La libertà boera non è quella di cui parlano gli afrikaner. Di Piet Rudolph PDF Stampa E-mail
Sabato 14 Agosto 2010 21:52

L’articolo sotto, redatto da Piet Rudolph dell’Orde Boerevolk, è stato tradotto dall’afrikaans (titolo originale: “Vryheid (2)”).
L’articolo è stato diffuso in data 25 luglio 2010 e segue l’articolo “Vryheid”, del 19 luglio.

This article is available also in English.

 

Libertà (2)

 

Adries Pretorius, con fucile in mano. Monumento Voortrekker, a PretoriaLa confusione dei cosiddetti afrikaner
Permettetemi di dire che terrò fede al giuramento fatto ai nostri padri e alle nostre madri, di vivere sulla terra che ci hanno dato, e lo onorerò fino all’ultimo respiro. E come me tanti altri.
So da dove vengo, i miei antenati erano voortrekker [pionieri – boeri, ndr] che fecero un giuramento alla Battaglia del Fiume di Sangue, un voto che mi impegna e che onorerò per sempre.
Per questo sono un boero, e come dice Martin Lutero: “Sono qui. Dio mi aiuti. Non posso fare altro”.

Il significato di essere boero
Quando dici di essere un boero, ne paghi le conseguenze. In Natal la strada della nazione vortrekker si macchiò di sangue. Erano una piccola percentuale. Meno del 10% della popolazione bianca del Capo. Qui nell’interno abbiamo versato sangue bianco. Siamo stati ammazzati sul sentiero che percorrevamo; ammazzati dall’oppressore britannico. E quello che egli non poté uccidere, cercò di demolire. E quello che l’uomo inglese non poté demolire, cercò di assimilare.
Oggi abbiamo un nuovo sterminatore. La nostra terra è la nostra eredità e ci viene portata via; i nomi della nostra terra vengono cambiati e così i nostri discendenti non sapranno mai la relazione che c’è. E’ in atto il tentativo di impoverirci e ibridarci. Inoltre ci stanno assassinando, perché siamo bianchi.
L’aumento dei bianchi nel Capo che non volevano partire aumentò. Questo a causa di quello che succedeva nell’interno, dove un terzo della nazione Boera, i repubblicani, fu estinto. Quando i britannici occuparono il Capo nel 1806, la popolazione bianca nella regione era di circa 26.000 unità. Gli inglesi annientarono un numero simile di persone nelle Repubbliche Boere. Questo semplice paragone rende bene l’idea di come i britannici tentarono di annientare i boeri. Tentarono di indebolire il libero spirito repubblicano, di modo da piegare l’albero finché era giovane, affinché i boeri finissero in ginocchio, come loro servi!

“Afrikaner-africani”
Nel Capo, oggi come allora, ci sono persone che sostengono di essere come i boeri, ma sono sostanzialmente contro il concetto di libertà boera nella nostra Repubblica boera. Sfruttano le origini boere, i successi e i simboli della nazione boera, ma sono estremamente timorosi quando si tratta di rivendicarne l’eredità – la libertà sulla loro terra. Sono questi i nuovi afrikaner-africani. Quelli che pretendono di essere come noi ma non lo sono, perché noi disprezziamo la codardia.
Ancora una volta si sono prodigati in tutti i tipi di progetti artificiali per provare a creare un nuovo tipo di libertà, rimanendo seduti a riflettere su cosa bisognerebbe provare a fare, mentre urlano di “Tenere alta la Vierkleur [bandiera “Quattro colori”. Ndr]” e gridano “Libertà” senza dire dove e che tipo di libertà è possibile ottenere.
Per evitare problemi parlano di fondare piccole città-stato. Tutto questo non c’entra niente con noi. Deve solo nausearci. Il potere di cambiare le cose sta nel parlamento della ANC. Il nostro potere di cambiare le cose sta nella canna di una pistola. Non importa cosa vogliamo cambiare. Chi non vuol vedere la verità, vive in un paradiso artificiale!
Quando vi rivolgete a queste persone, argomentano che la nostra gente continua ad essere ammazzata e che chi non concorda con i loro progetti, è come se aiutasse gli assassini! Come se i loro piani potessero interrompere l’oppressione e l’uccisione della nostra gente.

Il cammino verso la libertà
I boeri e i boeri delle Repubbliche, devono capire che meno di un terzo di noi condivide lo stesso concetto di libertà boera. Siamo soli con il nostro Dio e tutt’intorno c’è solo desolazione. Non dobbiamo sostenere progetti che non sono finalizzati ad ottenere la libertà che vogliamo. Le bugie che ci sussurrano sono la nostra palla al piede.
I boeri stanno preparando i loro carri. Quelli che vogliono aggregarsi, sono i benvenuti. Tutto il resto può essere lasciato indietro. Trottano dietro di noi come piccoli cani che abbaiano, ma intanto le ruote repubblicane hanno cominciato a girare. La nostra lotta prosegue quella di Kruger [Paul Kruger, leader boero contro i britannici e presidente della ZAR, Zuid Afrikaanse Republiek, la Repubblica Boera nella regione del Transvaal. Ndr], De Wet [Christiaan de Wet, generale e leader boero, ndr] e De la Rey [Jacobus de la Rey, generale e leader boero, ndr]. Lontano, davanti a noi, sul sentiero dei nostri carri, c’è la Libertà, quella di 27.000 donne e bambini, che sanno di non essere morti invano e che non saranno mai dimenticati.
Avanti, boeri. Avanti fratelli, la nostra battaglia è iniziata. Davanti a noi ci sono battaglie difficili e montagne da scalare. Noi vinceremo perché vogliamo vincere!