2000, comunismo e multinazionali: Una tragedia in Angola (LoBaido). II parte PDF Stampa E-mail
Domenica 12 Dicembre 2010 22:30

L’articolo che segue, di Anthony C. LoBaido, è stato tratto da WorldNetDaily.com (che lo ha pubblicato online il 30 gennaio 2000). Questo articolo è la seconda parte di “Una tragedia in Angola”.

 

In Africa, i profitti dei diamanti sono per sempre
De Beers, l’ordine esecutivo di Clinton per cercare di distruggere il movimento ribelle anticomunista

 

Manifesto UNITAMavinga, Angola – Un’alta donna nera, attraente, con i capelli lunghi, attende seduta all’ombra di un salice piangente. Nelle vicinanze, sua figlia Mindy di cinque anni gioca felice nella sabbia sporca con una Barbie bionda. Dietro la ragazzina c’è un fuoco, che brucia giallognolo, su carboni blu, sul quale cuociono alcune patate dentro fogli di alluminio.
L’alba sta arrivando con tutta la forza dell’estate angolana, il sole sorge in lontananza come un’enorme bolla di sangue, minacciando un altro giorno torrido. La madre, di nome Nikki, sfoglia le pagine di “L’ombra dello scorpione”, un romanzo apocalittico di Stephen King. Legge tranquilla, fermandosi ogni tanto per controllare le pietre dentro un piccolo sacco portagioielli che tiene in grembo.
Nikki tira fuori il piccolo sacco rosso e con metodo ne vuota il contenuto su un panno color porpora che ha steso a terra. Uno per uno, posa i diamanti scintillanti sul panno. Alcuni sono grandi, altri non superano le dimensioni di piccoli fiocchi. Dopo circa un’ora, la sua pazienza è ripagata.
L’incontro per il quale attendeva è in pieno svolgimento. Un automezzo bianco da safari è arrivato, e da esso è spuntato un nero, con addosso un vestito bianco impeccabile. Parlando con uno spiccato accento britannico, l’uomo ha ispezionato i diamanti, e ha consegnato una grande busta con dentro 10.000 dollari in contanti, è quindi ritornato al suo veicolo ed è partito verso il confine con lo Zambia.
Nikki conta i soldi e poi li nasconde nel seno, come aveva fatto con i diamanti. E’ stato un piccolo, apparentemente insignificante evento all’interno della grande economia globale. Eppure, ad una più attenta analisi, è stata una mossa vitale – una delle innumerevoli mosse di questo tipo – nel pericoloso fine partita tra l’esercito ribelle cristiano e anticomunista dell’UNITA [União Nacional para a Independência Total de Angola, ndr], contro la marxista MPLA [Movimento Popular de Libertação de Angola, ndr], le Nazioni Unite e le multinazionali occidentali che, insieme, finora invano, stanno cercando distruggere l’UNITA dal 1965.
“Dicono che i diamanti sono per sempre,” ha dichiarato Nikki ad un’intervista con WorldNetDaily. Angola cartina
“Così è per la guerra tra il bene e il male. Questi diamanti sono stati scambiati con il denaro per un grande scopo. Essi ci forniscono i fondi per sostenere la nostra lotta contro le forze comuniste e il governo mondiale che cercano di distruggere il nostro stile di vita cristiano.”
Nikki si interrompe, chiama sua figlia e la fa sedere sulle sue ginocchia.
“L’UNITA non deve cadere,” ha continuato Nikki. “Sai, questo è quello che vogliono le Nazioni Unite e il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. E’ quello che vuole l’Occidente amorale. E’ quello che vogliono Nelson Mandela e la comunista ANC. Quello che vuole Bill Clinton. Ma loro non otterranno quello che vogliono.”
“Quello che vogliono è che l’UNITA si arrenda. Che abbandoniamo la nostra fede cristiana. Che consegniamo le nostre ricchezze del sottosuolo alle compagnie straniere. Che diventiamo schiavi della società mondialista globale. Ma noi non ci arrenderemo mai. Mai.”

