Quanti neri sono morti sotto il regime dell’Apartheid (RSA)? PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Dicembre 2010 14:29

L’articolo che segue, del 2001, è disponibile su molti siti internet. Come autore è indicato un giornalista nero, di nome Vusile Tshabalala.

Violenza in Africa del sud. ANC contro IFP, 1992

Agosto 2001 – All’inizio del 1900, il numero di africani [in tutto il testo l’autore, con il termine “africani”, fa riferimento – seppur in modo improprio – ai neri. Ndr] sudafricani risultava essere di 3,5 milioni secondo il censimento del governo coloniale britannico.
Nel 1954, la nostra popolazione africana era salita a 8,5 milioni – e nel 1990, eravamo saliti a ben 35 milioni – tutti gestiti con attenzione, estremamente sorvegliati, contati, sballottati nelle homeland [Stati separati, indipendenti. Ndr] e nelle township – e noi tutti eravamo irritati e ci lamentavamo del giogo oppressivo del sistema dell’afrikaner Broederbond fondato sulla rigida segregazione razziale.
Durante l’apartheid, la nostra popolazione [l’autore intende i neri. Ndr] è cresciuta ad un ritmo sostenuto beneficiando delle conoscenze mediche dei boeri e delle loro eccellenti doti in campo agricolo.
La crescita della nostra popolazione e l’innalzamento della media della nostra aspettativa di vita, di fatto mostrano come noi africani in Sudafrica fossimo più in salute rispetto agli altri africani del resto del continente: nei decenni precedenti la politica ufficiale dell’apartheid, (che fu avviata nel 1948), l’aspettativa media di vita per gli africani sudafricani era di soli 38 anni.
Ebbene, durante l’ultimo decennio dell’era dell’apartheid dal 1948 al 1994, la media della nostra aspettativa di vita era salita a 64 anni – al pari dell’aspettativa media di vita europea. Inoltre, i nostri tassi di mortalità infantile si erano ridotti da 174 a 55 su mille, più alto di quello dell’Europa, ma considerevolmente più basso del resto del continente africano.
E la popolazione africana in Sudafrica era, da allora, aumentata del 50%. (fonte: “A crime against humanity: analysing repression of the Apartheid State”, di Max Coleman della Human Rights Committee).

Decessi a casa della violenza politica durante l’apartheid:

L’autorevole libro di Max Coleman analizza tutti i decessi dovuti alla violenza politica dal 1948 al 1994 in Sudafrica e in Namibia.
Secondo le statistiche della HRC, 21.000 persone sono morte nelle violenze politiche in Sudafrica durante l’apartheid – delle quali 14.000 durante i sei anni del processo di transizione dal 1990 al 1994. Il libro elenca il numero di incidenti, le date, e le persone coinvolte.
Questo dato include le azioni della SA Defence Foce [Forze Armate della RSA. Ndr], per esempio, i 600 morti a Kassinga in Angola durante la guerra nel 1978.
Di queste morti, la stragrande maggioranza, il 92%, sono state principalmente dovute ad africani che hanno ucciso altri africani – ad esempio in battaglie tribali per il controllo del territorio: questo libro analizza dettagliatamente il periodo che va dal giugno del 1990 al luglio 1993 e segnala che un totale di 8.580 (92%) delle 9.325 morti violente durante il periodo che va dal giugno del 1990 al luglio 1993 sono state causate da africani che hanno ucciso altri africani, o come spesso la chiamano i media, violenza di “neri contro neri” – omicidi negli ostelli, omicidi per lo scontro tra Inkatha Freedom Party e ANC, per controversie violente di vario genere.
Le attività del Civil Cooperation Bureau come indicato dalla Truth and Reconciliation Commission, sono comprese in questi dati.
Le forze di sicurezza [della RSA, ndr] causarono 518 decessi (5,6%) in tutto questo periodo.
E ancora, durante il periodo della transizione, le cause primarie delle morti non furono le forze di sicurezza né la violenze dell’estrema destra bianca contro i neri [basti pensare che l’AWB era alleata con l’IFP (zulu). Ndr] ma alle “collane delle morte di neri contro neri”, ai conflitti tribali tra ANC e IFP, alle bombe delle ali paramilitari di ANC e PAC che colpivano i centri commerciali, alle mine sulle strade di campagna, ecc.
Dopo l’apartheid:
L’attuale epidemia di Aids-HIV – contro la quale il regime di Mbeki [Thabo Mbeki, membro storico della ANC, presidente dal 1999 al 2003 dell’impero capitalista-comunista che ha imprigionato tutte le nazioni dell’Africa del sud. Ndr] non ha ancora intrapreso azioni e non è ancora riuscito ad informare adeguatamente l’opinione pubblica – secondo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità porterà alla morte di più di 6 milioni di africani sudafricani entro il prossimo decennio. E il regime della ANC guidato da Mbeki, che avrebbe potuto iniziare una vasta campagna di prevenzione come in Uganda molto tempo fa, non ha fatto nulla per scongiurare questo terribile dato di morte.

