2000, comunismo e multinazionali: Una tragedia in Angola (LoBaido) PDF Stampa E-mail
Domenica 28 Novembre 2010 00:00

L’articolo che segue, di Anthony C. LoBaido, è stato tratto da WorldNetDaily.com (che lo ha pubblicato online il 17 gennaio 2000).

 

Una tragedia in Angola
Comunismo, profitti dai diamanti, il tradimento delle Nazioni Unite per la distruzione del movimento anti-comunista UNITA

 

UNITA - Patria, liberdade, unidade - AngolaUna frase famosa di Winston Churchill – “Quando gli uomini malvagi si alleano, quelli buoni devono unirsi, altrimenti cadranno uno a uno, abbattuti senza pietà” – può ben servire come epitaffio per l’UNITA [União Nacional para a Independência Total de Angola, ndr], l’Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola, che attualmente è stata cancellata dalla faccia della terra dai suoi vicini comunisti.
Dal 1975, l’UNITA aveva combattuto coraggiosamente come forza cristiana e anticomunista. Infatti, nell’ultimo quarto di secolo, l’UNITA aveva affrontato il Movimento Popular de Libertação de Angola [MPLA, ndr] del governo angolano, bloccato le incursioni dell’Unione Sovietica e degli altri paesi orientali, e combattuto con successo contro la Corea del Nord e Cuba, per non parlare degli scontri con le forze di pace delle Nazioni Unite e con le forze speciali dell’esercito di mercenari della Executive Outcomes, finanziato dalle multinazionali occidentali.
“L’UNITA è un movimento cristiano che comprende che il comunismo è un male, e che è ancora una minaccia per tutta l’Africa,” ha dichiarato il missionario sudafricano Peter Hammond in un’intervista a WorldNetDaily. “Hanno combattuto per 25 anni, e credo che potranno combatterne per altri 25, e anche di più.” Hammond è un ex soldato delle Forze Speciali delle South African Defense Force [Forze Armate della RSA, ndr].
Storicamente, il sud dell’Angola è una fortezza impenetrabile protetta da lussureggianti foreste a nord e a est, e dal deserto del Kalahari a sud, al confine con la Namibia, dice Hammond.
Fino al 1989, la Namibia era conosciuta come “Africa del sud ovest”, un paese anti-comunista controllato dal Sudafrica [RSA, ndr]. I ribelli dell’UNITA ricevevano rifornimenti, aiuto, e avevano il supporto di migliaia di afrikaner delle truppe sudafricane che li aiutavano a respingere l’invasione del blocco sovietico verificatasi in Angola negli anni ’70 e ’80.
Nelson e Winnie Mandela accanto al colonnello del KGB e poi leader della ANC Joe Slovo davanti ad una bandiera sovietica, eseguono il saluto comunistaMa nel 1994 in Sudafrica i leader afrikaner sono stati estromessi, attraverso forti pressioni degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite, che hanno messo al potere la marxista African National Congress, guidata da Nelson Mandela. Come primo presidente del “nuovo Sudafrica” comunista, Mandela ha messo tra le sue priorità quella di distruggere l’UNITA – con l’aiuto dell’Executive Outcomes [acronimo: EO, ndr].
L’EO è guidata da Eeben Barlow, un bianco delle forze speciali che un tempo addestrava le truppe dell’UNITA a combattere contro i sovietici e l’African National Congress. Ma l’Executive Outcomes, essendo un esercito mercenario, dopo aver contrastato l’UNITA militarmente nei primi anni ‘90 e a metà degli stessi, non ha mai ottenuto una vittoria totale. L’EO si è poi tirato fuori dall’Angola per andare a combattere altre guerre in Sierra Leone, nello Sri Lanka e in Papua Nuova Guinea – tutte per milioni di dollari e diritti sui profitti in miniere d’oro, di diamanti e di rame.
Comunque, nel 1990 la Namibia è stata presa in consegna dalla comunista SWAPO, o South West African People’s Organisation. La SWAPO adesso ha dato al Movimento Popular de Libertação de Angola, o MPLA, come ai mercenari dallo Zimbabwe, il permesso di attaccare l’UNITA dai suoi confini meridionali.
I risultati sono stati a dir poco disastrosi.