Africa del sud, 1994 - 2010. Cartina

Il finale scritto dalle multinazionali
Si può ragionevolmente dire che l’UNITA – l’Unione Nazionale per la Totale Indipendenza dell’Angola – è una tarantola che si muove sulla torta nuziale che festeggia il matrimonio tra Nazioni Unite e multinazionali.
Questa storia incredibile, più strana della trama di un film, si basa su pezzi di storia, geografia, geopolitica, attività di multinazionali, mercenari, tradimento e speranza. E’ una storia che deve essere raccontata, per rispetto alle 100.000 persone ammazzate in Angola negli anni ’90, e per quelli che continuano, nonostante tutto, a lottare per la libertà di questa nazione ancor oggi.
Colonia del Portogallo fin dal 1575, nel 1950 più di 80.000 coloni bianchi portoghesi vivevano in Angola, molti dei quali erano contadini analfabeti in cerca di un domani migliore. Nel 1974, il governo portoghese di destra fu rovesciato e il Portogallo fu cacciato dall’Angola. Come accade spesso in queste situazioni, la guerra civile inghiottì l’Angola.
L’Unione Sovietica non tardò ad appoggiare il marxista Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola, o MPLA, fornendogli miliardi in aiuti, armi e mercenari cubani, nord coreani e del blocco orientale per combattere contro l’UNITA.
Sostenuto in parte dalla CIA e dal regime bianco afrikaner del Sudafrica, l’UNITA, con qualche aiuto afrikaner, era riuscito a scacciare russi e cubani dall’Angola nel 1990.
Poteva essere un nuovo inizio per tutti gli angolani. Invece, era l’inizio di un futuro terrificante, di gran lunga peggiore dei 15 anni di guerra precedenti che la nazione aveva già sopportato.
La vicina meridionale dell’Angola, la Namibia, precedentemente conosciuta come Africa del sud ovest, ricevuta l’indipendenza dal Sudafrica è diventata un paese comunista. A est la Rhodesia, oggi conosciuta come Zimbabwe, precedentemente guidata da un regime bianco, cristiano e anticomunista, è ora vittima di una dittatura marxista sotto Robert Mugabe.
Il Sudafrica, nel frattempo, dopo esser stato consegnato da F.W. de Klerk e da Pik Botha alla marxista African National Congress, si è trasformato in un calderone di omicidi, stupri, AIDS e anarchia.
Nelson Mandela ha sempre avuto forti legami con il MPLA, in quanto il regime marxista angolano aveva ospitato le basi di addestramento per i terroristi dell’African National Congress di Mandela.
E infatti, dopo il suo rilascio dalla prigione, Mandela ha tenuto un discorso a Luanda, capitale dell’Angola, il 10 maggio del 1990, in cui disse: “La ANC ha portato giovani in Angola per ricevere addestramento militare. Questo è stato un importante punto di svolta nella storia del Sudafrica. I progressi che abbiamo fatto nella nostra lotta armata sono dovuti in gran parte all’Angola. L’Angola ci ha permesso non solo di ricevere armi da paesi stranieri nostri amici, ma anche di stabilire campi dove addestrare liberamente i nostri soldati.”


