al di là dell’impostazione ideologica che lo caratterizza, il testo narra fatti importanti per capire il Sudafrica contemporaneo e il senso del Mondiale di Calcio del 2010.

Il Sudafrica vince la Coppa del Mondo... della disuguaglianza

Lunedi, 14 giugno 2010

I brutti retroscena del gioco più bello

di Sheri Hamilton, Weizmann Hamilton e Liv Shange.

Il nuovo Sudafrica. Tutte le promesse erano menzogne

Niente simboleggia meglio la bruttezza che fa da sfondo al gioco più bello, che tutti gli scandali, la corruzione e l’avidità che circondano il mega evento su cui è concentrata l’attenzione mediatica mondiale – la Coppa del Mondo del 2010. Il primo mondiale ospitato nel continente africano è stato presentato come un’opportunità per contribuire allo sviluppo dello sport e dell’economia. Attraverso i “venerdì del calcio” [iniziativa sudafricana per promuovere il mondiale, per cui si invitava ad indossare la casacca del “nuovo” Sudafrica al venerdì, ndr] (cosicché quando suonerà l’inno nazionale tutti indosseranno la maglia della squadra nazionale), e lo speciale balletto “diski” della Coppa del Mondo, si ravviveranno i colori sbiaditi della “Nazione Arcobaleno”,  si incentiverà a costruire un paese unito, si creerà lavoro e si aiuterà il Sudafrica ad evitare gli effetti della recessione globale e si darà il via alla ripresa economica – una panacea per tutti i mali sociali ed economici.

Tuttavia, ancor prima che un pallone sia calciato, il Sudafrica ha già battuto il Brasile, vincendo la Coppa del Mondo della disuguaglianza – l’unica coppa che vincerà. La Coppa del Mondo ha acuito le già grandi contraddizioni esistenti, prodotte dagli sforzi delle elite politiche che gravitano attorno ai vertici della ANC, al fine di elevarsi rapidamente a ricca classe nera capitalista, capace di impressionare gli occidentali e i bianchi [e il riferimento non è certo agli agricoltori, ndr] che ancora dominano l’economia. Investimenti in progetti carichi di vanità come la Coppa del Mondo, durante la peggior crisi economica dalla depressione degli anni ’30, sono un insulto che si aggiunge alle sofferenze che sta patendo la classe operaia. Infatti, la spesa sostenuta è destinata a peggiorare le prospettive di ripresa economica a causa dell’aumento del debito pubblico, e a diminuire i fondi per progetti più utili dal punto di vista sociale ed economico.

Anche le promesse fatte durante la candidatura per la Coppa del Mondo, sfruttando uno sport storicamente amato dalla classe operaia nera, risultano vuote come lo saranno gli stadi una volta terminato l’evento. Solo una manciata di società, gli Orlando Pirates, i Kaiser Chiefs e i Bloemfontein Celtic attraggono un certo numero di spettatori. Come per ogni altro programma governativo che parla di sviluppo sociale ed economico, il motivo principale della Coppa del Mondo 2010 è quello di consentire all’elite di arricchirsi. Tutto quello che ha a che fare con il calcio porta il cartello “in vendita”.

Lo stadio Mbombela nel Mpumalanga [Transvaal Orientale, ndr], generalmente considerata la provincia più corrotta del paese, è stato costruito su dei terreni acquistati tramite un consorzio BEE [Black Economic Empowerment, consorzi neri aiutati dal regime, ndr] da una comunità per pochi rand e qualche promessa, non mantenuta, di investimento. Consumata da insaziabili ambizioni “imprenditoriali”, l’ANC s’è divisa in fazioni, in sanguinoso conflitto le une con le altre. Molti politici di spicco nelle sue liste sono stati assassinati. L’ANC del Mpumalanga s’è divisa; il suo numero uno doveva essere rimosso ma in suo aiuto sono accorsi potenti alleati, inclusi il presidente della ANC e della Lega Giovanile della ANC, rispettivamente Jacob Zuma e Julius Malema.

