Nylstroom: famiglia boera perseguitata dalla polizia sudafricana PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Agosto 2010 09:46

La notizia che segue è stata tratta da Uncensored South African News, aggiornamento del 15 agosto 2010.

This article is available also in English.

 

Nylstroom, famiglia afrikaner non colpevole, accuse inventate

 

Jan e Frances du Preez di NylstroomTrenta poliziotti hanno picchiato Jan du Preez e la sua famiglia – istigati dagli ordini del comandante della SAPS [South African Police Service, Polizia Sudafricana. Ndr], Mayila: “… sparate a chiunque faccia resistenza…”

10 agosto 2010 – Trenta agenti della SAPS in 15 veicoli sono calati sulla fattoria di Du Preez vicino Nylstroom, mentre il comandante della locale stazione di polizia gli urlava: “Vi ordino di sparare e ammazzare chiunque faccia resistenza…” Fortunatamente, l’intera violenza è stata registrata in un video: il tribunale di Nylstroom dopo aver visto tali orribili scene, che mostrano la famiglia afrikaner picchiata e sbattuta malamente sui furgoni della polizia – ha stabilito che la famiglia è stata incastrata dalla stessa SAPS e che i sei membri della famiglia sono completamente innocenti rispetto ad ogni accusa.

Fonte: articolo online “Blou bliksems” [“Fulmini blu”, Ndr], del 10 agosto 2010 a cura del giornalista Inge Liebenberg, per il Sondag, giornale scandalistico in lingua afrikaans.

Jan e Frances du Preez di Nylstroom sono stati “trattati come cani” dalla SAPS negli ultimi sei anni, scrive il Sondag. La famiglia ha subito due falsi arresti e un tribunale ha ordinato al ministro della SAPS di pagargli 500.000 Rand [circa 53.500 Euro, ndr] in danni. Sono stati talmente terrorizzati dalla SAPS locale, che stanno progettando di lasciare l’amata fattoria di famiglia, dopo esser stati arrestati da quelli che teoricamente avrebbero dovuto proteggerli. […]

Negli ultimi sei anni l’intera famiglia, composta da sei membri, è stata illegalmente arrestata due volte, picchiata e terrorizzata. La famiglia di Nylstroom ha dichiarato di voler abbandonare la propria amata fattoria – impaurita dalla persone che dovrebbero proteggerla. Il primo attacco della SAPS locale avvenne la sera dell’8 maggio 2004, quando il capofamiglia venne rapito dalla fattoria e portato a Pretoria – e come successivamente dichiarato da un giudice nero – “rapito da una forza di polizia incosciente”. Ancor oggi, Du Preez non conosce i motivi di tale arresto,  perché dopo averlo rapito la SAPS lasciò cadere il “caso” contro di lui. Il 5 marzo 2009 vinse la causa per l’arresto illegale da lui subito, e la corte ordinò alla SAPS di pagargli 500.000 Rand in danni. Un comandante della SAPS, da Pretoria, andò personalmente a chiedere scusa agli agricoltori afrikaner.
Appena due mesi dopo, improvvisamente, [Du Preez. Ndr] inizia a ricevere visite da parte di un arrogante ispettore della SAPS, Pieter Booyse della polizia di Nylstroom, che arrivato per una cosiddetta “ispezione di routine” cerca di arrestare tutti gli operai della fattoria. Sostiene che sono illegali – ancor prima d’aver controllato i loro documenti. Ma ciascuno dei suoi dipendenti è in grado di mostrare la documentazione legale – così Du Preez caccia Booyse e i suoi compagni dalla fattoria.
Alcuni giorni dopo, viene a sapere che i suoi operai sono stati attaccati dalla SAPS a Pienaarsrivier e selvaggiamente picchiati.
[…]

Il 10 agosto 2010, il giornale Sondag riferisce che la SAPS di Nylstroom è scesa in gran numero alla fattoria di Jan du Preez e questa volta ha arrestato tutta la famiglia – Jan, sua moglie Frances e i quattro figli, Anton di 30 anni, Yolandi di 27, Tanya di 23, e Werner di 21.
La SAPS non aveva i mandati di arresto e ha picchiato il padre così selvaggiamente che è stato necessario trasferirlo d’urgenza a Pretoria per un intervento chirurgico.

“Che male ha fatto questa famiglia per meritarsi tutto questo?” s’è chiesto il giornalista del Sondag, rispondendosi: “Niente. Questo ha sentenziato la corte questa settimana, dopo aver visto la registrazione video che mostrava i bulli della SAPS piombati sulla famiglia Du Preez, picchiare Yolandi e Frances. I 30 capi d’accusa – sono tutti dettati da infantilità, ha sentenziato la corte. La corte ha anche sentenziato che tale famiglia è innocua, e buona come il pane”.
Non si può dire lo stesso riguardo alla SAPS. Tra le altre cose, il tribunale di Nylstroom ha sentito la SAPS minacciare i membri della famiglia di stupro, di morte, e commettere spergiuro davanti alla corte solo per accusarli di crimini inesistenti – 30 capi d’accusa infantili….

* Scrive il Sondag: “Fortunatamente, il comportamento animale dei poliziotti è stato registrato da una videocamera. Ecco perché la corte ha sentenziato a favore della famiglia e ha scaricato i poliziotti”.

“Mentre la famiglia veniva picchiata e caricata a forza sui furgoni della polizia, un investigatore soprannominato Nienaber passeggiava tranquillamente fino a Jan du Preez al quale diceva che “Il modo migliore per uscire da questa situazione è quella che cooperiate e saliate sui furgoni della polizia”. Quando Du Preez gli chiedeva perché li stavano arrestando, Nienaber alzava le spalle “Non so niente al riguardo…”.
Tutti questi fatti sono nel video – di cui stiamo ancora cercando di ottenere una copia – e contrastano con la versione della SAPS: si vede Mayila urlare ai poliziotti alla fattoria: “Vi ordino di sparare e ammazzare chiunque faccia resistenza…”