Africa del sud, 1965 - 1989. Cartina

Persecuzione dei cristiani

Forze speciali del MPLAI cristiani nel sud dell’Angola stanno patendo adesso grandissime sofferenze a causa del governo comunista angolano - Movimento Popular de Libertação de Angola – che sta attaccando militarmente a tutto campo la provincia di Cuando Cubango [nell’Angola sud orientale, ndr].
Alla fine degli anni ’70, le forze del MPLA appoggiate dai cubani perseguitarono i cristiani in Angola, cosicché molti di questi si trasferirono nell’Angola sud orientale cristiano, controllato dall’UNITA.
Secondo testimoni oculari, nelle ultime settimane truppe governative angolane del MPLA hanno rastrellato anche le aree rurali lungo i confini namibiani e angolani, lasciando sul loro cammino capanne bruciate, villaggi distrutti e corpi di civili che sembrano esser stati ammazzati a sangue freddo.
Un giornalista della Associated Press è andato in un sito dove ha trovato i corpi di nove uomini, tutti con ferite d’arma da fuoco in fronte. I corpi erano stati cosparsi di benzina e dati alle fiamme, ma le piogge hanno spento il fuoco. Tutti questi uomini indossavano abiti civili. Un corpo era stato scotennato, e una mano amputata. Non è chiaro cosa sia successo agli altri civili che hanno dovuto lasciare tale sito.


La caduta di Jamba

UNITA. Jamba, Angola

“Abbiamo sentito relazioni per cui l’esercito angolano elimina tutte le persone che crede siano con l’UNITA,” ha dichiarato Phil ya Nangoloh, direttore esecutivo della Società Nazionale per i Diritti Umani con sede a Windhoek in Namibia.
Il numero totale di morti in quest’offensiva dev’essere ancora definito, ma ci sono decine di migliaia di profughi.
Angola cartinaRecentemente [il 24 dicembre 1999. Ed.], il Movimento Popular de Libertação de Angola ha preso la città di Jamba, quartier generale dell’UNITA. Jamba, il cui nome significa “elefante” nella lingua locale unbundu, è situata vicino al confine sud orientale con Namibia e Zambia. Inizialmente, fu la prima base dell’UNITA nella savana, oggi è a casa per 20.000 cristiani sfollati dal MPLA nella guerra contro l’UNITA.
Il MPLA ha conquistato anche una base di rifornimento dell’UNITA su un isola sul fiume Cubango, vicino al confine angolano-zambiano-namibiano. Più di 50 bombe da mortaio, 200 mine, due cannoni e altri equipaggiamenti sono stati sequestrati, secondo la Namibian Broadcasting Corporation [emittente televisiva della Namibia, ndr].
La perdita di Jamba è un colpo enorme per l’UNITA, che aveva già perso la propria base negli altopiani centrali dell’Angola lo scorso ottobre. Jamba per lungo tempo era stata una base sicura, con bunker, batterie d’artiglieria e una distesa di mine antiuomo. I massicci assalti aviotrasportati di cubani e russi durante gli anni ’80 non riuscirono a penetrare nella regione.