Infrastrutture?
Quasi 800 miliardi di Rand [quasi 849 milioni di Euro, ndr] sono stati destinati alla costruzione di infrastrutture, strade, aeroporti, autostrade e stadi, una somma che è varie volte quanto si spese per la Coppa del Mondo di Corea e Giappone (2002) o di Germania (2006). Nonostante l’allora boom economico, il ritorno dell’investimento per qui paesi fu, a stare larghi, trascurabile. La situazione è attualmente molto meno favorevole per il Sudafrica. Il costo totale che il Sudafrica ha dovuto sostenere per ospitare la Coppa del Mondo non è chiaro. Alcune stime attuali sono superiori del 757% a quelle iniziali! Ancor prima che fosse introdotto l’Autobus a Trasporto Rapido (BRT), la spesa per la Coppa del Mondo ha tolto finanziamenti a progetti più importati e dai benefici più duraturi, ad esempio nel campo sanitario o dell’istruzione. Per esempio, la spesa per le infrastrutture relative alla Coppa del Mondo equivale a quella di 10 anni di investimenti nella costruzione di case. Solo il 7% delle scuole sudafricane ha proprie biblioteche funzionanti. Ebbene, per ogni 7 posti in un nuovo stadio, si sarebbe potuta costruire una biblioteca scolastica completa. Gran parte degli introiti generati in Sudafrica saranno dirottati fuori dal paese, per ripagare gli investimenti della FIFA e degli investitori oltreoceano.

I maggiori beneficiari degli investimenti locali in infrastrutture e stadi sono stati i padroni delle imprese di costruzioni. Tra il 2005 e il 2006 i loro profitti lordi sono saliti vertiginosamente del 56%. Lo stipendio medio di un manager è aumentato in media del 39%, il più alto di tutti i settori economici. Il salario di un lavoratore di Gruppo 5 è salito del 73% e quello dei loro collaboratori dei
Black Economic Empowerment del 21,6%. Lo stipendio dell’amministratore delegato della Murray and Roberts [colosso sudafricano delle costruzioni, ndr] è salito del 40% a 7,4 milioni di Rand all’anno [quasi 500.000 euro].

I lavoratori edili, dall’altra parte, guadagnano tra i 1.144 e i 4.576 Rand al mese [circa 121 – 486 Euro al mese, ndr]. In realtà tanti lavoratori vengono pagati molto meno – fino a 5,50 Rand [0,58 Euro, ndr] all’ora (metà del minimo) (dal Labour Bulletin sudafricano, vol. 32, n. 1). La maggior parte dei lavoratori del settore non sono iscritti al sindacato e sono assunti con contratti a durata limitata (PMA). Ci sono stati 26 scioperi nei cantieri della Coppa del Mondo di cui 20 senza l’autorizzazione del sindacato. Gli scioperi sono resi difficili dal fatto che le imprese collaborano con i BEE [Black Economic Empowerment, consorzi neri aiutati dal regime, ndr] che al loro interno hanno esponenti politici di alto profilo. Questi individui possono far pressioni sui capi del sindacato, per risolvere le questioni in un modo che non pregiudichi i loro profitti. La natura di questi contratti di breve durata serve a ben poco dal punto di vista dell’accrescimento professionale. Con la Coppa del Mondo si sono creati, al massimo, 50.000 posti di lavoro temporaneo; mentre il Governo aveva affermato sarebbero stati 415.000.

La Fifa sarà contenta
La Fifa sarà contenta in tutti i modi con una previsione di guadagno di circa 1,2 miliardi di Euro in soli diritti televisivi. I guadagni per il 2010 hanno già superato il miliardo di Euro -  nonostante la preoccupazione crescente per la vendita dei biglietti, che sarà notevolmente al di sotto degli obbiettivi. Dopo esser stata ostinatamente indifferente alle richieste per applicare prezzi irrisori, per renderli acquistabili dalla maggioranza dei tifosi del Sudafrica, la FIFA e la SAFA [South African Football Association, ndr] li hanno calati drasticamente a partire dal 15 aprile.

Non hanno perso il senso dell’ironia quelli scesi a protestare nelle strade e gli oltre 2,8 milioni di giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni che sono senza lavoro e non hanno alcun tipo di istruzione o di formazione. Appartenenti alla classe operaia si chiedono come mai il Governo è riuscito a completare i nuovi stadi a tempo di record mentre loro non hanno ancora case decenti; perché si è investito tanto nelle autostrade quando la povertà è ancora dilagante. 900.000 persone, nel solo 2009, hanno perso il lavoro a causa della recessione, portando il totale dei disoccupati tra i 6 e gli 8 milioni (35%). Il Governo eccepisce vincoli finanziari quando si parla di fornire servizi essenziali quali case, sanità ed istruzione. Eppure ha trovato 30 miliardi di Rand [quasi 3,2 miliardi di Euro, ndr] per costruire gli stadi e ulteriori 757 miliardi di Rand [più di 80 miliardi di Euro, ndr] per costruire le infrastrutture. Viceversa per affrontare la crisi dei senzatetto, le istituzioni locali hanno intrapreso velocemente “correzioni” per nascondere i ragazzi di strada e altre persone indesiderate […].