Gli ospedali sudafricani “stanno diventando luoghi di morte”
Nel novembre dello scorso anno [2000, ndr] è stata data notizia dal The Star che gli ospedali sudafricani stanno diventando luoghi dove si muore – invece di guarire.
Nel giugno di quest’anno [2001, ndr], è stata data notizia che i nostri cimiteri si stanno riempiendo così rapidamente che si sta valutando di tumulare i corpi in verticale, al fine di risparmiare spazio.
Ancora, per questi nostri funerali non si parla mai di Aids, e il silenzio e le dichiarazioni pubbliche di Mbeki che contravvengono le realtà scientifiche, continuano senza contraddittorio mentre la nostra gente sta morendo.
Jack Bloom, portavoce della Democratic Alliance, lo scorso anno ha avvertito che l’aumento del 20% dei decessi relativamente agli ultimi quattro anni dei pazienti trattati all’Ospedale di Johannesburg può solo essere imputato all’alto tasso di criminalità e al grave declino nella cura del paziente. Perché le cure sono così scarse adesso, e la criminalità così alta? La risposta è semplice: i nostri fondi pubblici sono stati saccheggiati dalla gerarchia della ANC. E la polizia sembra incapace di fermare tutto questo.
Fondi per i tubercolosi saccheggiati:
Il 10 luglio 2001, il dipartimento sudafricano per la salute ha annunciato che stava per bloccare un finanziamento annuale da 6,6 milioni di Rand alla SA National Tuberculosis Association [SANTA, l’Associazione Nazionale Sudafricana Tubercolosi, ndr] a causa del continuo saccheggio di tali fondi e per i sontuosi stili di vita dei suoi dirigenti (africani), che si premiavano con stipendi annuali di 400.000 Rand e spendevano 5.000 Rand al mese soltanto in chiamate cellulari… mentre milioni di sudafricani affetti da tubercolosi non vengono curati e deperiscono a casa di questa malattia, che è mortale ma anche curabile.
Durante l’apartheid, si ricorda come i dirigenti della SANTA apparissero estremamente frugali con i finanziamenti del governo – e molte migliaia di pazienti erano curati annualmente, e come molti dottori e infermieri prestassero il loro servizio VOLONTARIAMENTE e gratuitamente.
La domanda è questa: “perché queste persone sono ancora nel consiglio d’amministrazione della SANTA? Perché non sono stati fucilati sul posto?”

Morti violente dal 1994 al 2000:
E la polizia sudafricana ha dato notizia questo mese [agosto 2001, ndr] – per accedere alle statistiche sul loro sito http://www.saps.org.za - che un totale di 174.220 persone sono morte di morte violenta, per violenze relative alla criminalità [o all’odio contro i bianchi, e in particolare contro i boeri. Ndr], tra il 1994 e l’anno 2000.
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