Nazionalismo afrikaner, sionismo e giudaismo PDF Stampa E-mail
Domenica 01 Agosto 2010 16:52

Dan Roodt, sostenitore del nazionalismo afrikaner, a Gerusalemme, con alle spalle la bandiera del giudaismo

Non di rado tra i sostenitori del cosiddetto nazionalismo afrikaner (con riferimento ai bianchi di lingua afrikaans), vi sono simpatizzanti dello Stato di Israele, della politica sionista, e addirittura del giudaismo.
Gli afrikaner bianchi non sono una nazione; i giudei sono innanzitutto una razza (in senso biologico, avendo evitato di mischiarsi con altri popoli per migliaia di anni).
Tutti i gruppi razziali, economici, religiosi, ed etnici, non hanno titolo all’indipendenza né a particolari rivendicazioni territoriali; giacché tali diritti spettano solo alle nazioni.
Di nazioni bianche, in Africa meridionale, ce n’è soltanto una, e non è semplicemente “afrikaner”, “bianca” o “cristiana”, è boera.
Il sionismo, movimento nato con l’obbiettivo di costituire uno Stato giudaico in Palestina mediante l’immigrazione di giudei da tutto il mondo, è talvolta paragonato ai tentativi afrikaner bianchi (in particolare quello di Orania), di ricostituire uno Stato afrikaner (dopo quello filo-britannico che imprigionò le Repubbliche Boere) in Africa del sud, attraverso l’immigrazione di bianchi di lingua afrikaans in una certa area. Al di là delle similitudini superficiali, le differenze sono sostanziali e inconciliabili.
L’unica nazione bianca africana, quella Boera, sviluppò le proprie Repubbliche su terre libere, prevalentemente disabitate; i sionisti crearono uno Stato giudaico nella Palestina araba; gli afrikaner bianchi, per conto di grandi capitalisti stranieri (in particolare giudei e britannici), amministrarono un macro-Stato che imprigionava insieme varie nazioni in Africa del sud.
I bianchi di lingua afrikaans, nella loro complessità e varietà, sono generalmente cristiani e molto religiosi. Questo, almeno in teoria, li contrappone al giudaismo (che nega che JHS è JHWH venuto in carne) e ad uno Stato fondato sul tale rifiuto; che si da nome “Israele” per negare il vero Israele.

Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre.
I Giovanni 2:22,23


Le forze di Cristo non stanno con quelle dell’Anti-Cristo. Il fatto che taluni nazionalisti bianchi di lingua afrikaans, che si dichiarano cristiani, vedano nello Stato di Israele, nella politica sionista, e nel giudaismo, delle affinità, testimonia la loro crisi d’identità. Tale caos culturale, politico e religioso, è anche un retaggio della propaganda del regime afrikaner bianco (dominato e diretto dai capitalisti giudei e britannici, gli stessi che guidarono la transizione al regime della ANC).
Qualcuno, al contrario, le idee le ha sempre avute chiare. Nel 1979, scriveva l’Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB, in italiano: Movimento di Resistenza Afrikaner): “L’Anti-Cristo, che risiede nel giudaismo internazionale, secondo la propria natura ha allungato i suoi tentacoli sulle risorse della patria. Con l’aiuto di un governo denazionalizzato, l’afrikaner è stato diseredato del suo bene più grande – la ricchezza della sua terra.”