Il paese è affogato sotto un diluvio di patriottismo, volto ad annebbiare la coscienza dei lavoratori per farli lavorare più duramente per lo sport più popolare del mondo tra la classe lavoratrice.  Mentre la piccola elite di magnati dei BEE e il capitale bianco traevano favolosi profitti dai contratti della Coppa del Mondo, alla classe operaia è stato chiesto di fare sacrifici – salari bassi, disoccupazione di massa, scarsi servizi e aumento della povertà – per il bene del paese come patriottici sudafricani. Il patriottismo, come diceva Samuel Johnson, è l’ultimo rifugio dei farabutti. [qualsiasi sentimento – dall’amore alla religione – può essere sfruttato in modo improprio, ndr]

Che il presidente Zuma abbia avuto un figlio con la figlia del boss calcistico Irvin Khoza non mette solo in risalto l’ipocrisia morale e culturale di Zuma, ma anche i rapporti tra i vertici della ANC e la mafia del calcio per promuovere i loro interessi reciproci. L’avidità, la corruzione e gli interessi personali che sono alla base delle divisioni che minacciano di distruggere la ANC sono le stesse dell’Associazione Calcistica Sudafricana (SAFA), senza la foglia di fico delle pretese politiche.

La rivalità tra le fazioni in guerra – guidate rispettivamente dalla Commissione Organizzativa Locale di Danny Jordaan e dalla Lega Calcio Professionistico di Irvin Khoza – è deteriorata fino al punto di minacciare i preparativi stessi per la Coppa del Mondo con entrambi gli schieramenti che insistevano affinché si tenessero le elezioni alla presidenza della SAFA prima dell’evento. La tregua, negoziata da Sepp Blatter e da Zuma terrà fino alla fine della Coppa del Mondo, quando la guerra a tutto campo per la presidenza della SAFA e dei miliardi che andranno a riempire le tasche del vincitore, riprenderà.

Consumata da opportunismi finalizzati all’arricchimento personale, è la burocrazia della SAFA – considerata dai più incompetente e corrotta – che ha ignorato tutti i consigli per utilizzare i miliardi, che avrebbero potute rendere il calcio sudafricano il più ricco del continente africano, per svilupparlo. Poteva essere un occasione per far crescere giovani talenti calcistici e più in generale per far si che la Coppa del Mondo lasciasse dietro di sé un’eredità di salute, benessere e cultura sportiva, ma tutto questo è stato subordinato alla cupidigia, alla brama di potere e di prestigio personale.

[…]

Resistenza
Una frase famosa di Marx è che la religione è l’oppio dei popoli. Lo stesso può essere detto per lo sport al giorno d’oggi. Ma come per tutte le droghe, gli effetti dell’oppio sono solo temporanei. La classe dirigente sta utilizzando la Coppa del Mondo come gli imperatori Romani, che distraevano le masse dalle loro miserevoli condizioni di vita con “panem et circenses”. Ciononostante potrebbero esserci delle proteste nel corso della manifestazione da parte dei residenti delle township, per richiedere servizi essenziali; da parte delle associazioni di taxi [in Sudafrica molti neri utilizzano taxi collettivi per i loro spostamenti, ndr], la cui sopravvivenza è minacciata dal nuovo sistema di trasporto a mezzo di autobus, attivato nelle città più grandi; e da altri lavoratori, giacché la Coppa del Mondo coincide con il periodo delle trattative per i rinnovi salariali. Indipendentemente da come la pensano i leader sindacali, i lavoratori non si lasceranno ricattare dall’accusa di non essere patriottici e chiederanno salari decenti. I venditori ambulanti hanno già organizzato diverse proteste contro la loro rimozione forzata dagli stadi e dalle strade che vi conducono, per tutta la durata del torneo. Anche la Congress of South African Trade Unions [COSATU, grande federazione sindacale alleata della ANC e del Partito Comunista Sudafricano, ndr], impegnata a promuovere un fasullo patriottismo sudafricano, fino ad invitare i lavoratori a riempire gli stadi durante la Federation Cup come “prova generale” per “evitare l’imbarazzo del paese”, ha dovuto protestare contro l’azione draconiana del governo locale a danno dei piccoli commercianti. La Cosatu è stata costretta a protestare anche contro la produzione della mascotte della Coppa del Mondo nelle fabbriche cinesi, e per la colonizzazione del paese durante la Coppa del Mondo da parte di Sepp Blatter e della FIFA, il cui stipendio è protetto dal segreto del sistema bancario Svizzero. […]