Soldati a pagamento
Executive OutcomesAlla sua ascesa al potere, Nelson Mandela era fin troppo ansioso di disporre di un esercito professionale di mercenari sudafricani e stranieri chiamato Executive Outcomes. Massimo dell’ironia, l’Executive Outcomes era composto quasi esclusivamente da soldati bianchi afrikaner dei tempi dell’apartheid, che in passato avevano addestrato l’UNITA, combattuto contro il MPLA e dato la caccia e ucciso i terroristi della ANC.
Mandare l’Executive Outcomes in Angola ad addestrare il MPLA a combattere contro l’UNITA era impensabile, giacché gli afrikaner erano considerati cristiani e anticomunisti. Eppure, l’Executive Outcomes fu finanziato dalla Chevron e dal cartello dei diamanti De Beers – colossi societari che fornirono centinaia di milioni di dollari ai mercenari e al loro capo, Eeben Barlow.
Nativo bianco della Rhodesia, Barlow era un afrikaner pluridecorato delle forze speciali. Dopo la Guerra d’Angola, lavorò con la ARMSCOR, la Armaments Corporation of South Africa, e il misterioso CCB (Civil Cooperation Bureau), che istituì compagnie virtuali in Europa occidentale per aggirare le sanzioni della Nazioni Unite contro l’Apartheid, e che assassinò dozzine di attivisti contro l’Apartheid in tutto il mondo, compreso Olaf Palme di Svezia.
Barlow lavorò anche per la De Beers, dirigendo tutte le sue attività di controspionaggio industriale. La conoscenza che Barlow aveva delle tattiche dell’UNITA – dopotutto, lui aveva addestrato l’UNITA a combattere contro il MPLA negli anni ’70 e ’80 – e il suo stretto rapporto con il cartello diamantifero De Beer, crearono i presupposti per lanciare un offensiva militare della Executive Outcomes in Angola agli inizi e alla metà degli anni ’90.
De BeersInizialmente l’ Executive Outcomes – aggiungendo servizi di mercenari da Israele, Portogallo, Brasile e Inghilterra, per non parlare dei MiG e dei carri armati dalla Bielorussia – attaccò l’UNITA e la spinse fino nella savana dell’Angola meridionale. Come risultato, il MPLA poté espandere il suo potere su quasi tutto il paese. Parallelamente, l’Executive Outcomes e la De Beers avevano preso il controllo di pressoché tutte le maggiori aree di estrazione dei diamanti, come di numerosi giacimenti petroliferi.
Credendo di aver compiuto la sua missione, l’Executive Outcomes si ritirò dall’Angola, passando il testimone alle Nazioni Unite. L’ONU organizzò le elezioni in Angola nel 1992 e ordinò la smobilitazione dell’UNITA, attirando i capi dell’UNITA a Luanda per firmare un trattato di pace con il MPLA. Comunque, dopo l’assassinio di molti capi dell’UNITA da parte del MPLA, l’UNITA ha annullato gli accordi di pace.
Un collaboratore del deputato David Funderburk (deputato USA per la Carolina del Nord), ex ambasciatore USA in Romania durante la rivoluzione cristiana contro il tiranno Ceaucescu, disse, “Migliaia di delegati UNITA e suoi sostenitori sono stati attirati a Luanda per le elezioni, e lì sono stati braccati e ammazzati nelle strade dalle truppe del MPLA. Il consigliere più importante del capo dell’UNITA Jonas Savimbi - Jeremias Chitunda, e il nipote di Savimbi, Elias Pena, che erano andati a Luanda come emissari personali di Jonas sotto la promessa dell’ONU che gli sarebbe stata garantito un passaggio sicuro, sono stati i primi ad essere assassinati dal MPLA.”
L’ Executive Outcomes utilizza elicotteri Puma per trasportare le truppe nel teatro angolano per combattere contro l’UNITA. Qui l’elicottero sorvola la savana a nord del deserto del KalahariL’UNITA si ritirò nella savana per leccarsi le ferite. Nel frattempo, i media occidentali e le compagnie che vi sono dietro, proseguirono la loro campagna di disinformazione sull’UNITA e Savimbi.  In riferimento all’Angola, parlando della stretta alleanza tra i più importanti media e le compagnie, si vede che Bill Keller, il principale corrispondente del New York Times in Angola è il figlio di George M. Keller, l’amministratore delegato della Chevron. Infatti, Bill Keller utilizzava la sua posizione al New York Times per gettare discredito sull’UNITA mentre suo padre George e la Chevron si preparavano a finanziare le attività dell’Executive Outcomes.


L’ordine esecutivo di Clinton contro l’UNITA
Dopo aver respinto l’U.R.S.S., Cuba, la Corea del Nord, il blocco dell’est, il MPLA, i peacekeepers delle Nazioni Unite, l’Executive Outcomes, l’ANC, il tradimento del governo afrikaner, la CIA, il Dipartimento di Stato USA, i media occidentali e le compagnie multinazionali, qualcuno potrebbe pensare che queste forze abbiano finalmente fatto marcia indietro, consentendo all’UNITA di esistere nella sua nazione di recente formazione del Sud Angola.
Ma questo non era assolutamente possibile. L’UNITA controlla vaste aree diamantifere in Angola meridionale e vende diamanti per miliardi di dollari sul mercato europeo.
A causa di questo, nel 1998 il presidente Clinton, ascoltando le richieste della marxista ANC, del cartello diamantifero De Beers e del Dipartimento di Stato USA, firmò trasformandolo in legge l’Ordine Esecutivo 13098. Questo decreto presidenziale, sconosciuto e mai dibattuto al Congresso USA o nell’opinione pubblica americana, era diretto a tutte le agenzie USA, compreso il Dipartimento del Tesoro, di sequestrare tutti i beni dei capi dell’UNITA e di impedire la vendita e l’importazione di diamanti dell’UNITA negli Stati Uniti. L’ordine agiva anche per cercare di ridurre la possibilità che persone o compagnie americane potessero fare affari con l’UNITA.
Il presidente Clinton apparentemente diede il colpo di grazia all’UNITA, l’ultimo movimento ribelle anticomunista dell’emisfero sud.
Ma mentre Clinton metteva tutto in moto, c’erano altre ruote da ungere e altri giocatori che dovevano essere invitati alla partita contro l’UNITA.
La Namibia concesse l’autorizzazione sia al MPLA sia ai mercenari che provenivano dallo Zimbabwe di attaccare l’UNITA dal suo fianco meridionale. In passato l’UNITA era stata protetta a sud dal deserto del Kalahari, e dalle lussureggianti foreste a nord e ad est. Nel sud-est dell’Angola la giungla è così fitta che anche gli assalti aviotrasporti delle forze d’elite russe, le Spetsnaz, non erano riuscite a penetrare le difese dell’UNITA.
Successivamente, le Nazioni Unite hanno iniziato a raccogliere informazioni provenienti da organizzazioni non governative che lavoravano nella Namibia settentrionale, in merito alla dislocazione delle mine dell’UNITA che ne creavano il perimetro difensivo. L’UNITA espulse tutte le organizzazioni non governative dopo aver compreso le loro reali intenzioni.
Con il supporto dei media, delle compagnie multinazionali, dei paesi vicini comunisti, delle organizzazioni non governative e dell’ordine esecutivo di Clinton, il MPLA lanciò la più grande offensiva contro l’UNITA. Tale offensiva, segnalata da WorldNetDaily all’inizio di questo mese, ha prodotto una grande strage di cristiani dell’UNITA.
Ciononostante, in Angola non tutte le speranze sono andate perse.


