Bianchi in Africa del sud PDF Stampa E-mail
Sabato 16 Ottobre 2010 13:06

Il testo che segue è stato tratto da un’intervista di Thule Italia a Volkstaat.it.

Carovana boera

2- Potrebbe farci una breve sintesi di quella che è stata l’origine e le motivazioni della presenza bianca in Sud Africa?

L’origine non è unica, si trattò di genti arrivate da paesi diversi, in periodi storici diversi, per motivazioni assolutamente diverse. Ad esempio, considerando due estremi: c’è chi arrivò come profugo, per iniziare una nuova vita su terre libere e disabitate, ed è diventato nazione; c’è chi arrivò per fare soldi, quando si erano già formate nazioni e Stati, ed è rimasto legato a paesi stranieri.
I primi bianchi ad arrivare, nel 1652, furono olandesi e tedeschi di etnia frisone; vennero portati – alcuni liberamente, altri con la forza - dalla Compagnia olandese delle Indie orientali (VOC), una compagnia semiprivata che voleva realizzare una stazione per il transito delle navi al Capo di Buona Speranza. Circa 35 anni dopo, vennero raggiunti da un gran numero di Ugonotti francesi, in fuga dalle persecuzioni religiose in atto in Europa. Queste genti, arrivate in Africa del sud senza fini imperialisti, si amalgamarono, sviluppando una nuova lingua in terra d’Africa: l’afrikaans. Da questi si staccarono i trekboer, che poi diventeranno voortrekker (pionieri), i padri della nazione Boera, i fondatori delle Repubbliche Boere.
La Repubblica Boera nella regione del Transvaal (ZAR) fu fondata nel 1852, quella dello Stato Libero di Orange (Oranje-Vrystaat) nel 1854; entrambe vennero proclamate su terre prevalentemente disabitate, a quel tempo interessanti solo per i boeri (oro e diamanti dovevano essere ancora scoperti). E tali Repubbliche non furono neppure i primi tentativi dei boeri di proclamarsi Stato indipendente; già alla fine del 1700, prima del Grande Trek, quand’erano ancora nel Capo, avevano provato ad essere liberi. Così come vi avevano riprovato nel Natal, dopo la battaglia del Fiume di Sangue (1838).
I britannici arrivarono in Africa del sud molto tempo dopo, e con uno spirito completamente diverso. 5.000 britannici arrivarono al Capo nel 1820, dopo che la Gran Bretagna ne aveva assunto il controllo politico e militare; si trattava prevalentemente di commercianti, convinti dal governo inglese a trasferirsi per fini colonialisti; vennero spediti alle frontiere settentrionali e orientali del Capo, dove si erano spinti i trekboer, stanchi del regime della VOC. Molti di questi coloni britannici, però, abbandonarono la terra per continuare a fare quello che facevano in patria.
Con la scoperta dell’oro nella Zuid Afrikaanse Republiek (ZAR, letteralmente: “Repubblica Sudafricana”, Repubblica Boera nella regione del Transvaal) nel 1886, arrivarono decine di migliaia di bianchi, prevalentemente britannici, stravolgendo la demografia dell’area. Insieme a loro arrivarono anche gli interessi di un piccolo gruppo di finanzieri internazionali, prevalentemente giudei.