Le proteste per la mancanza di servizi essenziali hanno raggiunto il livello più alto dal 1994 nei primi tre mesi di quest’anno e si sono diffusi praticamente in ogni parte del paese, più intensamente tra le township del Gauteng [regione che comprende Johannesburg, la township di Soweto e Pretoria, ndr] e del Mpumalanga [Transvaal Orientale, ndr]. I giovani hanno guidato i residenti a bruciare pneumatici, a bloccare strade e a distruggere strutture governative in scene che riportavano alla memoria le lotte contro il sistema dell’apartheid [separazione, in afrikaans – ndr]; esprimendo il risentimento e la frustrazione popolare per la persistente mancanza di servizi.

Il governo della ANC ha scimmiottato l’arroganza e il disprezzo per le masse mostrato dalla regina francese Maria Antonietta, che rispose alla mancanza di pane lamentata dal popolo con l’infame frase “Se non hanno pane, che mangino brioches!”. In risposta alle richieste per case e servizi essenziali, il Governo è sembrato replicare “Che vadano allo stadio!”. […]

“Niente cortei nel 2010”
Direttive non ufficiali dei ministeri e della Polizia Metropolitana per non consentire nessuna protesta di piazza nel periodo che precede la Coppa del Mondo, sono ormai evidenti agli attivisti dei movimenti sociali.

* Come Motsoaledi Concerned Residents [associazione indipendente costituita dagli occupanti abusivi del campo Motsoaledi, ndr] abbiamo cercato di ottenere l’autorizzazione per organizzare una marcia di protesta in gennaio, ma il municipio ci ha detto che a causa del “2010” e dello studio per fissare il percorso del BRT (Autobus a Trasporto Rapido) non potevamo marciare, ha dichiarato Lucky Ngobeni del MCR.
* E’ stato lo stesso per il gruppo di giovani di Orlando con i quali collaboro. Quando non abbiamo avuto altra scelta che protestare senza permesso, la polizia ci ha sparato con proiettili di gomma seppur non vi fosse stata nessuna provocazione.

Il Sindacato dei Lavoratori Metallurgici ed Elettrici (MEWUSA), aveva provato ad organizzare un corteo di minatori a Rustenburg, fin dal novembre del 2009. La polizia Metropolitana di Rustenburg continuò a prendere tempo accampando scuse, finché i lavoratori e le loro comunità decisero di marciare senza autorizzazione ai primi di febbraio. Ma la manifestazione fu interrotta prematuramente, quando poliziotti armati intimarono ai lavoratori di disperdersi. Quando i lavoratori cercavano di protestare in corteo davanti agli Union Buildings a Pretoria [sede del Governo, ndr], ottenere un permesso si rivelò impossibile:

* Nessuno risponde mai alla chiamate quando noi contattiamo la Polizia Metropolitana, sostiene un frustrato amministratore. Hanno anche rimosso i dati per contattarli dal loro sito internet.

E’ stato solo dopo che l’organizzazione non-governativa Equal Education ha portato il Governo in tribunale per aver vietato i cortei agli Union Buildings, che i minatori di Rustenburg poterono andare avanti con la loro marcia […]. La Equal Education dichiarò in tribunale che Vuzi Mavimbela, direttore generale alla Presidenza, nel novembre del 2009 aveva emesso una direttiva per cui “tutti i cortei agli Union Building a alla Presidenza erano sospesi fino a ulteriori comunicazioni” (Mail and Guardian, 17 marzo 2010). Tale divieto è illegale, ma è chiaramente solo la punta di un iceberg, perché i ministeri o la polizia stessa non sono ancora stati denunciati seppur facciano lo stesso. In altre parole, quando alla polizia si ordina di “sparare per uccidere”, i manifestati sono criminalizzati. Prima della Coppa del Mondo, la polizia ha speso 665 milioni di Rand [70 milioni di Euro, ndr] per 10 cannoni ad acqua, 100 BMW e 40 elicotteri, più altri milioni per ulteriori 50.000 agenti.

