Boeri e 'afrikaner' - Boerestaat, Robert van Tonder PDF Stampa E-mail

 

Dal libro: Boerestaat, di Robert van Tonder
Prima edizione inglese [1977]

Sommario di “Boerestaat”, di Robert van Tonder

Capitolo 13

Boeri e 'afrikaner'

Milioni di boeri oggi si dichiarano afrikaner. Questo è comprensibile, perché dall'avvento dell'Unione del Sudafrica il termine 'afrikaner' è stato utilizzato costantemente dai politici.

13.1 La sequenza storica degli eventi
In origine la parola 'afrikaner', o 'africaander' nella sua forma originale, significava semplicemente 'africano'. Ma con l'avvento dello Afrikaner Bond, un'organizzazione politica del Capo, venne politicizzato e utilizzato per fare riferimento ad uno specifico gruppo di persone.

“Lo Afrikaner Bond venne formato su iniziativa del rev. S. J. Du Toit nel giugno del 1880 - lo stesso anno in cui i boeri del Transvaal prendevano le armi per liberarsi del dominio britannico - allo scopo di curare gli interessi dei coloni di lingua olandese. Due anni dopo nel 1882 “Onze Jan” Hendrik Hofmeyer formò un ramo del Bond e l'organizzazione si allontanò dall'idea di un movimento esclusivamente afrikaner, per accettare la sovranità della Regina e di far parte dell'Impero britannico. Il Bond aveva grande potere negli affari politici del Capo, soprattutto perché con il suo appoggio un ministro poteva mantenere il proprio incarico, o viceversa esserne allontanato. Dal 1890 al 1895 anche Cecil John Rhodes fu alleato del Bond. Durante la guerra Anglo-Boera, il Bond tenne sotto controllo i propri membri e ciò impedì alla ribellione  boera di espandersi su larga scala. Nel dicembre del 1911 il Bond si amalgamò con Het Volk, Orangia-Unie e Volksvereeniging per formare il South African Party con Louis Botha.[28]”

Gli afrikaner del Capo sostennero anche lo sforzo bellico britannico dal punto di vista logistico, consentendogli di usare le proprie ferrovie per trasportare truppe ed equipaggiamenti al nord. Alla fine si offrirono volontari per combattere al fianco degli inglesi contro i boeri nella Colonia.

L'afrikaner della Colonia del Capo è stato un elemento assolutamente fondamentale nella decisione britannica di entrare in guerra contro la Zuid-Afrikaansche Republiek, più di quanto si creda. “Il Raid (di Jameson) lo aveva reso (Chamberlain) più ansioso che mai di attaccare il Transvaal. Ma avendo perso le simpatie degli afrikaner del Capo, si era privato anch'esso dei mezzi.[29]” Durante la visita di Milner a Chamberlain, il 22 novembre del 1898, così si espresse: “Se ci sarà la guerra, Kruger dovrà essere l'aggressore e gli afrikaner al Capo - o almeno la gran parte di loro - al fianco dell'Impero.[30]”

13.2 L'interpretazione storica degli eventi
Dopo il 1910, nel tentativo di unire i bianchi in Sudafrica in una sola nazione - un'azione che ebbe come conseguenza la fondazione della ANC nel 1912 - i politici iniziarono ad usare i termini di “anglofoni” e “afrikaner di lingua olandese”. Nel 1925 venne deciso che la versione scritta della Taal era diventata sufficientemente sofisticata per rimpiazzare l'olandese come lingua ufficiale. In seguito venne denominata 'afrikaans'. I bianchi vennero successivamente indicati come “anglofoni” e “afrikaner di lingua afrikaans”. Nell'uso generale, il tutto venne semplificato a 'inglesi' e 'afrikaner'.

Ora, anche se questi afrikaner parlano la stessa lingua dei boeri e anche se migliaia di uomini delle regioni settentrionali e orientali della Colonia del Capo combatterono con le forze boere durante la grande Guerra Inglese del 1899-1902, un gran numero di loro avevano e hanno un orientamento imperialista britannico per quanto riguarda i sentimenti e le tradizioni.
[Boeretaal e 'afrikaans', non sono la stessa cosa. La lingua boera (“taal” o “boeretaal”) è stata classificata come 'afrikaans del confine orientale', essendo quella la regione dove si formarono i boeri e la lingua boera. I Ribelli del Capo, ovvero gli abitanti della Colonia britannica del Capo che combatterono dalla parte delle Repubbliche boere, erano nella stragrande maggioranza boeri delle frontiere del Capo e non olandesi del Capo / afrikaner del Capo.
A tale proposito Volkstaat.org vi consiglia la lettura dei seguenti articoli:
La frontiera del Capo: dove nacque la nazione boera
Lingua boera, afrikaans, nederlandese: differenze. Una domanda a Ron
I Ribelli del Capo non erano olandesi del Capo
La stragrande maggioranza dei Ribelli del Capo erano boeri – Ron
NdR]

