Gli afrikaner sono bianchi? Terre’Blanche, 1999 Stampa E-mail
Mercoledì 09 Marzo 2011 15:47

Eugene Terre'Blanche, 1988

I boeri sono l’unica nazione bianca africana, discendenti biologici e spirituali dei trekboer, dei voortrekker, e dei boeri delle Repubbliche boere. Gli afrikaner sono i madrelingua Afrikaans. Utilizzare il termine “afrikaner” per i soli bianchi di madrelingua afrikaans, quando i bianchi sudafricani di lingua afrikaans hanno fatto parte di nazioni diverse, combattuto per nazioni diverse, vissuto storie diverse, e hanno uno spirito diverso, è privo di senso.
Parlare la stessa lingua non vuol dire essere nazione. Parlare una determinata lingua non significa avere particolari caratteristiche biologiche e spirituali.

Eugene Terre’Blanche, storico leader boero, spese la vita per riunire gli afrikaner (con riferimento ai bianchi di lingua afrikaans) e gli altri bianchi dell’Africa del sud, non certo per dividerli, ma sotto le bandiere della nazione boera, per farne dei boeri. Perché la nazione boera può appartenere solo ai boeri, e non semplicemente ai bianchi di lingua afrikaans.
Solo la nazione boera, come nazione bianca, è legittimata all’indipendenza in Africa del sud.
Queste semplici verità, sembrano ormai dimenticate, a causa della forte crisi di identità che affligge tutti i popoli dell’Africa del sud. Una crisi di identità promossa dal regime, dalle forze capitaliste-comuniste internazionali, e da molti movimenti “afrikaner”, a partire dal Vryhedisfront (VF+) e adesso anche dalla Volksraad Verkiesing Kommissie (VVK).

Allora è bene ricordare alcune parole di Terre’Blanche.

= = =

Il testo che segue è stato tratto da “Ageing AWB strongman is still stuck in the past”, articolo del 17 maggio 1999, a firma Marco Granelli, relativo ad un incontro di Eugene Terre’Blanche con alcuni studenti dell’Università di Pretoria.

[…]

“E’ un diritto dato da Dio ai popoli quello di essere liberi e separati,” ha detto al pubblico di varie razze. Ha avvertito di una incombente rivoluzione, da parte dei neri e non dei bianchi, che sono stati costretti a rinunciare alle proprie radici etniche in favore di uno Stato unico. Questi popoli sono i sotho, gli xhosa, gli tswana, e gli zulu, che avevano titolo all’autodeterminazione e che presto lotteranno per questo.

[…]

“Adam Small [scrittore coloured madrelingua afrikaans. Ndr] è un afrikaner?” ha chiesto uno studente. “Tu puoi essere un afrikaner di colore ma non sarai mai un boero,” ha esclamato Terre’Blanche provocando un accenno di applauso da parte di un piccolo gruppo di sostenitori di destra.
Gli studenti bianchi hanno posto domande in merito al Volkstaat. “Come può esserci un Volkstaat in mezzo al vecchio Transvaal con Pretoria e Johannesburg?” Terre’Blanche ha detto che i neri non hanno nessun diritto sul vecchio Transvaal. “I neri devono provare di aver più diritti dei nostri antenati voortrekker. Loro non erano qui. Erano nel Transkei, nel Lesotho, a Zululand. Noi ci insediammo qui.”