I boeri – un capro espiatorio per i capitalisti internazionali PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Gennaio 2011 16:23

Article da DavidDuke.com, 19 gennaio 2008
Traduzione italiana a cura di Gian Franco Spotti

I boeri – un capro espiatorio per i capitalisti internazionali
di Deirdre Fields

Deirdre Fields racconta l’eroica lotta del popolo Boero per la sopravvivenza e l’auto-determinazione

 

Africa e denaroNel mese di settembre (2007), il quotidiano ANC TODAY pubblicò un inquietante articolo intitolato: “una lezione rivoluzionaria fondamentale: il nemico sta manovrando ma rimane il nemico numero 1”, che di fatto diffama tutti i bianchi definendoli nemici, con l’intento di rovesciare la così detta “rivoluzione democratica nazionale” dell’ANC (African National Congress).

Demonizzando in questo modo tutti i bianchi e facendo diventare inesorabilmente “il colore della tua pelle un’uniforme”, l’ingratitudine ivi espressa deve sicuramente “ferire i sentimenti” della vasta maggioranza di bianchi progressisti ben pensanti che continuano a sostenere l’ANC, smentendo le prove davanti ai loro occhi, confidando che questa “nascente democrazia” possa maturare in una vera democrazia di tipo occidentale.

Mandela con Helen SuzmanNon a caso, perfino la Democratic Alliance (DA) viene sospettata: questo successore del Progressive Party tramite le sue tante trasformazioni sotto la dirigenza di Helen Suzman [nata Helen Gavronsky da immigrati giudei. Ndr] o dei suoi successori, fino al crescente sostegno di Harry Oppenheimer [Oppenheimer è una famiglia giudea originaria della Germania. Ndr], fu sempre l’apologeta per l’ANC e contribuì notevolmente alla sua ascesa al potere. Infatti, lo stesso Oppenheimer, nel 1994 si vantava di essere stato “il discreto motore che aveva spinto l’ANC” (notizia apparsa sul quotidiano USA Today il 20 giugno 1994).

A dire il vero, dopo tutto, ci sono anche delle obiezioni, visto che l’ANC nel frattempo ha ampiamente remunerato l’impero finanziario Oppenheimer-Rothschild [Rothschild è una famiglia giudea originaria della Germania. Ndr] concedendogli scandalosi favori mercantilistici, trasferendo la ricchezza del vecchio Stato del Sudafrica [RSA, ndr] e le risorse naturali del paese nelle grinfie di questo impero finanziario. Durante questa manovra, un pugno di figure di spicco dell’ANC sono stati trasformati in oligarchi neri.

Tuttavia vediamo che la DA (Democratic Alliance), assieme ai suoi sostenitori, pare essere considerata come un entità separata dalla compagnia multinazionale e bancaria degli Oppenheimer, per i quali è forse sopravvissuta oltre la sua utilità e viene in verità considerata con lo stesso sospetto riservato ai bianchi del National Party.

Mandela con Anton Rupert- Nell’immagine: Anton Rupert, uomo d’affari afrikaner e magnate dei media. Questo miliardario deve la sua fortuna ai Rothschild-Oppenheimer. Portando un afrikaner nel suo impero finanziario Oppenheimer fece la sua mossa più saggia, in quanto Rupert ebbe un ruolo fondamentale come capro espiatorio di giuda, portando letteralmente il suo popolo verso la catastrofe. Rupert è in società coi Rothschild nella Rupert & Rothschild Vignerons (produzione di vini). In qualità di uomo di copertura dei Rothschild, Rupert fu uno dei membri fondatori del WWF, istituito per creare parchi trans-frontalieri in tutto il mondo; creando inoltre il Club 101 per finanziare l’iniziativa.

Quest’ultimo, il National Party, diventato una metafora della supremazia bianca e del nazionalismo bianco, alla fine ha tradito i bianchi dandoli nelle mani dell’ANC-SACP. Ironicamente, nonostante i loro vari livelli di collusione, i traditori del governo del National Party; i loro fuorviati sostenitori; i bianchi progressisti; nonché il nazionalistico popolo boero che per la verità si oppose alla transizione di potere nelle mani di questo regime comunista nero, si trovano ammucchiati insieme con tutti i bianchi - ma non con quelli della categoria dei banchieri e delle multinazionali - tutti uniformemente privi di potere, tutti coinvolti nel processo che li spoglia di ogni cosa che posseggono, con le loro vite in pericolo, senza alcuna possibilità di influenzare l’attuale ordinamento politico.