Tuttavia, per tutto il 1990 le Nazioni Unite e agenzie non governative vennero nel sud dell’Angola per “missioni umanitarie”, solo per iniziare a fare una mappatura esatta di dove l’UNITA aveva messo le sue mine antiuomo. Il movimento per togliere le mine fu grandemente aiutato dalla defunta principessa Diana del Galles.
Truppe nord coreane hanno combattuto con i sovietici in Angola contro l’UNITA negli anni ’80, uccidendo 30.000 uomini della tribù nera Matabele, che si erano opposti alla presa del potere dei comunisti in Rhodesia/Zimbabwe. Oggi le truppe nord coreane stanno scavando per l’uranio nel Congo marxista, nella speranza di poter costruire bombe nucleari“Anche se l’Angola è afflitta dalle mine antiuomo – a migliaia hanno perso gli arti per le mine, e gli agricoltori non possono seminare per paura delle mine – sono necessarie per difendere il territorio controllato dall’UNITA,” ha dichiarato Willem Ratte, un ex comandante delle forze speciali delle South Africa Defense Force [Forze Armate della RSA, ndr] che condusse la guerra del Sudafrica in Angola contro i russi.
Dal 1997, l’UNITA ha appreso di questa missione militare di spionaggio e ha espulso tutte le organizzazioni non governative dall’Angola meridionale.
Le Nazioni Unite e i governi occidentali, così come multinazionali come la Chevron e la De Beers, sono favorevoli al governo comunista del MPLA. Nel corso degli ultimi mesi, molti articoli sono stati pubblicati in merito alla guerra in Angola. In generale, l’UNITA e il suo leader Jonas Savimbi sono stati diffamati [Jonas Savimbi è morto in combattimento, il 22 febbraio 2002. Ndr].
Parimenti, i grandi mezzi di informazione hanno dato poco spazio alle atrocità commesse dal MPLA.Jonas Savimbi, leader dell’UNITA
L’attuale offensiva comunista in Angola contro l’UNITA è in gran parte dovuta al fatto che l’UNITA controlla ricchi giacimenti diamantiferi ambiti dalla De Beers. La De Beers, che ha firmato un accordo segreto con l’Unione Sovietica negli anni ’50 per monopolizzare il mercato diamantifero mondiale, è ansiosa di vedere l’UNITA sconfitta. La ragione? L’UNITA vende diamanti per un miliardo di dollari ogni anno sui mercati europei – riducendo grandemente i profitti della De Beers.
L’Africa del sud è lo scrigno mondiale per un tesoro fatto di metalli strategici. Cobalto, zirconio (merce rara, utilizzato per i reattori nucleari), titanio (utilizzato per i velivoli), e le “Sfere metalliche”, una pietra rara più dura dell’acciaio che si trova solo in una singola miniera vicino Klerksdorp, sono vitali per gli arsenali strategici dell’America e dell’occidente.


