Il Boeremag, onore a loro - Piet Rudolph PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Settembre 2010 10:01

Dr. Lets Pretorius

Otto anni sono passati dall’arresto e dal lungo processo-farsa a questi nostri compatrioti boeri.

Il loro unico crimine è stato quello di aver voluto indicare ai bianchi e al loro popolo dove il Sudafrica stava andando.

La loro lotta è stata quasi dimenticata. I cosiddetti media indipendenti, che starebbero duramente lottando contro la censura, danno poche notizie di questi eroi boeri. E quando le danno, sono distorte e falsate.

Questi uomini hanno scelto di essere in prima linea e per questo hanno subito otto anni di prigionia in carceri ostili. Sono stati perseguitati ed umiliati dai poliziotti bianchi e dai traditori che si sono infiltrati tra la loro stessa gente e l’hanno venduta, per trenta denari. I matrimoni di molti di loro sono finiti. I loro figli sono cresciuti all’ombra delle carceri del regime. Le loro famiglie si sono impoverite e devono sopportare grandi disagi.
Sono uomini nobili che non hanno piegato la testa e che hanno resistito alla tirannia dei comunisti e dei loro tirapiedi.

Uomini, vi salutiamo. Quando arriverà il giorno della nostra libertà, sapremo chi ringraziare. Noi onoreremo la vostra memoria.

Ci sono anche persone che hanno ottenuto la libertà su cauzione ma sono sottoposte ad ogni tipo di restrizione, con gli inquirenti che agiscono come se fossero i giudici del processo.

Una famiglia che si è particolarmente distinta è quella del dott. Lets e della sig.ra Minnie Pretorius, con i loro tre figli Johan, Kobus e Wilhelm, tutti accusati insieme a loro padre. I fratelli Pretorius sono dei combattenti per eccellenza, che non hanno mai smesso di affrontare i loro accusatori. Hanno semplicemente cercato di essere classificati come prigionieri di guerra. Non crediamo, però, abbiano mai pensato d’avere una qualche speranza in merito.

Tuttavia, sono proprio queste azioni che mantengono viva l’attenzione sulla natura e sulle finalità della nostra lotta. Questa famiglia ha affrontato prove tremende e merita il nostro massimo rispetto, invece di stare ad ascoltare le indiscrezioni dei nostri nemici e le malelingue tra le nostre stesse fila che fanno il gioco del nemico, che mettono in dubbio la nostra lotta e la rappresentano come superficiale.

Chi diffonde pettegolezzi non aiuta la nostra lotta. Abbiamo avuto famiglie come quella di De Wet [Christiaan de Wet, generale boero. Ndr] e di De la Rey [Jacobus Herculaas de la Rey, generale boero. Ndr] che fecero enormi sacrifici affinché il nostro popolo potessero essere libero. A loro, oggi, possiamo aggiungere la famiglia Pretorius.

 

Dott. Lets, sig.ra Pretorius, fratelli Pretorius – siete un faro per la nazione Boera.

Scritto da Piet Rudolph
a nome del Comitato d’Azione, Orde Boerevolk
E-mail: piet.rudolph@gmail.com
29 agosto 2010