Il tono dell’articolo su ANC Today ha una grande importanza se considerato alla luce del bagaglio culturale comunista di Mbeki e di buona parte della dirigenza dell’ANC che spesso si alterna in posizioni dirigenziali nel Partito Comunista Sudafricano.

Tutte le rivoluzioni comuniste hanno luogo in due fasi: innanzitutto la così detta “rivoluzione democratica nazionale” che tenta di unire tutte le entità del paese. Ai giorni nostri, questa fase viene usata per minare quelle entità che vi si oppongono. Ciò è già stato realizzato in Sudafrica come segue:

1) la dirigenza nazionalista degli zulu è stata sistematicamente e clandestinamente assassinata, mentre il re zulu è stato allontanato dal leader nazionalista Buthelezi, con l’ANC che ha assunto il ruolo di provvedere al reddito del re e l’ha convinto a prendere come mogli delle donne di origine xhosa (un tradizionale tabù) provenienti da famiglie in vista dell’ANC-SACP.

2) La nazione bianca boera è costantemente sotto attacco, mediante politiche di Azione Affermativa (ad esempio i Black Economic Empowerment [consorzi neri aiutati dal regime, ndr]) contro la minoranza bianca; l’espropriazione delle terre; l’integrazione forzata in scuole ed università  e la loro trasformazione in istituzioni di tipo inglese; oppressione culturale; e soprattutto grazie al flusso di orde di neri, spesso occupanti abusivi, in aree precedentemente bianche, creando l’isolamento del bianco e distruggendo la sicurezza, nonché utilizzando la pratica degli omicidi a scopo di genocidio. Lo stupro, un qualcosa al quale i neri in Africa sono particolarmente abituati, viene inteso come mezzo per contaminare il pool genetico (essendo questo un mezzo di genocidio poiché la razza nemica cessa semplicemente di esistere), infettare la popolazione bianca con l’AIDS, umiliare e demoralizzare gli uomini bianchi umiliando le loro donne.


La seconda fase è la così detta “rivoluzione socialista”, o fase stalinista o giacobina durante la quale i “nemici della rivoluzione” vengono sradicati, di solito con purghe sanguinarie.

L’autore dell’articolo di ANC Today identifica i “nemici della rivoluzione” o della “lotta democratica nazionale” con termini travolgenti:

“La popolazione bianca nel suo insieme ha sostenuto il sistema di dominio della minoranza bianca e ha volutamente partecipato alla lotta per sconfiggere la battaglia democratica nazionale”.


L’opzione giacobina

L’autore anonimo che potrebbe essere Thabo Mbeki stesso, sottolinea in tutto e per tutto che l’ANC ha consapevolmente rifiutato l’eufemistico termine di “opzione giacobina”, cioè di massacrare tutti i membri del precedente regime, lasciando intendere che sarebbe stata la migliore opzione ed evidenziando la ritrovata capacità dell’ANC di fare uso della forza militare ereditata dal precedente Stato bianco [RSA, ndr].

Nessuno però si lasci abbindolare dall’apparente assicurazione che la “opzione giacobina” sia stata abbandonata visto che si sta preparando una specie di Notte dei Lunghi Coltelli sulla falsa riga della  “Operazione Vula” o “Uhuru”, con inizio durante la notte per continuare senza sosta, finché non avranno completamente ripulito il paese dai bianchi (azione a cui noi risponderemo); o mediante il quotidiano massacro del nostro popolo perpetrato dall’esercito di criminali dell’ANC, che assassina e tortura usando i mezzi più barbari e disumani possibili, verrà intensificato. Non c’è possibilità di errore, la “opzione giacobina” è già una realtà.

Victim of tortureNell’immagine: Vittima della tortura nel Gauteng: 29 anni vittima di un dirottamento d’auto, è stato legato dietro la propria auto e trascinato. Il gomito di una delle sue braccia si è completamente sfibrato.