In 'The Boer War' Thomas Pakenham scrive quanto segue riguardo Jan Smuts e la sua nomina a Procuratore di Stato da parte di Paul Kruger: “La collaborazione appariva contraddittoria. Smuts era un afrikaner del Capo; la sua prima lingua, in quanto a scrittura, era l'inglese, i suoi poeti preferiti erano Shelley, Shakespeare e Walt Whitman... Il pilastro della sua fede politica, come quello di altri afrikaner del Capo, era stata l'idea di un'Africa del sud unita sotto la bandiera britannica [31]. Durante i colloqui di pace a Vereeniging nel 1902, Smuts avrebbe nuovamente dimostrato la sua bravura ad esprimere sentimenti che era molto lontano dal condividere.”

L'ingenuità dei politici è stupefacente. Durante l'ultima decade del XIX secolo il Governatore del Capo denunciò al Segretario Coloniale a Londra i problemi causati dall'incompatibilità tra inglesi, afrikaner e boeri nella Colonia del Capo. Gli inglesi erano fedeli alla Corona. Anche gli afrikaner erano fedeli alla Corona ma erano fermi nel chiedere che una 'primitiva forma di olandese' fosse riconosciuta come lingua. I boeri erano assolutamente antagonisti alla Corona. E questo dopo novantanni di dominio britannico. D'altra parte, fino all'avvento dei magnati minerari, gli immigrati britannici nella Z.A.R. e nello Stato Libero erano molto felici di assimilarsi nella popolazione locale.

Dopo che i piani di Milner volti a soggiogare i boeri del Transvaal e dello Stato Libero giunsero a compimento, i britannici che l'avevano servito in guerra gli fornirono la bozza di una costituzione, che avevano elaborato per realizzare il suo sogno dell'Unione del Sudafrica. Tale lavoro fu completato nel 1905. Appena in tempo, come si è scoperto. Milner, come Governatore del Sudafrica, concordò con i magnati minerari che la soluzione migliore per contrastare la carenza di africani disposti a lavorare a salari sufficientemente bassi era l'importazione di manodopera cinese a contratto. Il Governo britannico accetto a condizione che “questi non vengano frustati come gli africani” [32]. Comunque Milner permise che i cinesi venissero frustati e quando il Governo britannico lo scoprì emise una nota di censura contro di lui. Milner si dimise e lasciò il paese. Ma prima di farlo, passò la bozza costituzionale al Governatore del Capo. Questo astuto gentiluomo scrisse un'introduzione e la presentò alla 'Convenzione Nazionale' del 1908, come se fosse stata partorita dalla propria mente.

La Convenzione, che si riunì per discutere dell'unione delle quattro colonie e per redigere una bozza di costituzione, fu partecipata da 36 delegati, inviati dai governatori che governavano le quattro colonie. Solo 7 delegati rappresentavano il volk boero. Il resto erano criminali di guerra britannici, 'afrikaner' del Capo, fanatici pro-britannici, sudditi britannici e alcuni traditori boeri. Gli unici patrioti boeri presenti alla Convenzione furono il pres. M. T. Steyn, il gen. Hertzog e il gen. De Wet. Non furono assolutamente in grado di influenzare il corso degli eventi.

Lì nacque la nuova Unione del Sudafrica.

Il Transvaal, per esempio, la nostra più forte Repubblica boera, venne rappresentato da quattro criminali di guerra britannici, i signori Farrar, Fitzpatrick, H. C. Hull e H. Lindsay, insieme ai traditori boeri Botha e Smuts e a due loro cari amici politicamente ingenui, Schalk Burger e Koos de la Rey. Il cuore boero del gen. De la Rey diede il meglio di sé nel 1914, quando questi si ribellò alle macchinazioni inglesi e decise di intraprendere una guerra civile per ripristinare le Repubbliche boere. Venne 'accidentalmente' ucciso dalla polizia che aveva 'organizzato un posto di blocco per la banda Foster'. La sua ribellione è un suo merito.

Allo stesso modo le delegazione del Capo, del Natal e dello Stato Libero, vennero riempite di criminali di guerra britannici e di loro compari.

Nonostante i problemi linguistici che già erano stati sperimentati nel Capo e nonostante il volk boero fosse ancora maggioranza nonostante la devastazione portata dalla Guerra e dall'immigrazione britannica, la Convenzione insistette affinché l'inglese fosse l'unica lingua per l'intero paese. L'olandese venne mantenuto solo grazie all'insistenza dei delegati dello Stato Libero, con profondo imbarazzo dei traditori del Transvaal. Le campagne di Hertzog affinché l'olandese, e successivamente lo 'Afrikaans', avesse gli stessi diritti dell'inglese, gli valsero l'etichetta di 'razzista'.