Le difese dell’UNITA
Willem Ratte, considerato il miglior soldato nella storia delle South African Defence Force [Forze Armate della RSA, ndr]. Ratte è un’icona del nazionalismo afrikaner, che ha combattuto per il Sudafrica nella guerra in Angola contro l’U.R.S.S. e Cuba.L’UNITA combatte dal 1965 e potrebbe essere in grado di combattere per altri 30 anni, dicono i suoi sostenitori. Primo, il movimento ha un grande consigliere in Willem Ratte, considerato un grande patriota cristiano e un eroe degli afrikaner. Ratte ha condotto la guerra per il Sudafrica in Angola, contro i Russi, durante gli anni ’80.
E poi l’UNITA ha cambiato la sua strategia, dichiarando che avrebbe abbattuto ogni mezzo aereo delle Nazioni Unite che avesse sorvolato il suo spazio aereo, e che ogni mercenario straniero o diplomatico ONU catturato, sarebbe stato condannato a lavorare nelle sue miniere di diamanti.
Consigli di come trattare con le Nazioni Unite e le sue sanzioni anti-UNITA sono arrivati dai simpatizzanti in tutto il mondo.
“Attacca gli uomini in giacca e cravatta, i diplomatici ONU,” un simpatizzante dell’UNITA dice a Savimbi. “Attacca i peacekeepers dell’ONU perché non hanno cuore. Un uomo libero che difende la propria casa vale 10 mercenari. Le forze dell’ONU sono feccia, sono gli escrementi della loro attrezzatura. Le truppe ONU in Africa sono state accusate di molestare i bambini, di gestire bordelli e spacciare droga. Queste azioni malvagie hanno portato la Svizzera nel 1993 a tenere un referendum nazionale nel quale la popolazione ha votato affinché soldati svizzeri non servano mai più nell’esercito ONU.”
Altri alleati si sono mobilitati a difesa dell’UNITA. Mentre la Guerra Fredda è considerata finita in occidente, continua ad imperversare in Africa. Uganda, Sudan meridionale, i tutsi del Rwanda, gli zulu, gli afrikaner e l’UNITA costituiscono il movimento cristiano anticomunista del continente.
Un altro giocatore di questa partita è lo Zambia, la nazione ad est dell’Angola. Dopo essere stato un paese marxita per lungo tempo, lo Zambia è diventato uno stato cristiano anticomunista nel 1991 sotto Fredrick Chiluba. Chiluba era stato rinchiuso per molti anni in Zimbabwe dove aveva conosciuto il compagno di prigionia Peter Hammond.
Ricordando l’epico Giuseppe biblico, che fu ingiustamente imprigionato, Hammond, un missionario dal Sudafrica che lavora con l’UNITA e i cristiani del Sudan meridionale, ha testimoniato il vangelo cristiano a Chiluba in prigione. Poco dopo, entrambi sono stati rilasciati dalla prigione e Chiluba è diventato il capo dello Zambia. E’ interessante notare che Chiluba è stato l’unico capo di Stato che nel 1994 non è stato invitato alla nomina di Nelson Mandela.
“L’UNITA può sopravvivere contro ogni aspettativa,” ha detto Peter Hammond durante un’intervista a WorldNetDaily. “L’Africa è sicuramente il campo di battaglia principale della lotta tra bene e male. Una battaglia da cui l’occidente ha scelto di stare fuori.”