Come la ghigliottina, oppure come gli omicidi dell’ANC commessi col sistema chiamato “necklace” (collana della morte) (si infila una persona all’interno di un pneumatico, in modo che non possa uscirne, cospargerlo di benzina ed appiccargli fuoco. Ndt), questi assassini-torturatori vogliono trasmettere shock e terrore, atterrire i bianchi riducendoli senza difesa, terrorizzandoli espropriando i loro terreni e facendoli fuggire. Intanto la brutale campagna di pulizia etnica avanza senza sosta, decimando le fila dei bianchi, ammazzando i deboli e gli indifesi ma fuggendo senza vergogna davanti ai forti, usando la tattica dell’antico generale romano Fabiano, così onorato dalla Fabian Society (associazione facente capo ad un movimento politico e sociale britannico, il Fabianesimo, fautore di un socialismo riformista che si proponeva come scopo istituzionale l’elevazione delle classi lavoratrici per renderle idonee ad assumere il controllo dei mezzi di produzione. Ndt). Questa è sicuramente una parte integrante della prima fase della rivoluzione comunista e potrebbe essere intensificata per poi passare alla seconda fase.

Ad oggi ci sono stati almeno 2.000 casi di omicidi e tortura di agricoltori e delle loro famiglie, quasi quanti sono i soldati americani caduti finora nella guerra in Iraq e un totale stimato di 50.000 vittime fra la popolazione bianca complessiva. Di recente si è notato che gli omicidi in aree urbane assomigliano sempre di più agli omicidi e alle torture commessi nelle fattorie, senza che venga rubato qualcosa, o comunque poco. Durante la Guerra Anglo-Boera (1899-1902) gli inglesi con la loro politica della terra bruciata e con i loro campi di concentramento per i bambini e le donne boere, ammazzarono 3.000 donne, 24.000 bambini e, in battaglia, 3.000 uomini. Questi furiosi attacchi in tempo di pace da parte dei criminali dell’esercito dell’ANC-SACP, che hanno subito il lavaggio del cervello, ha richiesto un numero di vittime ben più alto ed i boeri non sono stati nemmeno in grado di sparare un colpo in loro difesa. Intanto i media internazionali e le Nazioni Unite stanno a guardare in silenzio e con calma, anzi, con gioia.

Località di Mpumalanga: una bella donna bianca umiliata, torturata ed assassinata, ma questo non è un crimine, lei non è soltanto una vittima di un crimine. No, questa è guerra!

Guarda caso, l’ANC si dissocia, ascrivendo il genocidio idel popolo boero, in particolare, e duello dei bianchi, in generale, semplicemente al crimine in aumento.

Anche se ciò fosse vero, l’ANC è in definitiva responsabile delle cause di questi crimini, derivanti dal flusso di immigrazione illegale attraverso le frontiere porose del Sudafrica. E’ anche responsabile per la sua incapacità di far fronte alla situazione. Va comunque ricordato che l’ANC ha ripetutamente scarcerato decine di migliaia di criminali, circa 70.000 quando Mandela divenne presidente e 40.000 per celebrare un recente compleanno di Mandela. Oltre a questo, visto che le prigioni sono sovraffollate, i criminali non vengono più nemmeno perseguiti oppure vengono rilasciati prima. Nel 2006 un esercito di almeno 63.000 detenuti furono rilasciati per alleggerire le strutture carcerarie. Da notare che la multa per chi non paga il canone televisivo è di 1.000 Rand (circa 110 Euro) mentre gli assassini vengono spesso rilasciati dietro pagamento di una cauzione di 500 Rand (circa 55 Euro).


Slogan contro i bianchi

L’ANC usa slogan che incitano al genocidio, ad esempio: “one settler, one bullet” (un colono, una pallottola), oppure “kill a farmer, kill a Boer” (uccidi un colono, uccidi un boero). Queste incitazioni vengono ancora cantate alle varie manifestazioni. Ci sono addirittura canzoni in cui si giura solennemente di uccidere i boeri, come “Bulala AmaBhulu” e, fra le altre, anche l’inno presidenziale di Jacob Zuma (1) “Awulethe Umshini Wami”  (dammi la mia arma).


