Sudafrica: l’arcobaleno di Mandela porta a Mugabe PDF Stampa E-mail
Martedì 07 Settembre 2010 10:37

Il testo che segue, di Mike Smith del 21 agosto 2010, è stato tratto da South Africa Sucks.

 

Scioperi: inizia la fase finale della RDN

Sudafrica, le camicie rosse

Nel 1976 abbiamo avuto le cosiddette “rivolte studentesche”, dove in tutto il paese gli studenti protestavano contro l’introduzione dell’afrikaans come materia d’insegnamento nelle scuole.
Era solo una scusa per iniziare una rivoluzione comunista o come la chiamano i comunisti: una “Rivoluzione democratica nazionale”.
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Gli attuali scioperi a cui stiamo assistendo in Sudafrica, sono la fase tre della “Rivoluzione Democratica Nazionale” (RDN).
I comunisti hanno già ottenuto il potere politico e militare in Sudafrica, ma ancora non hanno il pieno controllo di quello economico. Gli scioperi attuali sono un modo per i comunisti di mettere sotto assedio il potere economico in Sudafrica.
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Alcune persone sono rimaste stupite dal fatto che il presidente Zuma sia andato in visita ufficiale in Cina mentre il paese è in fiamme. Sembra non aver capito la situazione e non averne il controllo. No, Zuma è pienamente consapevole di quello che sta succedendo. Tutto va secondo i piani. Quello che è andato a discutere con i comunisti cinesi è la post-rivoluzione in Sudafrica. Il nuovo modello economico comunista che sarà introdotto in Sudafrica dopo la corrente rivoluzione economica.
Questi scioperi sono pienamente supportati dallo SACP [South African Communist Party, Partito Comunista Sudafricano, ndr] e dai comunisti nella ANC. I sindacati sono quelli che hanno portato Zuma al potere. Il SACP sono stati la mente dietro l’operazione che ha detronizzato Thabo Mbeki, perché considerato filo-occidentale, per insediare al suo posto Jacob Zuma.
Gli scioperi, in parte, servono anche a regolare conti in sospeso. Abbiamo visto gli scioperanti intimidire scuole bianche, e in particolare quelle di lingua afrikaans. Gli afrikaner, nazionalisti fortemente legati alla loro cultura, sono sempre stati tradizionali nemici dei comunisti. Questi scioperi e intimidazioni sono anche l’inizio dell’offensiva finale contro gli afrikaner… al fine di schiacciarli.
Un altro obbiettivo di questo sciopero è quello di premiare le masse per il loro appoggio a Zuma. Delle promesse sono state fatte al proletariato, sono state fatte crescere delle aspettative e adesso il proletariato chiede che le promesse vengano soddisfatte. Vogliono la loro parte.
Cosa ci riserverà il prossimo futuro? A meno che i comunisti richiamino le proprie avanguardie, la COSATU (sindacati), questi scioperi aumenteranno. […]
Se volete sapere come sarà il Sudafrica nel prossimo futuro, dimenticatevi l’utopia della “Nazione Arcobaleno” di Mandela… guardate a nord e pensate all’inferno dello Zimbabwe di Mugabe.

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