L’impero del Sudafrica fu il risultato di una legislazione straniera PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Marzo 2011 10:02

 

L’articolo che segue è stato tratto dal blog “Republican Trekker Volk” e tradotto in italiano.

 

La RSA fu il risultato di una legislazione straniera

Bandiere RSA

Il macrostato conosciuto come Sudafrica [composto dalle due colonie britanniche e dalle due ex Repubbliche boere] non esisteva prima del 20esimo secolo e venne creato con una legge varata dal Parlamento britannico.

Citazione: [Il South Africa Act varato dal Parlamento britannico nel 1909 fondeva insieme le colonie autogovernate del Capo, del Natal, dell’Orange River e del Transvaal nell’Unione Sudafricana, un dominion facente parte del Commonwealth britannico. Tale legge, che servì all’Unione come costituzione fino al 1961, istituì un regime parlamentare sulla falsariga di Westminster, composto da una House of Assembly [Assemblea. Ndt] eletta direttamente e da un Senato eletto indirettamente.] Il sistema elettorale del Sudafrica.

Questa legislazione straniera creò un macrostato artificiale in Africa del sud che legava le Repubbliche boere conquistate alle colonie britanniche del Capo e del Natal, che in precedenza avevano annesso le terre xhosa e zulu nel 19 secolo, in cui la maggior parte degli afrikaner non-boeri risiedeva nella regione occidentale del Capo. Per cui, la legislazione straniera che venne imposta, mise insieme un megastato artificiale che raggruppava insieme diversi popoli sotto la stessa amministrazione per la prima volta nella storia. In altre parole: la creazione di questo Stato ribaltava lo status naturale d’indipendenza dei vari popoli e imponeva un meccanismo contro l’autodeterminazione che molti di questi popoli avevano avuto in precedenza. La tendenza naturale di questi popoli [e dei popoli in generale] di gravitare tra indipendenza e autodeterminazione fu ridotta e invertita quando i britannici imposero un macrostato artificiale basato su un modello imperiale, con il reclutamento dei bianchi locali per amministrarlo, surrogato di un governatorato in nome del potere britannico.

Tale legge è la causa diretta delle problematiche che più tardi arrivarono [i governanti impedirono sia l’autodeterminazione boera / restaurazione delle Repubbliche boere, sia le istanze politiche bantu per il controllo del macrostato] quando i nuovi governati bianchi furono riluttanti a cedere il controllo del macrostato [con le successive modifiche secondo le politiche di patrie indipendenti bantu] che erano stati reclutati ad amministrare, quando la sua popolazione bianca generale iniziò a preoccuparsi di diventare una minoranza demografica oppressa in un macrostato basato sul suffragio universale. Gli uomini dell’elite del potere britannico [in realtà: il capitalismo internazionale. Ndr] sembrarono aver avuto un grande successo con questa macchinazione politica, che alla fine gli diede l’opportunità di reclamare il Sudafrica dei regimi del dopo-apartheid, che sono stati finanziati e appoggiati da loro. Non per niente i britannici [in realtà: i capitalisti internazionali. Ndr] fecero di tutto per impostare e imporre il macrostato del Sudafrica – fino al punto di ammazzare il 50% della popolazione infantile boera nei campi di concentramento durante la guerra britannica per conquistare le Repubbliche boere.

E’ quindi ovvio che i britannici [e il capitalismo internazionale. Ndr] non se ne sarebbero andati dalla regione [per cui la Repubblica Sudafricana è sempre esistita solo nominalmente], né avrebbero ceduto il controllo alle popolazioni locali. Questo è confermato dal fatto che le premesse fondamentali del South African Act del 1909 sono state incorporate e quindi perpetuate in tutte le varie costituzioni del Sudafrica perpetuando così il meccanismo di controllo del grande apparato esecutivo dello Stato [che in passato perpetuarono l’apartheid, e che nel presente perpetuano la neo-apartheid] che opera contro il desiderio di autodeterminazione delle nazioni o dei gruppi etnici. Così le varie costituzioni hanno conservato la centralizzazione del potere.