La colpa è dell’eredità dell’Apartheid

Dilagante è pure l’incessante propaganda che scarica la colpa di ogni male del paese sulla “eredità dell’Apartheid”. I tipici responsabili di questi omicidi e torture a scopo di genocidio sono giovani neri con meno di 20 anni. Ciò implica delle persone che non hanno mai vissuto durante il periodo dell’Apartheid. Questi giovani sono stati cresciuti con una costante propaganda anti-bianchi che li spinge a perpetrare “crimini di odio” contro i bianchi.


L’ANC a braccetto con il potere globale finanziario

Namibian Mines & Energy Minister Erkki Nghimtina & Nicky Oppenheimer, Chairman of the De Beers Group- Nell’immagine: Ministro namibiano dell’Energia e delle Miniere Erkki Nghimtina con Nick Oppenheimer, presidente del gruppo De Beers che si scambiano la firma di un accordo che crea la Namibia Diamond Trading Co. (Compagnia diamantifera della Namibia). Il copione è sempre lo stesso: il boscimano è stato cacciato dalla sua terra per riempire le tasche di Oppenheimer, ma almeno egli non crede nell’Apartheid.

Alla fine, l’alleanza dell’ANC col potere finanziario, ha creato una classe alto-borghese di miliardari neri (2a), traditori della loro stessa causa (come ha osservato il sindacato COSATU), ma la condizione di vita della maggioranza delle masse nere è molto peggiore che durante il “regime dell’Apartheid” e genera odio e invidia contro i bianchi in generale, specialmente quelli che hanno ancora la loro proprietà, anche se molti sono diventati le ombre bianche dei loro padroni neri, lavorando per metà della paga dei loro concorrenti di colore. Un odio speciale viene sempre riservato al popolo boero al quale viene associata questa “eredità dell’Apartheid” (2b)


La capacità militare dell’ANC è aria fritta

Stando a quello che vediamo la “opzione giacobina” viene implementata. Intanto è gratificante osservare che, qualora l’ANC “abbracci consapevolmente l’opzione giacobina”, la loro tanto vantata capacità militare è probabilmente aria fritta: l’AIDS è diffuso nell’esercito, i soldati non sono bene addestrati e sono indisciplinati, la maggior parte dei bianchi idonei sono stati congedati e sostituiti da neri, l’equipaggiamento militare sta diventando vecchio e obsoleto, mentre quello che è ancora in buono stato soffre di penuria di personale specializzato e idoneo per il suo utilizzo. L’esercito di criminali dell’ANC-SACP sembra essere molto più efficiente.


Jacobin Option being exercised through Unconventional Means

Opzione giacobina in Africa del sudL’articolo di ANC Today ci stimola a ritenere che la “opzione giacobina” venga esercitata con mezzi non convenzionali – per cui una strategia di sterminio non è chiaramente definita e la nostra nazione può essere fuorviata. I mezzi non convenzionali includono gli omicidi a scopo di genocidio, la riforma agraria (3) tramite l’esproprio, compreso l’espediente sulla falsa riga dello Zimbabwe per cui si ricorre all’esproprio terriero con la violenza sostenendo che i bianchi starebbero bloccando il processo della riforma e, ultimo ma non meno importante, la TRC – Truth and Reconciliation Commission (Commissione per la Verità e la Riconciliazione) che si sta preparando per la seconda fase.
Lo scrittore anonimo dell’articolo sull’ANC afferma che “nonostante il nostro accesso al potere statale che ci ha permesso di raccogliere informazioni non rivelate durante l’operazione della TRC e in altre, l’ANC ed il nostro governo hanno deciso di non usare la possibilità che ci fu data di affrontare coloro che, in realtà, hanno fatto parte delle forze di repressione dell’Apartheid”.

Egli quindi conclude che il confronto con coloro che hanno fatto parte delle “forze di repressione dell’apartheid” “resta una parte importante di un capitolo non completato della TRC e delle relative operazioni collegate, del quale bisogna occuparsi.”

Prima afferma che “la popolazione bianca nel suo insieme sostenne il sistema della dominazione della minoranza bianca e partecipò coscientemente alla lotta per sconfiggere la battaglia democratica nazionale”.

