Sudafrica oggi, Europa domani. Le leggi razziali politically correct PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Dicembre 2016 17:35

 

Da un amico

Sudafrica - Jacob, ha 64 anni, 4 figli, bianco. Era un piccolo imprenditore. Un contractor, come si chiamano qua. Prendeva il lavoro che grosse aziende distribuivano in subappalto. Non poteva lamentarsi. Lavorava sodo con la sua ditta di costruzioni. Niente sabati nè domeniche. Dava lavoro ad una decina di lavoratori compresi i suoi due figli, laureati in ingegneria. E altri 8 operai, tutti Zulu. Fino al 2008. Quando il governo ANC in pesante crisi di immagine rafforzò ancora di più la BEE: Black Economic Empowerment. Basta lavoro ai bianchi. Nessun contratto nè appalto nè subappalto statale. Lui e i suoi figli persero tutto in quell'anno. Casa, lavoro, macchina tutto. Oggi è qui con due giovani xhosa che lo aiutano nel poco lavoro che riesce a mettere insieme. Mi spiega che lui e due figli vivono in una casa grande come il mio salotto in una zona povera ma dignitosa. Hanno tutto, letti, cucina, bagno e tutto insieme. Una volta pagati i due operai, gli resta solo il necessario per sopravvivere. "Sopravviviamo" mi dice. "Non riesco a mettere via neanche un cent ma almeno pago gli operai che possono continuare ad aiutarmi. Degli amici più fortunati si sono inventati lavori nella loro farm per gli ultimi 2 anni ma ora non c'è più niente da fare...Dopo di te, non so cosa farò. Non penso più al domani, posso pensare solo all'oggi". "Tu che sei europeo, se puoi racconta la mia storia. Racconta la verità, di che per i ricchi non è cambiato nulla di qualsiasi colore siano. E' per i poveri che è cambiato tutto. E' come vivere all'inferno" Mi chiede anche se è vero che ogni giorno riempiamo le nostre città di migliaia di immigrati, gli diamo case, alberghi, soldi, tutto. Gli rispondo che si è vero. E allora lui mi dice: "Marco - listen to me - non fate come noi. Non fatevi fottere dalle belle parole di quelli che dicono di essere dalla vostra parte. Non ascoltate nessuno, solo voi stessi. Combattete per le vostre case e per le vostre famiglie e per i vostri posti di lavoro. Domani è troppo tardi"