In questo processo causarono ad ogni persona bianca del paese, ma in particolare agli inglesi, un enorme danno. L'olandese alla fine, dopo soli 13 anni, venne rimpiazzato dalla Taal, che fu poi chiamata 'Afrikaans' nel corso di tale processo. L'aver voluto mantenere l'inglese ha dato alla popolazione bianca dell'Africa del sud lo stigma d'essere coloni. E' anche un fatto risaputo che per la maggior parte degli adulti imparare una nuova lingua è un terribile fastidio. Come risultato si è avuto che gli immigrati inglesi non si sono mai assimilati nella popolazione e non sono mai diventati parte dell'Africa, ma sono rimasti aggrappati al loro 'retaggio inglese' a svantaggio del loro sviluppo culturale in un nuovo paese. Lo stesso vale per gli immigrati provenienti da paesi europei che hanno un'infarinatura di inglese imparato a scuola, che si vengono a trovare in un ambiente dove possono cavarsela abbastanza bene in inglese.

Dopo la fondazione dell'Unione il nostro volk boero si trovò in una situazione molto difficile. Il sistema politico ci forzò a collaborare con i madrelingua 'afrikaans' del Capo e del Natal al fine di ottenere il controllo politico. Questo accadde quando il termine 'afrikaner' venne coniato come nome per l'intera 'nazione bianca'. Lo scopo primitivo era quello di unire in una nazione i bianchi di lingua inglese e di lingua olandese che 'mettevano il Sudafrica al primo posto'. Il termine 'afrikaner' in tale periodo era usato per intendere 'un cittadino bianco dell'Unione del Sudafrica sia che fosse di lingua inglese sia che fosse di lingua olandese'. Fu l'avvento del razzismo politico in questo paese. Quando l'olandese venne ufficialmente rimpiazzato dallo 'afrikaans' il termine “anglofoni” e “afrikaner di lingua 'afrikaans'” vennero semplificati con naturalezza in inglesi e afrikaner. Questo alla fine fece si che gli 'afrikaner', riunendosi in un solo partito, guadagnassero la maggioranza del voto bianco. Nel corso di tale processo la parola 'afrikaner' che prima del 1902 indicava  un membro di una organizzazione politica 'segreta' nel Capo - l'Afrikaner Bond lavorò sempre dietro le quinte - adesso era diventato il nome di un 'volk'. Le future generazioni crebbero nell'illusione che la loro nazionalità fosse quella di 'afrikaner'. Le attività del segreto Afrikaner Broederbond non chiarirono in nessun modo le cose. Nei loro sforzi verso una cosiddetta 'purezza' crearono una spaccatura tra boeri e  discendenti di europei e boeri d'origine britannica, e un falso senso di unione tra boeri e afrikaner del Capo.

Prima dell'Unione il nostro volk era conosciuto in tutto il mondo come il volk boero, ai coloni del Capo ci si riferiva generalmente come olandesi del Capo e i membri dello Afrikaner Bond erano specificatamente indicati come afrikaner.

Dopo il 1910 nell'Unione del Sudafrica non potemmo più votare per i rappresentati del nostro volk in un nostro Stato. Anche se avessimo vinto tutti i seggi del Transvaal e dello Stato Libero non sarebbe stato sufficiente, perché alle elezioni politiche era necessario vincere anche nel Capo e nel Natal al fine di ottenere vantaggio politico. A quel punto la parola 'afrikaner', con il suo nuovo significato di 'cittadino bianco di lingua afrikaans', diventò un'utile strumento politico. Venne spacciato come il nome di un volk al fine di ottenere il controllo politico mettendo insieme tutti i madrelingua 'afrikaans' alle urne. Prima non era mai stato il nome di un volk. Vi erano state persone che si definivano 'africaander' ma solo per indicare che non erano nativi dell'Europa o di Batavia [Indie Orientali Olandesi. Ndr] ma dell'Africa. Non si era mai parlato di “volk afrikaner” del Transvaal e dello Stato Libero. No, noi eravamo riconosciuti a livello mondiale come boeri e i nostri Stati erano riconosciuti nel mondo come le Repubbliche boere. I 'kapenaars' erano conosciuti come 'coloni' o 'olandesi del Capo' e il gruppo nel Natal come coloni. La parola 'afrikaner' fa riferimento a tutti i tipi di cose che appartengono ad un interno continente ma non ad uno specifico volk. Gli abitanti di quasi tutti i 53 paesi elencati all'inizio di questo libro sono 'afrikaner' o africani. Dal punto di vista linguistico è l'unico significato corretto della parola 'afrikaner'.