E quindi che “abbiamo ex agenti dell’apartheid nelle fila delle formazioni politiche del nostro paese, nella macchina dello Stato democratico, negli affari, nelle professioni, incluse le università e i media, e nella società civile in generale, i quali agiscono volontariamente in un modo analogo a quello da loro svolto in passato, o che si sottomessi al ricatto degli ex “maneggioni” per preparare un’agenda reazionaria. Alcuni di questi, che hanno operato nell’ambito della macchina dell’Apartheid, non hanno rinunciato al loro obiettivo, in particolar modo quello di sconfiggere l’ANC”.

Sembra che non si veda l’ora di mettere in piedi processi più vendicativi, sulla falsa riga dei processi-farsa di Norimberga, in questo senso la persecuzione (nonostante la sua plateale sottomissione) dell’ex Ministro Adriaan Vlok e dell’ex Comandante della Polizia Johan van der Merwe, non è altro che la punta dell’iceberg. I processi della TRC non finiranno certamente con delle amnistie, anzi, finiranno per soddisfare la voglia di sangue delle masse.


Gli Oppenheimer i maggiori beneficiari della “Apartheid”

OppenheimerLe masse nere vengono continuamente incitate a dare la colpa ai bianchi, precedenti governanti del Sudafrica [RSA, ndr], per la loro situazione di degrado, piuttosto che imputare questa colpa, come sarebbe giusto, alla nuova dirigenza “democratica” dell’ANC che ha mal governato il paese negli ultimi 13 anni e i loro compagni di merende multinazionali che hanno saccheggiato il paese e che furono in tutti i casi i principali beneficiari della mano d’opera a basso costo (4a) fornita durante la politica dell’Apartheid  (di cui fu fatto un uso erroneo in seguito all’assassinio del Dr. Verwoerd).

In verità, i bianchi in generale ed la nazione boera in particolare, sono stati ingiustamente espropriati di una terra alla quale avevano diritto in base al diritto internazionale - nonostante la propaganda secondo la quale “rubarono la terra ai neri” - e sono i capri espiatori di questa classe di ladri-baroni fatta di banchieri internazionali e di compagnie multinazionali. (4b) In verità, i boeri furono le prime vittime di questa entità avida, affamata di potere e senza scrupoli e rimangono uno dei loro principali bersagli. (4c). Fu per consentire a questa cricca di “ri-colonizzare” e saccheggiare non solo il Sudafrica ma l’intera Africa che il governo nazionalista bianco del Sud Africa doveva essere espropriato: il nazionalismo è l’ultimo ostacolo all’internazionalismo. Le accuse calunniose di “razzismo” e di “oppressione” furono ciò che consentì il raggiungimento dell’espropriazione dei boeri, sebbene non c’entrassero niente con i veri motivi.

In modo naif, i “novelli dirigenti” neri entrano con gli occhi spalancati nella privatizzazione orchestrata dal mondo bancario di Londra, nel partenariato del pubblico-privato, nel parastatale ecc. e avanti fino all’Unione Africana. Questa nuova forma di colonizzazione, nella quale stanno entrando così fiduciosi, farà assomigliare la schiavitù ad un sistema di benessere. Intanto le pressanti aspettative delle masse nere vengono sopite consentendo loro di uccidere e saccheggiare la proprietà e i possedimenti privati degli ex governanti bianchi del Sudafrica [RSA, ndr] che dovevano essere sradicati per consentire alla classe di banchieri internazionali e di compagnie multinazionali di far man bassa dei minerali e delle risorse naturali dell’intero continente.


Un posto nel Gulag Globale

Gulag Globale


Oggi le masse nere sottomesse e affamate del Sudan, Somalia, Repubblica Democratica del Congo (5) sono torvi testimoni dell’ “altruismo” dei signori della rapina che demonizzarono il “regime dell’Apartheid” bianco, in modo così estensivo e così ipocrita al fine di portare a termine il loro progetto di Nuovo Ordine Mondiale, il Nuovo reich dei Ricchi, quel Governo Unico così temuto dai nostri nonni e dai nostri padri.

