Quanto può essere corta la vostra memoria? - Piet Rudolph PDF Stampa E-mail
Lunedì 30 Agosto 2010 13:10

L’articolo sotto, redatto da Piet Rudolph dell’Orde Boerevolk, è stato tradotto dall’afrikaans (titolo originale: “Hoe kort kan ‘n mens se geheue wees?”, del 17 agosto 2010).

This article is available also in English.

 

Quando tutti i fratelli tacciono
Quanto può essere corta la vostra memoria?

South African Police Service

Un libro scritto dal generale Johan van der Merwe, in afrikaans, è ora disponibile. Van der Merwe è stato l’ultimo Commissario della Polizia Sudafricana sotto il regime del National Party. Il libro dal titolo “Getrou tot die dood” [“Leale fino alla morte”, ndr] fa luce sull’era dei traditori P.W. Botha, F.W. de Klerk, Adriaan Vlok, e delle loro corti. Niente è più lontano dalla realtà, del titolo del libro di Van der Merwe.
Leggendo il libro ci si rende subito conto che serve a giustificare i crimini politici commessi da Van der Merwe e compagnia, esonerandoli da tutte le responsabilità in nome della loro fedeltà al National Party, il quale, dopo averla incassata, ha lasciato molti operatori e professionisti nei guai. Tra i ladri non c’è onesta.
Ogni vero patriota e nazionalista vi dirà che non c’è altra fedeltà di quella alla patria e al suo popolo. Van der Merwe e il suo libro falliscono miseramente questo piccolo quiz. La fedeltà di Van der Merwe e dei suoi seguaci era alla loro pozione e a niente altro, nonostante i politici fossero pronti ad abdicare e stessero trattando per vendere la pelle dell’elettorato bianco.
La Polizia Sudafricana abbandonò il proprio popolo. Per chi seguiva la politica la cosa diventò evidente dopo la morte del primo ministro Verwoerd.
Quelli che iniziarono a denunciare il tradimento vennero perseguitati. Ricordiamo la persecuzione di grandi patrioti come Jaap Marais e Albert Hertzog, e gli assalti contro lo HNP [Herstigte Nasionale Party, Partito Nazionale Ricostituito. Ndr] e la AWB [Afrikaner Weerstandsbeweging, Movimento di Resistenza Afrikaner. Ndr]. Disinformazione e calunnie vennero scagliate contro compatrioti, secondo la strategia del divide et impera. L’AWB fu attirata a Ventersdorp [il riferimento è alla Battaglia di Ventersdorp del 9 agosto 1991, nrd], venne circondata, gli vennero sparati contro colpi di arma da fuoco, e suoi membri furono uccisi, per costringerla violentemente a sottomettersi, abbandonando la resistenza al cambiamento. I giovani che si opponevano al Governo furono schiacciati con un Casspir [enorme mezzo di trasporto blindato, utilizzato in Sudafrica per il trasporto delle truppe. Ndr] e ammazzati. Milioni furono spesi per infiltrare informatori e agenti provocatori nei movimenti nazionalisti. Tutto per frustrare ogni opposizione, e farla desistere dall’opporsi al trasferimento dei poteri.
Non un singolo funzionario si espresse contro il tradimento, mostrando lealtà al suo popolo. Per trenta denari rimasero in silenzio e aumentarono loro stessi l’oppressione. Solo tre sottufficiali si dimisero dalla polizia per solidarietà alla propria gente.
Il libro del generale Van der Merwe non supera la prova della verità, dell’onore e dell’integrità. La profonda fede cristiana rivendicata per sé stesso e per Vlok è nauseante. Ammette la demolizione della Khotso House [ufficio generale della “South African Council of Churches”, organizzazione contro l’apartheid capeggiata, tra gli altri, da Desmond Tutu. Tale sede (a Johannesburg), fu fatta saltare nel 1988. ndr] insieme a Vlok e ad altri. Eppure per tale azione imprigionarono una donna e suo figlio di quindici mesi, con la pretestuosa accusa di aver fatto saltare Khotso House. Van der Merwe non dice una parola relativamente a questo fatto nel suo libro, ma quando l’ho avvicinato per discuterne s’è difeso dicendo che la donna era di sinistra.
Martedì 17 agosto 2010, un ingenuo sig. Clem de Klerk, amministratore delegato di Radio Pretoria, ha presentato i generali Geldenhuys, Van der Merwe e il generale di brigata Hennie Heymans agli ascoltatori di Radio Pretoria. Li ha annunciati come poliziotti fedeli al proprio popolo. Niente è più lontano dalla verità!
Il generale Geldenhuys è stato l’uomo che ci arrestò a Libertas, la residenza ufficiale di John Vorster [primo ministro sudafricano dal 1966 al 1978, e presidente dal 1978 al 1979. Ndr], e gettò l’invalido sig. Jaap Marais in un furgone della polizia. Il nostro unico crimine era quello di aver protestato per le pressioni di Vorster su Ian Smith al fine di farlo abdicare in favore di Robert Mugabe in Zimbabwe. Quanto può essere corta la memoria delle persone?
Adesso ci sia aspetta da noi, che siamo stati tormentati, perseguitati, ricercati e intimiditi, i nostri telefoni messi sotto controllo e la nostra corrispondenza intercettata, da questa stessa gente, che si contribuisca alle spese legali dei nostri assassini.
Non facciamoci indurre in errore. Alcuni di noi hanno la memoria corta, forse a causa dello scarso contributo che hanno dato alla lotta. Nostri fratelli sono ancora in carcere e le loro donne hanno grandi difficoltà a sbarcare il lunario. Adesso da Radio Pretoria ci viene chiesto di dare assistenza alle stesse persone che hanno incarcerato i nostri fratelli, e non a questi ultimi.