13 nov 2010. Comandante Ratte: Essere boeri, essere liberi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Novembre 2010 11:22

13 novembre 2010. Dichiarazione del comandante Ratte:

Comandante Willem Ratte“Non so se è vero che l’immagine dei “Boere” [afrikaans, in italiano: boeri. Ndr] con la B maiuscola, è veramente quella di persone che trasportano dei neri dietro i loro camioncini. Nei giornali, specialmente nel Beeld, non ricordo negli ultimi anni sia stata menzionata l’esistenza dei boeri, come specifica nazione o etnia. Al massimo hanno scritto di “boere” [afrikaans, in italiano: agricoltori. Ndr] con l’iniziale minuscola, o di persone con una fattoria. C’è da faticare veramente, ad esempio sul Beeld, per trovare la parola “Boere” con l’iniziale maiuscola. [In afrikaans – come in inglese – al contrario che in italiano, la nazionalità si indica con l’iniziale maiuscola. Ndr]

Ci sono molte ragioni. I boeri, come etnia, nel trattato di Pace di Vereeniging del 1902 sono riconosciuti come nazione dalla più grande potenza mondiale di quel tempo. Questi, secondo il trattato, un giorno avrebbero avuto un nuovo trattato definitivo con l’Inghilterra che avrebbe rimpiazzato quello di Vereeniging (cosa che non è mai stata fatta). E se noi torniamo lì, a quel documento, avremo un’arma molto potente per rivendicare la nostra libertà. Soddisfa i requisiti delle leggi internazionali per essere riconosciuti come nazione, leggi che stabiliscono il diritto all’indipendenza per ogni popolo. In altre parole, di uscire dal caos di Azania [il termine “Azania” è utilizzato al posto di “Sudafrica” per identificare il regime unico che nega la libertà a tutte le nazioni dell’Africa del sud. Ndr]. Questo per prima cosa. E poi, a parte, di attaccare il castello di carte della nazione arcobaleno, innalzato dai membri dell’Afrikaner Broederbond [organizzazione di tipo massonico. Ndr] e dagli sciovinisti.

A questo possiamo aggiungere il fatto che in molti paesi del mondo, come Russia e Irlanda, i boeri sono ancora ricordati come un’orgogliosa, piccola ed eroica nazione che ha sofferto la prepotenza della grande Inghilterra. Tutto questo dovrebbe stimolare maggiormente la nostra gente a sostenere il concetto di “boero” nelle nostre rivendicazioni, giacché la nostra lotta per la libertà e l’autodeterminazione se ne avvantaggerebbero. Il fatto che non sia così, è dovuto all’enorme propaganda per impedire che il nostro popolo conosca il vero e potente significato del concetto di “boero”, principalmente attraverso la campagna di disinformazione, costantemente applicata dal [Afrikaner. Ndr] Broederbond, per cui semplicemente negano che qualcosa come i “boeri” esistano ancora dì d’oggi.

Ma ho una notizia per loro. Ci sono ancora dei boeri che si sentono boeri, e ne sono orgogliosi. E questi non hanno certo dei neri dietro i loro camioncini… Non confondente le brigate di brandy e coca-cola con i veri boeri. E ricordate che AWB sta, indovinate un po’, per Movimento di Resistenza AFRIKANER.”