Purtroppo il triste destino dell’Africa rimane il destino finale della Civiltà Occidentale, anzi, del mondo intero, mentre l’intero pianeta sta entrando nella nuova fase del Nuovo Ordine Mondiale. Le popolazioni del mondo, con sempre minore livello culturale, continuano ad essere beatamente inconsapevoli della sua esistenza, e continuano a combattersi l’un l’altra, su quelle accuse di aria fritta come razzismo, apartheid, dittature islamiche ecc. identificandole col “Capitalismo” inteso come “Libera Impresa” ma che non ha niente in comune con esso. L’elite finanziaria rappresenta il “Capitalismo di Monopolio” nel quale la libera impresa non ha spazio, e tramite l’usura, la corruzione ed il complotto, si appropria delle ricchezze del pianeta, perfino dell’acqua e delle libertà fondamentali.

Stiamo così tutti marciando senza accorgercene verso le cavernose ed ampie fauci del Gulag Globale, attraverso strade come il NAFTA (cioè il trattato di libero scambio fra Stati Uniti, Messico e Canada), “la guerra al terrorismo”, l’Unione Nord-Americana, l’Unione Europea, l’Unione Asiatica del Pacifico. L’Unione Africana è un altro pezzo del puzzle. I boeri sono soltanto un sassolino nella scarpa collettiva di questa elite finanziaria, gli aspiranti padroni del gulag globale e, di conseguenza, la loro estinzione è all’ordine del giorno. Non possiamo permettere che ciò avvenga.


Note:

[1] Mbeki ed il suo probabile successore Jacob Zuma, secondo il Comitato sulla Sicurezza e sul Terrorismo del Senato USA del 1985, erano i più militanti dopo Nzo, Hani, Modise e Joe Slovo.

[2a] 1. Tokyo Sexwale, 2. Cyril Ramaphosa, 3. Saki Macozoma, 4. Patrice Motsepe, 5. Moss Ngoasheng, 6. Mzi Khumalo, 7. Cheryl Carolus, 8. Manne Dipico, 9. Kgalema Motlanthe, 10. Popo Molefe

[2b] L’Apartheid (Sviluppo Separato) vera e propria finì poco dopo l’assassinio del Dott. Verwoerd il 6 Settembre 1966. A partire da quella data i neri ebbero un sempre maggior numero di diritti  nella terra dei bianchi [RSA, ndr]. Da quella data l’apartheid venne erosa un po’ alla volta e quando P.W. Botha andò al potere nel 1978 smantellò profondamente l’apartheid creando un sistema parlamentare tri-camerale abolendo il decreto riguardante i matrimoni misti e ammorbidendo il decreto riguardante la residenza nelle aree bianche (Group Areas Act). Così l’ “Apartheid” nel vero senso della parola rimase lettera morta per circa 27 anni.

Lord Alfred Milner- Nell’immagine: Lord Alfred Milner, uomo di punta dei Rothschild, esecutore della “Politica della Terra Bruciata” e dei campi di concentramento per i bambini e le donne boere dal 1899 al 1902, nonché portavoce del Royal Institute of International Affairs, ramificatosi nelle organizzazioni come il CFR (Council for Foreign Relations) e la Commissione Trilaterale. Il suo spirito e la sua eredità continuano a rivivere nell’attuale genocidio dei boeri.

L’Apartheid è di fatto un’eredità lasciata dalla Gran Bretagna che è stata sotto il controllo dei Rothschild e della sua elite londinese per secoli, che rifiutò di dare l’indipendenza alle nazioni nere attualmente all’interno dell’odierno Sudafrica, come alla tribù cannibale dei Basuto (Lesotho) e agli Swazi (Swaziland), prima di formare l’Unione del Sudafrica nel 1910 dalle due ex Repubbliche Boere del Transvaal e dello Stato Libero di Orange; e le sue due colonie sudafricane:

I. la Colonia del Capo, alla quale la Gran Bretagna aveva aggiunto i territori conquistati della nazione/tribù degli xhosa in quel che più tardi sarebbero diventati il Ciskei ed il Transkei