Una resa dei conti della “Guerra Fredda”

“Nel 1970, il premier sovietico Brezhnev annunciò la dottrina Brezhnev, secondo la quale avrebbe cercato di impossessarsi del tesoro dell’Africa del sud, fatto di minerali, e di operare affinché questi non fossero disponibili per l’occidente,” ha dichiarato l’ex ambasciatore degli USA in Costarica Lewis Tambs, in un’intervista esclusiva per WorldNetDaily. Tambs ha servito nel Consiglio di Sicurezza Nazionale del presidente Reagan.
Dal 10 novembre 1985, la “politica di attacco” di Brezhnev è stata un rullo compressore, che ha trovato nel Terzo Mondo un pubblico entusiasta, ha detto Tambs. Brezhnev sapeva che gli USA avrebbero offerto solo opposizione formale, e così tra il 1974 e il 1986, i sovietici inviarono 400 milioni di dollari in armi al MPLA. Gli Stati Uniti risposero inviandone per 32 milioni di dollari, tramite la CIA, all’UNITA.
Comunque, praticamente tutti i soldati dell’UNITA e delle South African Defense Force intervistati da WorldNetDaily, hanno lamentato che le armi fornite dalla CIA o erano difettose o mancavano di parti necessarie al loro funzionamento.
Gli Stati Uniti hanno dato supporto anche ad un altro gruppo angolano, la FALA [Forças Armadas de Libertação de Angola, in italiano: Forza Armata di Liberazione dell’Angola. Ndr], per la somma di 50 milioni di dollari – anche attraverso la CIA. Ma tutti gli aiuti all’UNITA vennero tagliati nel 1975 dall’emendamento Clark.
Nel 1985, le truppe cubane in Angola contavano 31.000 uomini, ed erano sostenute da più di 3.000 uomini, tra tedeschi dell’est e sovietici Gli aiuti militari sovietici in Angola aumentarono a più di 1 miliardo tra il 1984 e il 1985, e dal 1989 si impennarono a 2 miliardi di dollari.
Al MPLA vennero dati anche 30 MiG da combattimento, 23 bombardieri e 500 carri armati (350 T-55 e 150 T-34). Allo stesso tempo, le compagnie petrolifere Gulf e Chevron pagavano al MPLA centinaia di milioni di dollari per proteggere i “loro” giacimenti petroliferi – un servizio poi intrapreso dall’Executive Outcomes.
Durante l’amministrazione Reagan, gli aiuti degli Stati Uniti per l’UNITA tornarono a crescere, fino a 15 milioni di dollari all’anno.
Poi nel settembre del 1985, le forze del MPLA attraversarono il fiume Lomba verso Mavinga, e a quel punto le South African Defense Force a guida afrikaner entrarono in guerra [operazioni “Magneto” e “Wallpaper”. Ndr], interrompendo il percorso del MPLA.
Mentre gli ufficiali sovietici e cubani venivano portati in salvo in elicottero, il disastro del MPLA convinse Mosca a rivalutare il proprio impegno sul teatro angolano. I sovietici inviarono il gen. Konstantin Shagnovitch per assumere il comando supremo della guerra, insieme ad un ulteriore miliardo di dollari in armi.
Nel marzo del 1987, un piccolo contingente di 3.000 uomini delle South African Defense Force, addestrato da Willem Ratte e da altri soldati d’elite delle forze speciali delle SADF, si unirono ad 8.000 uomini dell’UNITA per fronteggiare l’avanzata del blocco sovietico.
Le truppe del blocco sovietico comprendevano 50.000 cubani, nonché 7.000 russi, tedeschi della Germania Est e nord coreani che supportavano il regime del MPLA. Le forze del blocco sovietico furono sconfitte, ed un enorme numero di carri armati, veicoli ed attrezzature furono distrutte e catturate dalle SADF.
Se la campagna militare del MPLA avesse avuto successo, le forze comuniste avrebbero invaso la Namibia (a quel tempo Africa del sud ovest) e infine lo stesso Sudafrica [RSA. E probabilmente anche tutti gli Stati indipendenti neri che esistevano a quel tempo. Ndr]. Ma è stata questa guerra sul confine angolano, che è imperversata dagli inizi degli anni ’60, e che si è intensificata durante il periodo dal 1975 – quando il Portogallo concesse l’indipendenza all’Angola – al 1989, che ha formato quel sentimento cristiano e anticomunista che, in questi giorni in Africa del sud, unisce i bianchi, neri, Indiani e colored, nella battaglia per la libertà.
Eeben Barlow, il capo della Executive Outcomes. Il coinvolgimento della EO ha trasformato Barlow in un uomo veramente molto riccoUn accordo negoziato dal vice segretario di Stato USA Chester Crocker con il Sudafrica [RSA, ndr], Cuba e l’URSS ha portato al ritiro delle South African Defense Force dall’Angola e dall’Africa del sud ovest. L’accordo prevedeva anche il ritiro di 50.000 mercenari cubani dall’Angola, ma consentiva a 20.000 soldati cubani di restarvi come “privati cittadini.”
Questo ha lasciato l’UNITA da sola contro il MPLA sostenuto dai cubani, la presenza militare delle Nazioni Unite, l’Executive Outcomes, e i regimi marxisti di Zimbabwe e Namibia.
“Se l’UNITA vince, non dovrà niente all’occidente,” ha detto Ratte ad un’intervista con WorldNetDaily. “Il MPLA, per altro, tanto tempo fa ha venduto la propria anima alle multinazionali occidentali. Russia e Cina adesso controllano l’Africa del sud a tutti gli effetti.”
Ratte ha aggiunto, “Non c’è niente che i comunisti rispettino più della forza. E non c’è niente che disprezzino più della debolezza.”

 

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