Toks van der Linde e l'inno del suo popolo - Piet Rudolph PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Settembre 2010 09:00

Toks van der Linde

Molte persone del nostro popolo si sono sentite disonorate e si sono arrabbiate quando lo Springbok Toks van der Linde ha cantato Nkosi Sikilele [inno del regime sudafricano della ANC, ndr] al Loftus [stadio di Pretoria, ndr], in occasione della partita di rugby di sabato [25 agosto 2010, ndr] che ha contrapposto la squadra sudafricana all’Australia.

Noi uomini liberi non dobbiamo biasimare questo zotico. E’ il suo inno. Lo canta con gusto per dimostrare che è un servo buono, e lo canta al gioco dei servi.

Guai al paese che ha come re una palla da rugby.

Questo ci dimostra, ancora una volta, che tra di noi ci sono persone molto simili a noi. Hanno il nostro stesso odore e parlano la nostra stessa lingua. Tuttavia, il loro cuore e la loro mente funzionano diversamente. Considerarli parte di noi è un errore fatale.

Ci insegnano a fare harakiri per indurci all’autodistruzione. Noi non vivremo, ma stando con loro moriremo.

Dobbiamo riunire la nostra gente, ma dobbiamo anche dire addio a quelli, tra noi, che non sono dei nostri.


Addio Toks. Addio rugby. Addio schiavitù. Noi siamo uomini liberi!!!

 

Scritto da Piet Rudolph
a nome del Comitato d’Azione, Orde Boerevolk
E-mail: piet.rudolph@gmail.com
27 agosto 2010