La nazionale giapponese in Sudafrica. Calcio, crimine e paura PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Giugno 2010 23:31

La nazionale giapponese all'arrivo in Sudafrica, per i mondiali di calcio del 2010Allarmato dall’elevato tasso di criminalità in Sudafrica, l’allenatore giapponese Takeshi Okada ha consigliato i suoi di rimanere all’interno del lussuoso albergo che li ospita, mentre sono al campo base.
“In questo paese si può noleggiare un mitragliatore per 10.000 yen [circa 110 dollari],” ha dichiarato l’allenatore del Sol Levante, per poi concludere che “Ci sono persone che potrebbero pensare che conviene chiedere in prestito 10.000 yen per provare a guadagnarne 50.000”. Accortosi di aver fatto una dichiarazione compromettente, ha invitato i giornalisti giapponesi a non diffonderla, ma senza successo.
A quel punto Okada ha dichiarato d’aver detto ai giocatori di “non uscire in modo spensierato” e di aver chiesto al direttore dell’albergo un uomo della sicurezza, affinché li accompagni qualora uscissero a fare compere.

Tempi duri anche per i giornalisti giapponesi, abituati alla sicurezza del loro paese disciplinato. Gli è stato consigliato di tenere alta la guardia, dopo che due loro colleghi sudcoreani sono stati attaccati dai ladri a Johannesburg.
“I giapponesi sono visti come un facile bersaglio dai ladri”, da dichiarato lunedì Hideyuki Sakamoto, ministro giapponese presso l’ambasciata di Pretoria. L’ambasciata ha organizzato un’unità mobile di cinque uomini, che seguirà la nazionale nipponica, per aiutare i tifosi giapponesi che si trovassero in difficoltà.