Sudafrica: i bambini bianchi nel mirino PDF Stampa E-mail
Lunedì 31 Maggio 2010 22:00

“Un neonato bianco, una pallottola” è lo slogan rinvenuto in questi giorni su Facebook, sul profilo di un utente nero Sudafricano, tale Nceba Sodo. Sotto la foto di un neonato bianco, lui e i suoi amici discutevano della necessità di uccidere i bambini bianchi, nel timore che questi, una volta cresciuti, possano opprimere quelli neri. Ma il regime dell’ANC, in Sudafrica, al potere da più di 16 anni, non li ha liberati dall’oppressione? Se il problema è la convivenza, perché non restituire la libertà al popolo Boero, consentendo la formazione di uno Stato separato e indipendente?
O forse è lo stesso regime della ANC, che per nascondere le sue bugie e i suoi fallimenti, promuove l’odio razziale?
Dalle parole ai fatti? Venerdì scorso, a Pretoria, si è registrato il tentativo di rapire un bambino bianco di due anni. La giovane madre era in auto, ferma ad un semaforo, quando il rapitore le ha rotto il finestrino e ha provato a portarle via il figlio.
In un’altra discussione rinvenuta sul profilo Facebook della persona succitata, si parlava di uccidere la moglie di Eugene Terre’Blanche, lo storico capo dell’AWB (Afrikaner Weerstandsbeweging, in italiano: Movimento di Resistenza Afrikaner) assassinato il 3 marzo del 2010 da due neri, i cui costi legali vengono pagati dalla ANC. Si legge: “…tagliarla a metà e darla in pasto ai cani. Uccidiamoli tutti!”
Lo slogan “Un neonato bianco, una pallottola” fa rabbrividire, ma non è altro che una derivazione di “Un boero, una pallottola”, storico motto della ANC. Ebbene, il VF+ (Vryheisfront Plus, in italiano Fronte della Libertà Più) ha denunciato l’utente di Facebook, ma da 16 anni collabora con l’ANC…

Un neonato bianco, una pallottola