Massacro di Lindley. Movimenti boeri e genocido PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Dicembre 2010 15:57

Tribunale di Lindley, 5 dicembre 2010. Cinque accusati

Lunedì 5 dicembre 2010, presso il tribunale di Lindley (piccola cittadina sulle sponde del fiume Vals nella regione orientale dello Stato Libero di Orange), è iniziato il processo ai sei uomini accusati di essere i responsabili del massacro della famiglia boera Potgieter, sterminata il 2 dicembre. I sospettati sono tutti neri, cinque di questi sono: Tshololo Tello Mischach Letala (18 anni), Tapa Mopontola Mofokeng (23), Paulus Samson Vusimuzi Khumalo (22), Telleko Sex Seekoei (19) e Stemmer Boy Mofokeng (22). Sono accusati di aver brutalmente assassinato: Attie Potgieter (40), sua moglie Wilna (36), e la loro bambina di 2 anni (alcune fonti dicono 3), Willemien.
Il tribunale di Lindley ha posticipato il caso a lunedì 13 dicembre per ulteriori indagini.
Fuori dal tribunale erano presenti circa 300 persone, tra cui molti manifestanti boeri.
Era presente anche Pieter Mulder, leader del Vryheidsfront Plus (VF+, Freedom Front Plus FF+) e vice ministro dell’agricoltura per l’attuale regime, che ha cercato di sfruttare l’evento per fini propagandistici ed elettorali. Le sue critiche alla ANC, con la quale il suo partito collabora da sempre e a cui ha venduto tutta l’Africa del sud, risultano grottesche quanto pericolose. Le finte alternative servono solo ad indebolire quelle reali.
A Lindley erano presenti anche i vertici dell’Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB, Movimento di Resistenza Afrikaner) e di altri movimenti.
L’AWB, il giorno dopo (6 dicembre), ha emesso un comunicato firmato da Steyn van Ronge (suo nuovo leader dopo l’assassinio di Terre’Blanche) dove esprime lo stato d’animo di un popolo che sta subendo uno sterminio. L’AWB non si assume responsabilità per possibili azioni individuali di suoi membri, e invita tutti i bianchi ad addestrarsi per sopravvivere.
Piet Rudolph, dell’Orde Boerevolk, ha invitato tutte le organizzazioni boere ad incontrarsi e a collaborare tra loro, nonostante le differenze. Bisogna mettere fine allo sterminio del popolo boero e quella fine non arriverà da sola. Scrive, in un suo comunicato del 7 dicembre: “Sento la voce delle persone ammazzate in coro. Sento la voce baritonale di un uomo [Terre’Blanche. Ndr] che era disposto a combattere ma è stato ucciso; ho sentito la voce della piccola “Willemientjie” [Willemien, ndr] Potgieter […].”
Il Verkennersbeweging (Movimento scoutistico boero), in un comunicato del 7 dicembre, ha evidenziato le responsabilità del regime in questa campagna di sterminio, incentivata dalle sue campagne d’odio. Riferimento specifico viene fatto a Julius Malema, leader della Lega Giovanile della ANC (ANCYL), che più volte ha cantato pubblicamente “Spara al boero”, storico inno dell’ANC, violento e razzista ma “politicamente corretto”. Il Verkennersbeweging ha denunciato la morte di 90 afrikaner (con riferimento a tutti i bianchi di lingua afrikaans) dall’8 marzo 2010, un dato che emerge dalle notizie diffuse dai media, anche se non è dato sapere quanti omicidi non sono stati trattati dai media. Il Verkennersbeweging è impegnato in Projek 2010, un sito internet che cerca di tener traccia di tutti gli omicidi degli afrikaner.
BKA (Boere Krisis Aksie), ZARP (Zuid Afrikaanse Republikeinse Party) e GR (Geloftevolk Republikeine) stanno cercando di organizzare iniziative di protesta, possibilmente in collaborazione con altri movimenti, per denunciare lo sterminio dei bianchi in Africa del sud, e per chiedere l’autodeterminazione del popolo boero.