La Battaglia del Fiume di Sangue, 1838 PDF Stampa E-mail
Giovedì 16 Dicembre 2010 12:57

 

La Battaglia del Fiume di Sangue, 1838

Il Giorno del Voto è stato festa nazionale nell’Impero della Repubblica del Sudafrica (RSA) fino ai primi anni ‘90. Al di là di questo, è una festa religiosa e nazionale del volk boero, che il nuovo regime dell’impero capitalista-comunista che regna in Africa del sud ha soppresso, nel tentativo di sterminare il volk boero – anche dal punto di vista culturale, storico e religioso.

Il testo che segue, scritto da Arthur Kemp nel 1990, racconta la Battaglia del Fiume di Sangue, e il Voto che l’ha preceduta.

Sarel Cilliers. Il Voto[…] [Nel] periodo dal 1836 al 1840, noto [...] come Grande Trek […] i voortrekker, che erano arrivati nell’entroterra del Natal al seguito del loro capo Piet Retif, decisero di provare a negoziare con il re zulu Dingaan, l’acquisto di alcune terre. All’inizio Piet Retif sembrò aver successo, e Dingaan si dichiarò disposto a concedere ai voortrekker parte dei propri possedimenti se questi avessero recuperato del bestiame che gli era stato sottratto da un suo luogotenente, un certo Siyonkella. Questo fu quello che Retif e il suo ristretto gruppo fecero, dopodiché tornarono nella capitale del capo zulu, Ungunggundlovu, dove furono accolti festosamente.
In quel luogo Piet Retif firmò un accordo scritto con Dingaan, che prevedeva il passaggio di alcune terre ai voortrekker. Appena siglato il patto Dingaan ordinò ai suoi soldati d’acciuffare Retif e la sua piccola delegazione. Retief e i suoi uomini,  consigliati con l’inganno di lasciare le propri armi da fuoco all’esterno dell’accampamento reale, furono quindi portati su una collina, fuori dall’accampamento di Dingaane, e lì crudelmente bastonati a morte.
I cadaveri furono lasciati su quell’altura e, come vuole la tradizione, nessun oggetto personale fu rimosso dalle persone giustiziate. E proprio in quel posto, un altro condottiero voortrekker, circa dieci mesi dopo, trovò il cadavere di Retief, con l’accordo scritto tra lui e Dingane ancora intatto.
Subito dopo l’assassinio di Retif, Dingaan mandò il suo esercito ad attaccare i campi dei voortrekker, composti principalmente da donne, bambini e uomini anziani, che attendevano ansiosamente notizie sui negoziati di Retif con Dingaan. L’attacco contro le donne e i bambini voortrekker fu attuato il 17 febbraio del 1838, e costò la vita a 56 donne, 185 bambini e 40 uomini anziani, che furono macellati nel modo più raccapricciante. L’effetto psicologico sui voortrekker del Natal, che in quella fase erano meno di 1.000, fu enorme. Il luogo del massacro fu chiamato Weenen (in olandese “piangente”) e ha conservato tale nome fino al dì d’oggi.
Un nuovo condottiero voortrekker, Andries Pretorius, decise che era giunto il momento della resa dei conti con gli zulu. Il 28 novembre del 1938 si mise quindi alla guida di un commando, composto da 468 voortrekker, 1 scozzese e 2 inglesi, stipati in 57 carri di pionieri, che partì in cerca dell’esercito di Dingaan.
Domenica 9 dicembre, percependo l’approssimarsi della battaglia con gli zulu, il relativamente piccolo gruppo di uomini tenne una funzione religiosa nell’aperta campagna vicino al fiume Wasbank, facendo voto al Dio cristiano [JHWH, ndr] che se gli avesse concesso la vittoria, loro e la loro discendenza avrebbero celebrato [… il giorno della battaglia. Ndr] “come se fosse un sabato”, in ricordo di quella vittoria e del debito con il loro Dio [JHWH, ndr]. […]
Domenica 15 dicembre 1838 il commando dei voortrekker arrivò al fiume che gli zulu chiamavano Ncome. Il posto era stato scelto con cura, così che le forze voortrekker attendevano l’attacco zulu in qualsiasi momento. I carri dei pionieri erano stati disposti in circolo, chiamato “laager” in olandese. Lungo un fianco del laager scorreva un profondo canale e a circa 300 metri verso oriente scorreva il fiume. All’alba del 16, mentre la foschia s’alzava, i 471 uomini della forza voortrekker si confrontavano con un’armata zulu di più di 15.000 unità.
Ondata dopo ondata, gli assalitori Zulu furono costretti a ritirarsi per la potenza di fuoco voortrekker. Dopo svariate ore di combattimento, i voortrekkers fecero uscire un gruppo di uomini a cavallo, che spinse l’armata zulu nell’angolo tra il canale e il fiume. Molti, in quel posto, trovarono la morte, tanto che l’acqua del fiume mutò colore, diventando rosso sangue. Tant’è che la battaglia passerà alla storia come “Battaglia del Fiume di Sange”. Le forze zulu furono sconfitte e Dingaan messo in fuga.
Un’ulteriore conferma dell’intervento divino che aveva deciso la battaglia […] era ravvisabile dal conteggio delle vittime: più di 3.000 zulu morti e neppure un vortrekker gravemente ferito.

La Battaglia del Fiume di Sangue, 1838. Cartina