Sudafrica: Willem Ratte dalla prigione (2 e 11 ott. 2010) PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Ottobre 2010 13:42

Willem Ratte

Io sottoscritto, Willem Ratte, dichiaro sotto giuramento:

1. Ieri, 1 ottobre 2010, sono stato prelevato dalla stazione di polizia di Witbank da un agente in abiti borghesi e portato a Balmoral in un veicolo della polizia.
Là il mio “guardiano” mi ha fatto sedere accanto all’ostello, mentre la polizia con i cani controllava in ogni dove. Nessuno di loro mi parlava.
Mentre ero seduto, un maschio dell’unità Crimine organizzato di Middleburg andava al pick-up che avevo usato il giorno precedente per andare da Pretoria a Balmoral; successivamente altri due membri dell’unità, un maschio e una femmina, raggiungevano il primo. Sul retro del pick-up c’era una mia borsa che conteneva miei effetti personali, questi l’aprivano, frugando al suo interno, dopodiché ne toglievano delle cose e le ispezionavano.
Pensando stessero cercando qualcosa di illegale, non mi preoccupai. Successivamente qualcuno portò i sacchetti di plastica della polizia e iniziò ad imballare alcune delle mie cose e a portarle via. A quel punto ricordai che c’erano dei soldi in una borsa di plastica all’interno della mia sacca, che dovevano servire per acquistare altro cemento e materiale per costruzioni, il cui ammontare era di 1.100 Rand [circa 115 Euro, ndr]. A quel punto chiesi se stavano prendendo anche i miei soldi, e mi sentii rispondere che non c’erano soldi. Guardarono nuovamente dentro la sacca, ma non trovano niente. Il pick-up era a circa 20 metri da me.
Per tutto il tempo sono rimasto seduto con le catene ai piedi. Loro sapevano che le cose dietro al pick-up erano mie, giacché la mia carta d’identità e il mio passaporto erano lì.

Nessuno mi ha chiesto di assistere alla perquisizione della mia sacca, e non ho potuto vedere cosa facessero mentre, sul retro del mezzo, infilavano le mani dentro ad essa. Nessuno mi ha detto cosa avevessero preso, e non mi sono state consegnate ricevute per nessuno degli oggetti prelevati, nonostante vi fossero al suo interno oggetti costosi come un GPS (mai usato), un computer portatile, ecc.
Sospetto che l’uomo dell’unità Crimine organizzato abbia rubato i miei soldi. Temo altresì possano rubarmi altre cose, giacché non mi hanno consegnato alcuna ricevuta.

Willem Ratte
2/10/2010

 

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SECONDA DICHIARAZIONE DAL CARCERE DI WILLEM RATTE

Il Sudafrica dovrebbe essere firmatario di convenzioni internazionali che disciplinano la protesta non violenta. Nessuna di queste è stata rispettata. Una settimana fa, ho consegnato una mia dichiarazione al tribunale nella quale comunicavo… che dal 1 ottobre 2010 avevo iniziato uno sciopero della fame per protestare contro il trattamento illegale riservato ai cinque giovani incarcerati insieme a noi. Mercoledì scorso l’Alta corte ha ritenuto opportuno condonare chi ha calpestato il diritto: la perquisizione di case senza mandato, il prendere denaro e orologi senza rilasciare ricevute, e il trattenere presone senza arrestarle; tutto tipico del cosiddetto nuovo Sudafrica, così “democratico” e così “rispettoso dei diritti umani”.

Per questo continuerò il mio sciopero della fame, fino a quando lo Stato, che mi ha preso e rinchiuso fabbricando false accuse, non le ritirerà, o il tribunale le demolirà. Voglio anche che mi siano restituite tutte le cose che mi sono state confiscate.

Sono disgustato e stanco dell’ipocrisia, della falsità e dell’ingiustizia del nuovo Sudafrica.

Sono disgustato e stanco, dell’arroganza dei poliziotti, bianchi e neri, che calpestano i diritti delle brave persone, prendendo e rubando tutto ciò che gli pare.

Sono disgustato e stanco dei poliziotti armati che dovrebbero proteggere la gente dalle minacce reali, e ci rinchiudono in cella per derubarci.

Sono disgustato e stanco, di sentirmi leggere i diritti da un poliziotto arrogante, quando tutti sanno che è solo una farsa.

Sono disgustato e stanco, di essere trattato come un pericoloso criminale, scortato da imponenti forze di polizia armate fino ai denti, mentre assassini, stupratori e ladri, se ne vanno liberi, rubando, ammazzando e stuprando.

Sono disgustato e stanco di poliziotti che rubano e spacciano droga.

Sono disgustato e stanco dell’odio dei media per i boeri, delle loro diffamazioni e delle loro mistificazioni, quando le nostre armi erano legalmente detenute con licenza, o potevano esserlo senza, trattandosi di armi a pallini.

Sono stanco e disgustato di un governo e delle sue forze armate che continuano ad opprimere e perseguitare i boeri in ogni modo possibile. Credevo che con la presidenza di Jacob Zuma qualcosa sarebbe migliorato, ma gli organi dello Stato fanno quello che gli pare e piace, sicuri dell’impunità che gli garantiscono i tribunali.

Sono disgustato e stanco, di uno sporco bugiardo informatore bianco come Mike Hough.

Sono disgustato e stanco, di stare in una cella di polizia, dove i più giovani vengono stuprati perché la polizia non se ne cura, occupata a far soldi con il traffico di droga e con le bande.