Carel Boshoff, fondatore di Orania, è morto (16 mar 2011) PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Marzo 2011 14:07

 

Mandela e Carel Boshoff

Il professor Carel Boshoff, fondatore di Orania (cittadina afrikaner - con riferimento ai bianchi di lingua afrikaans - nel Capo settentrionale), è morto mercoledì mattina, 16 marzo 2011, presso la sua abitazione. Soffriva di cancro.

Fu uomo dell’Afrikaner Broederbond (in italiano: Fratellanza Afrikaner), del Suid-Afrikaanse Buro vir Rasse Aangeleenthede (SABRA, in italiano: Ufficio Sudafricano per le Relazioni Razziali), dell’Afrikaner Vryheidstigting (AVSTIG, in italiano: Fondazione per la Libertà degli Afrikaner), della Konvensie vir ‘n Demokratiese Suid-Afrika (KODESA, in italiano: Congresso per un Sudafrica Democratico), del Vryheidsfront (VF) e dell’Orania Beweging. Tutte organizzazioni che, in tempi diversi, attraverso false alternative “afrikaner” (spesso spacciate per boere), hanno favorito l’insediamento e/o il consolidamento di un impero capitalista-comunista su tutta l’Africa del sud, oscurando il nazionalismo boero, operando affinché i bianchi di lingua afrikaans imboccassero – senza accorgersene, e in modo non troppo brusco – la strada dell’assimilazione (genocidio volontario).

Carel Boshoff, Eugene Terre'Blanche, Andries Treurnicht

Per anni la figura di Carel Boshoff, specie quando fu leader dell’Afrikaner Volkswag (AVW, in italiano: Sentinella del popolo afrikaner) – organizzazione culturale afrikaner (con riferimento ai bianchi di lingua afrikaans) – venne associata allo schieramento nazionalista. Specie nella seconda metà degli anni ’80, quando in varie occasioni si accompagnò a Eugene Terre’Blanche, ad Andries Treurnicht e a Jaap Marais. Ma il tempo ci ha detto la verità su di lui.

Ad esempio: quando confermò che nella definizione “afrikaner” (su cui aveva fondato la sua teorica lotta per l’indipendenza) rientravano anche neri e meticci. La conferma che gli “afrikaner” (correttamente: tutti i madrelingua afrikaans) non sono una nazione (al contrario dei boeri).

Dopo aver dato ospitalità ad Orania a Nelson Mandela, a Jacob Zuma e a Julius Malema, decise di non partecipare ai funerali di Eugene Terre’Blanche; dicendo chiaramente: “[…] non ero innamorato di lui. Lui scelse la via del confronto, del conflitto. Noi vogliamo un’altra via.” E ancora: “Noi siamo cittadini del paese. Vogliamo svilupparci con l’aiuto del governo.”
Una scelta di campo precisa: dalla parte dell’Impero, contro la nazione boera.