Jonas Savimbi

Aiuto dallo Zambia
Lo Zambia è un giocatore chiave nel garantire la sopravvivenza dell’UNITA. I diamanti estratti dall’UNITA sono contrabbandati nello Zambia dove non hanno problemi ad ottenere un timbro di approvazione da parte del Ministro delle Miniere dello Zambia, cosicché i diamanti possono essere spediti in occidente per la vendita.
Tuttavia, De Beers, che controlla il 70% del commercio mondiale di diamanti, ha ottenuto che Bill Clinton e le Nazioni Unite lavorino insieme per fermare il commercio di diamanti dell’UNITA.
“L’unico obbiettivo è quello di fare quanto possibile per aiutare le Nazioni Unite a ridurre la capacità dell’UNITA a continuare il conflitto,” ha dichiarato Andrew Lamont, portavoce della De Beers.
E mentre l’UNITA ha venduto più di 2,5 miliardi di dollari in diamanti tra il 1992 e il 1997, la pressione per eliminare la principale fonte di finanziamento per il movimento è più grande che mai. L’ambasciatore canadese alle Nazioni Unite, Robert Fowler, ha piazzato esperti di diamanti nei punti strategici del mercato africano e mondiale affinché identifichino e confischino i diamanti provenienti dall’UNITA. Questo comunque non è un compito facile, perché ci sono più di 15.000 categorie di diamanti, e mettergli un “certificato” è difficile e poco pratico.
Sul fronte di guerra, l’UNITA la lanciato un’offensiva di recente nella ricca valle diamantifera settentrionale vicino Cuango, che ha costretto il MPLA a fermare le sue operazioni minerarie per l’estrazione dei diamanti in tale area.
Curiosamente, la De Beers, che fu fondata da Cecil Rhodes, il grande industriale britannico che sognava a e lavorava instancabilmente per un “mondo a guida inglese, una federazione di Stati di anglofoni,” è una compagnia che non sarebbe mai dovuta cadere nelle mani di Rhodes. Nella seconda metà del 19esimo secolo, un agricoltore afrikaner di nome De Beers [fratelli Diederik Arnoldus De Beers e Johannes Nicholas de Beers. Ndr] – un cristiano devoto – controllava le più grandi miniere di diamanti. Ma si stancò presto dell’immoralità e dell’avidità del mondo dei diamanti e vendette tutto a Rhodes.

[Da “Commemorata la Guerra Boera”, a cura di Mark Weber:
“[…] Barney Barnato, un piccolo vivace e volgare tizio dell’East End londinese (nato Barnett Isaacs), fu uno dei primi dei tanti giudei che ebbero un importante ruolo nelle questioni sudafricane. Con operazioni scaltre ed audaci, nel 1887 egli presiedeva un enorme impero affaristico-finanziario di oro e diamanti in Sud Africa. Nel 1888 si unì al suo concorrente, Cecil Rhodes, che era sostenuto dalla famiglia di banchieri europei Rothschild, nella conduzione dell’impero De Beers che controllava tutta la produzione sudafricana di diamanti e quindi il 90% dell’estrazione mondiale, nonché una grande percentuale della produzione mondiale di oro. (A. Thomas, Rhodes, pag. 172-181; Reader’s Digest Association, Illustrated History of South Africa, pag. 174; vedi anche S. Kanfer, The Last Empire, esp. Pag. 96, 101-111.)
(Nel 20° secolo, il cartello diamantifero De Beers, cadde sotto il controllo di una dinastia ebraico-tedesca, gli Oppenheimer, che controllava anche la sua gemella aurifera, la Anglo-American Corporation. Con il suo effettivo monopolio mondiale sulla produzione e sulla distribuzione diamantifera e con una mano su una vasta percentuale della produzione aurifera mondiale, la famiglia miliardaria ha governato un impero finanziario di importanza globale senza rivali. Controllava anche influenti quotidiani in Sud Africa. Il potere e l’influenza degli Oppenheimer in Sud Africa era così grande dar far concorrenza a quello del governo stesso).
(Vedi S. Kanfer, The Last Empire.)
Ndr]