II. Natal, formato da vari territori, quando:

1.) la Gran Bretagna si annesse la Repubblica Boera di Natalia nel 1845 e

2.) il regno zulu di Zululand che la Gran Bretagna conquistò nel 1887. Ciò creò di nuovo un altro paese multietnico destinato inevitabilmente e ripetere le esperienze dell’Iraq (curdi, sunniti e sciiti), Yugoslavia (croati e serbi), Sudan (neri e arabi), Rwanda (hutu e tutsi). Fra i principali caposaldi dell’Apartheid c’era anche l’amministrazione in Sudafrica ereditata dai britannici, in particolare da Cecil Rhodes la cui fortuna proveniente dai diamanti sudafricani e dall’oro permise la creazione dell’impero dei Rothschild-Oppenheimer con i mezzi per sovvertire il mondo tramite i gruppi della Tavola Rotonda, la Pilgrim Society, il Royal Institute of International Affairs e le loro varie derivazioni incluso il Council for Foreign Relations (CFR), la Trilaterale, la Banca dei Regolamenti Internazionali, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale ecc. Inoltre, nonostante le pesanti accuse ed una campagna efficace, sia nazionale che internazionale, per spodestare i bianchi in Sudafrica, furono proprio le imprese minerarie degli Oppenheimer-Rothschild a trarre il maggior vantaggio dalla mano d’opera a basso costo dei neri grazie a queste norme razziste, come esempio del passato coloniale britannico:

La disumana Guerra Anglo-Boera del 1899-1902 (istigata dagli stessi interessi minerari per acquisire il controllo delle ricchezze minerarie del Transvaal), vide la morte di 24.000 bambini boeri e di 3.000 donne, uccisi nei campi di concentramento britannici; le fattorie dei boeri, i raccolti ed il bestiame bruciati nella così detta “Politica della terra Bruciata” britannica. I boeri, impoveriti, dopo la guerra furono costretti a lavorare nelle miniere, ma nel 1922, Ernest Oppenheimer se ne liberò in quattro e quattr’otto rimpiazzandoli con i neri. I boeri avevano lavorato per 30 sterline al mese, i neri avrebbero lavorato per solo 3 Sterline al mese.

Questo rimpiazzo rappresentava un risparmio di 27 Sterline al mese su ogni stipendio di ogni dipendente, un beneficio immediato per la compagnia! La conseguente rivolta dei minatori boeri fu brutalmente repressa dal traditore Generale Smuts, le cui truppe, armate di mitragliatrici, fecero valere la decisione del sig. Oppenheimer, dell’elite londinese e della Royal Institute of International Affairs (RIIA), che ha sempre gestito le faccende in Sudafrica e sul cui Circolo Interno sedeva Rothschild ed il suo scagnozzo Lord Milner. Dopo la Guerra Anglo-Boera, Milner, il cui scopo era stato quello di sterminare i boeri “una volta per sempre”, dichiarò: “non è più una guerra con armi e pallottole, ma è sempre guerra”. Così è stato da allora ed è così ancora oggi sebbene una nuova generazione di Rothschild e di Oppenheimer diriga oggi le cose.

[3] Il Sovrintendente alle Questioni Agricole, Tozi Gwanya, ha spesso ritenuto gli agricoltori responsabili per i ritardi nella esecuzione del Piano di Restituzione Terriera [Piano per togliere la terra ai boeri. Un’altra forma di genocidio. Ndr]. Perfino gli agricoltori disposti a vendere venivano accusati di ritardare le pratiche, mentre i sovrintendenti alle questioni agricole sembravano non essere loro stessi efficienti nel disbrigo delle pratiche. (vedi “Focus with freek” sul canale televisivo SABC, domenica 5 giugno 2005)

[4a] Cyril Ramaphosa, membro di spicco dell’ANC, oggi uno degli oligarchi neri creato dall’impero finanziario degli Oppenheimer-Rothschild, fu incarcerato negli anni 70 per il suo lavoro organizzatore del movimento di consapevolezza di colore. Egli organizzò e sindacalizzò i lavoratori minerari del Sudafrica [RSA, ndr] che erano obbligati a vivere in baracche stile caserma militare, per soli uomini, sotto il controllo delle imprese minerarie. Il machiavellico Oppenheimer approfittò del basso costo della mano d’opera sotto il governo dell’Apartheid obbligando i propri lavoratori a vivere in queste condizioni, mentre allo stesso tempo sosteneva finanziariamente l’ANC e sviluppava forti legami con i suoi dirigenti.

