Immigrazione, e i confini della nazione PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Luglio 2010 17:27

Boeri al monumento Paardekraal

I confini di una nazione, come quelli di una famiglia, sono quelli naturali, dettati dal sangue e dallo spirito. I confini territoriali della nazione identificano il luogo che essa rivendica come proprio, ovvero: la propria casa. Il territorio della nazione - come una qualsiasi casa - ha dei legittimi proprietari e, se questi lo desiderano, può dare ospitalità ad altre persone. Quando il numero degli ospiti (stranieri) diventa importante, o addirittura supera quello dei proprietari (nazione), il rischio è che possa cambiare la gestione (amministrazione) della casa (territorio della nazione), se non addirittura la proprietà (governo – Stato) della stessa.
Se in passato le invasioni straniere erano condotte dagli eserciti, oggi sono guidate dal capitalismo con il supporto del comunismo. Per ragioni economiche e politiche, si promuovono e si giustificano flussi migratori umani che stravolgono la composizione demografica dei territori nazionali. Le nazioni ancora consapevoli del proprio essere cercano di sopravvivere a tali sconvolgimenti; le altre, già morte spiritualmente, si lasciano indebolire, trasformare e dominare, fino ad essere annientate.
Capitalismo e comunismo sono le due facce della stessa medaglia; hanno la stessa origine, e l’uno è funzionale all’altro. Insieme favoriscono l’immigrazione straniera; per abbassare il costo della manodopera, e per disgregare e indebolire il tessuto nazionale (famiglia - nazione). L’indebolimento della nazione si traduce in maggior potere all’elite economica, mentre l’immissione di poveri sul mercato del lavoro permette alla stessa di massimizzare i guadagni. Le grandi ingiustizie sociali prodotte da tali operazioni generano un risentimento verso il potere capitalista, che lo stesso convoglia in un’opposizione virtuale, a lui funzionale: il comunismo.
In Sudafrica il capitalismo, per conquistare le simpatie dei bianchi (generalmente anti-comunisti), durante la contrapposizione USA – URSS s’inventò addirittura l’Apartheid. Un sistema che, nascondendosi dietro un artificioso nazionalismo, favorì l’immigrazione e l’impiego di manodopera straniera a basso costo. Non deve quindi stupire il fatto che lo stesso partito che generò l’Apartheid, anni dopo, abbia consegnato tutta la regione al regime della ANC. I padroni e gli ispiratori sono sempre gli stessi.

L’immigrazione può essere un’arma; per conquistare e sfruttare, per costruire poteri e abbatterne altri. Un’arma che ha colpito anche in Africa del sud, e in particolare quelle che furono le Repubbliche Boere, stravolgendone in pochissimo tempo la composizione demografica. Ma i confini della nazione Boera, secondo quanto premesso all’inizio di questo articolo, esistono ancora, anche se essa non è più padrona della propria “casa”.