I diamanti sono per sempre
Su grande scala, la resistenza dell’UNITA contro le forze globali di quello che noi possiamo chiamare Male, è a dir poco miracolosa. Mettere insieme tutti i pezzi grandi e piccoli che svolgono un ruolo nella Guerra d’Angola non è un compito facile, ma se volessimo fare un riassunto di questo pazzo macabro scontro, potremmo dire:
L’ANC ha ammesso che i suoi campi in Angola mostravano scene di terrore come nel film Spartacus, e che praticava la tortura dei quadri neri della ANC che non volevano eseguire atti di terrorismo contro i bianchi sudafricani negli anni ’70 e ’80. L’uomo che guidava questi campi della morte, Chris Hani, è stato assassinato nei primi anni ’90 da un polacco anticomunista emigrato in Sudafrica di nome Janusz Waluś.
Oggi, in squallidi campi della morte a Cuba ci sono decine di migliaia di vittime dell’AIDS, ex soldati che hanno combattuto in Angola contro il Sudafrica, infettati dall’AIDS per aver dormito con prostitute africane – solo un piccolo regalo dalla nazione afrikaner che loro avevano combattuto duramente al fine di annientarla.
L’Executive Outcomes è entrato nelle guerre dei diamanti in Sierra Leone, dove la pirateria al largo è diventata notizia globale. L’esercito privato mercenario è andato a combattere una guerra anche in Papua Nuova Guinea per una miniera di rame. Nel Pacifico meridionale, mercenari dell’EO sono stati arrestati e deportati. Poco dopo Eeben Barlow si è ritirato da miliardario.
Willem Ratte è stato imprigionato dalla ANC per aver attuato una protesta pacifica [Forte Schanskop, 7 dicembre 1993. Ndr].  Ha iniziato uno sciopero della fame, è quasi morto, ma è uscito dalla prigione per riprendere il suo posto come icona afrikaner e boera. […]
“La vera etica puritana di quelli che governano l’occidente post-cristiano è che nessun gruppo di persone può innalzarsi al di sopra dei livelli fissati dai gruppi dirigenti alle Nazioni Unite e al Dipartimento di Stato Americano”, ha detto Ratte in un’intervista a WorldNetDaily.
“Siamo tornati a costruire le piramidi. Certo, gli egiziani non permettevano di avere sindacati e non avevano etichette con il codice a barre sui loro mattoni. Ma non c’è dubbio che è necessaria una ribellione contro i gruppi dirigenti che stanno distruggendo le nazioni occidentali, la nostra cultura, la nostra morale e il nostro patrimonio cristiano. Sarebbe meglio morire combattendo contro il male che vivere nel peccato,” ha aggiunto.
Ratte invitò questo giornalista come ospite alla sua Radio Donkerhoek fuori Pretoria. Donkerhoek in afrikaans significa “Angolo buio”, con riferimento ai campi di concentramento britannici durante la Guerra Boera, dove tra il 1900 e il 1902 morirono di fame 26.000 donne e bambini.
Dopo 49 ore da quando avevamo parlato delle cose descritte in questo articolo, Nelson Mandela ha inviato l’esercito, la fanteria con il supporto di un elicottero, per distruggere la stazione radio e arrestare Willem Ratte. Il governo della ANC ha successivamente bloccato due contratti, stipulati con i maggiori editori sudafricani, a questo giornalista, relativamente alla pubblicazione di un romanzo cristiano e anti-comunista, intitolato “La Terza Guerra Boera”.
Ad oggi, questo giornalista è assediato dalle università USA per informazioni sull’Angola, sull’UNITA e sull’Executive Outcomes.
Per quanto riguarda il futuro dell’UNITA, spetterà ai contrabbandieri di diamanti coraggiosi come Nikki e Mindy colmare il divario tra una vita di schiavitù e genocidio e una di libertà per i soldati cristiani dell’UNITA.
Secondo decine di soldati dell’UNITA e di civili intervistati da WorldNetDaily, che sostengono l’UNITA e il governo zambiano, esposti alla congiura di ONU e De Beers, il Congresso USA e il Pentagono dovrebbero creare una zona interdetta al volo in Angola meridionale, perché questa dovrebbe essere la priorità per tutti gli americani che si preoccupano della sorte dei cristiani in Angola.
[…]

 

[Jonas Savimbi è morto in combattimento, il 22 febbraio 2002. L’UNITA si è arresa poco dopo. Ndr].

Jonas Savimbi morto