[4b] Seguendo una tendenza che durava dal 1980, nel 1990 solo quattro mega-società, per lo più compagnie minerarie, controllavano l’82% della Borsa Valori di Johannesburg (Johannesburg Stock Exchange), il che rappresentava quasi l’intero Prodotto Interno Lordo del paese: la Oppenheimer Anglo-American (inclusa la De Beers), da sola, controllava oltre il 52% della Borsa e tuttavia le compagnie minerarie aurifere pagavano soltanto il 2,9% di tasse. Sebbene i bianchi costituivano solo il 15% della popolazione, essi contribuivano al 77% delle entrate fiscali. Lo Stato spendeva poi il 45% di tutte le tasse per la popolazione nera, 5% per i coloured, 5% per gli indiani ma solo il 38% per i bianchi (fonte: The Star, 2 maggio 1990)

[4c] La Guerra Anglo-Boera, con i suoi campi di concentramento per il genocidio, fu istigata dall’entità Rothschild-Milner-Rhodes in modo da prendere il controllo delle ricchezze aurifere della Repubblica Boera del Transvaal.

[5] La AngloGold Ashanti, parte della multinazionale mineraria internazionale Anglo-American (Oppenheimer), ottenne i diritti minerari nella vasta concessione aurifera a Mongbwalu, DRC [Repubblica Democratica del Congo, ndr] nel 1996. Ostacolati da una guerra in corso (fintanto che non fu raggiunto un accordo di pace e nominato un governo di transizione a Kinshasa), per poter avere accesso a ciò che voleva, la compagnia tenne contatti col gruppo armato Nationalist and Integrationist Front (FNI), che mantenne il controllo sul sito minerario ricco di oro nel distretto nord-orientale di Ituri.

I ricercatori dell’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch documentarono incontri fra la compagnia e i dirigenti del gruppo armato. Il presidente del FNI, Floribert Njabu disse a Human Rights Watch: “il governo [centrale] non verrà mai a Mongbwalu. Io sono stato il solo a permettere alla Ashanti di venire. Io sono il boss di Mongbwalu. Se voglio cacciarli, posso farlo” (Questo è quello che pensa lui! - DF)

Il Congo nord-orientale è ricco di minerali, tale zona è stata teatro degli scontri più cruenti durante la devastante guerra congolese dei sette anni. Gruppi armati in competizione tra loro effettuarono massacri etnici, stupri e torture. Secondo stime delle Nazioni Unite, un conflitto locale fra gruppi etnici hema e lendu, alleati con gruppi di ribelli nazionali e sostenitori stranieri, inclusi Uganda e Rwanda, ha fattopiù di  60.000 vittime fra il 1999 ed il 2005. Queste perdite sono solo una parte dei quattro milioni di civili stimati morti in tutto il Congo durante lo stesso periodo, mentre l’attività di estrazione aurifera continuò durante l’intero conflitto.

Milioni di dollari in oro vengono contrabbandati dal Congo ogni anno, una parte dei quali è destinato alla Svizzera. Un minatore sul punto di morte per fame disse a Human Rights Watch: “noi siamo maledetti per via del nostro oro. Ne stiamo solo soffrendo. Non c’è alcun vantaggio per noi”, mentre un funzionario governativo congolese affermava lamentandosi: “stiamo guardando il nostro paese che viene spogliato delle sue risorse e con nessun vantaggio per il popolo congolese”. Comunque, la AngloGold Ashanti sta facendo profitti enormi ed è stata questa multinazionale che ha rovesciato il così detto “Regime dell’Apartheid” bianco per motivi “morali”.

http://www.hrw.org/english/docs/2005/06/02/congo11041.htm

A fundamental revolutionary lesson: The enemy manouevres but it remains the enemy / Part I

http://www.anc.org.za/ancdocs/anctoday/2007/at33.htm


Fonte articolo: SouthAfricaSucks.blogspot.com