Fuori portata
Il recente ripensamento per distribuire biglietti gratuiti a tutti i lavoratori coinvolti nella costruzione degli stadi non cambia la realtà, partecipare a questo evento rimane solo un sogno per la maggior parte dei sudafricani. La maggior parte dei lavoratori che hanno costruito i nuovi stadi da miliardi di Rand, dovrebbero spendere parecchi giorni di paga solo per poter acquistare uno dei biglietti più economici per assistere ad una partita della fase a gironi (140 Rand [14,92 Euro, ndr]). Relativamente alle finali, per avere un posto tra i migliori che hanno costruito, i lavoratori dallo stipendio più basso dovrebbero spendere più di 7 mesi di paga (un biglietto della finale per una squadra specifica costa 19.096 Rand [circa 2.035 Euro, ndr]). Milioni di sudafricani non hanno neppure l’elettricità per guardare le partite in tv.

Ripulire le strade da ragazzini e senzatetto

In tutto il Sudafrica, le autorità locali sono impegnate nelle cosiddette operazioni “pulizia”, in vista dei Mondiali di Calcio. A Johannesburg questo comporta la rimozione di 15.000 senzatetto dalle strade in rifugi temporanei fuori città, così che “noi si possa stare lassù con il resto del mondo” (Virgil James, portavoce del Comune di JHB su Saturday Star del 6 febbraio 2010). A Durban, i bambini di strada sono catturati quotidianamente dalla Polizia Metropolitana e portati fuori città, a volte in “case sicure” o dai parenti, a volte solo sul ciglio della strada. Nelle case sicure e nei rifugi i bambini sono tenuti insieme agli adulti senzatetto, il che li rende particolarmente soggetti ad abusi, secondo le organizzazioni non-governative coinvolte. Molti cercano immediatamente di tornare in città. Il trauma spesso brutale provocato dai ripetuti arresti, rende i bambini vulnerabili. Li porta a copiare meccanismi di adattamento che comprendono l’utilizzo delle droghe, e ad abbandonare i programmi di riabilitazione promossi dalle organizzazioni non-governative […].

Campi di concentramento per i poveri
Città del Capo ha sfrattato i poveri attorno alla città dalle loro case, e li ha portati a Blikkiesdorp, in quella che il Comune chiama “Area Temporanea di Locazione”, costituita da 1.300 baracche di latta costruite nella sabbia, aventi dimensioni di 3x6 metri. Le persone che si trovano negli ostelli, negli edifici abbandonati occupati illegalmente, così come gli scampati ai raid xenofobi del 2008, vengono portati qui. Molti sono costretti a Blikkiesdorp perché residenti troppo vicino alle località interessate dalla Coppa del Mondo, come ad esempio lo stadio Athlone che sarà usato come campo di allenamento. Le dichiarazioni del Comune che sostiene che i trasferimenti forzati a Blikkiesdorp non hanno niente a che fare con la Coppa del Mondo, suonano a vuoto come quelli che invitavano ad aspettare la costruzione di nuove case. Blikkiesdorp è solo uno degli innumerevoli esempi di delocalizzazione forzata di baraccati che si stanno compiendo nel paese, per poterlo mostrare esattamente come vuole la FIFA.

Persecuzione mondiale
I venditori ambulanti sono stati presi di mira, non solo negli stadi e lungo le vie che vi conducono. La FIFA ha imposto le proprie regole, per colpire tutti i venditori che etichetta come “non autorizzati” – tutti quelli che vendono prodotti diversi dai suoi sponsor (ad esempio McDonald, Coca Cola, Budweiser) lungo le strade più trafficate, e da tutti gli spazi dov’è previsto l’arrivo di turisti. La FIFA dispone di una propria forza, atta a far rispettare tali regole. I venditori ambulanti sono sempre stati tormentati con sgomberi brutali e confische dei beni, ma nelle città ospitanti il Mondiale la situazione è notevolmente peggiorata nell’ultimo anno e mezzo. In occasione del Giorno dei Diritti Umani gli ambulanti sono stati brutalmente sfrattati dalla Park Station di Johannesburg. La vendita sulla Grand Parade di Città del Capo è stata vietata già dal primo maggio. I venditori di strada sono principalmente donne nere, che con i loro guadagni sono di aiuto a molti.

Donne in vendita
I “risanamenti” per la Coppa del Mondo significano anche più molestie della polizia a chi si prostituisce. […]

La tratta di esseri umani, il commercio di schiavi al dì d’oggi, è parte integrante dell’industria della prostituzione. Donne e bambini dalle aree rurali del Sudafrica, da altri paesi dell’Africa del Sud e dall’Asia sono reclutati, spesso con pretesti, oppure rapiti e costretti a lavorare, molto spesso a prostituirsi. […]