E' divertente pensare che gli afrikaner dello Afrikaner Bond probabilmente non sapevano niente riguardo al mettere una pariglia di afrikaner davanti ad un carro dei pionieri.

Inoltre, per noi boeri la parola 'afrikaner' è associata al tradimento. Dopo il 1852 mentre il nostro volk boero godeva della totale autonomia politica e linguistica, i 'kapenaar' stavano ancora corteggiando i britannici per avere protezione. Tuttavia, nel 1875 i nativi di Paarl avviarono un 'movimento linguistico' che molto presto arrivò ad un punto morto. Provarono, a causa della mancanza di libertà, tradizioni e cultura, a promuovere il nome 'afrikaner' ma già nel 1882 lo Afrikaner Bond, incitato da 'Onze Jan' Hendrik Hofmeyer, giurò fedeltà alla Regina Vittoria e all'Impero britannico. Questo passo serviva a dar manforte ai britannici dopo che il nostro volk boero li aveva umiliati a Majuba, nel 1881. Secondo la loro natura: “Tu boero puoi andare al diavolo, noi preferiamo la compagnia della Famiglia reale britannica.”

Lo Afrikaner Bond sostenne l'arcinemico del nostro volk, Cecil Rhodes, ed ottenne che fosse eletto come Primo Ministro della Colonia del Capo. Dopo il Raid di Jameson il Bond, anche se ormai aveva voltato le spalle a Rhodes, continuò a supportate i britannici e mantenne  al potere un governo pro-britannico al Capo che si adoperò affinché le truppe britanniche venissero trasportate su rotaia attraverso il Karoo fino ai nostri confini cosicché noi dovessimo combattere su due fronti, un compito totalmente al di là della capacità militare del nostro esercito boero. Durante i colloqui di Vereeniging uno dei nostri generali sottolineò che avevamo 'perso la guerra perché gli afrikaner del Capo ci avevano piantato in asso, consentendo alle truppe britanniche di essere trasportate a mezzo della ferrovia attraverso il Karoo'. Il capo dei Ribelli del Capo, il coraggioso comandante Japie Neser, scrisse nel suo diario: 'In una pesante battaglia con il nemico il mio commando uccise dodici uomini, erano tutti afrikaner'. E nelle sue memorie il gen. Ben Viljoen scrive che durante la sua prigionia a Sant'Elena: 'Il peggior trattamento che noi boeri riceviamo al campo è dovuto ai consigli dati ai britannici dagli afrikaner del Capo che sono sempre stati nemici dei boeri'.

Durante la Guerra Britannica i membri dello Afrikaner Bond, che ancora mantenevano al potere il governo filo-britannico al Capo, formarono il nucleo delle Guardie Cittadine britanniche e furono i precursori della caccia ai Ribelli boeri che combatterono dalla nostra parte. Per questo, la parola 'afrikaner' nella bocca di un boero ha un cattivo sapore.

13.3 L'identità di un volk
L'inganno di cui il volk boero è stato vittima fin dal 1910 è stato ispirato principalmente dagli olandesi del Capo. Con un colpo di penna e il termine 'afrikaner' hanno quasi distrutto l'identità boera. Quello che si è generalmente dimenticato è che gli olandesi del Capo di lingua afrikaans non fanno parte del nostro volk boero!

Un volk, qualsiasi volk, ha delle specifiche proprietà; un volk ha la propria storia; le sue tradizioni, festività, sistema politico e filosofia politica; il proprio territorio (Stato); la propria lingua; la propria razza; i suoi simboli, bandiere, inno del volk [33] e canti popolari. Noi boeri siamo qualificati al cento per cento, ma i 'Kapenaars' di lingua 'afrikaans' che compongono il governo dello N.P. non hanno queste qualità. Loro non hanno avuto parte nella nostra storia boera; loro non hanno mai posseduto un proprio territorio (Stato); loro non hanno mai avuto una bandiera e un inno nazionale; le loro festività e cultura. Ecco perché, ancor oggi, loro sono così appassionati alla Famiglia reale britannica. Questo risulta chiaro osservando l'adorazione per la Famiglia reale britannica dimostrata dai loro giornali: 'Die Huisgenoot', 'Sarie', 'Die Burger', 'Die Volksblad', 'Beeld' e Fair Lady.

Infatti, noi non siamo assolutamente dello stesso volk. E' una dato di fatto, gli olandesi del Capo non sono MAI stati un volk. Sono ancora alla ricerca di una cultura e di tradizioni di un volk.

Sarà di grande aiuto per loro se si realizzerà il nuovo Stato indipendente del Capo, Hexania. I coloured del Capo da tanto tempo meritano un loro Stato, il che permetterebbe anche di mettere fine ad una loro certa animosità contro il volk boero. Anche questa è una delle pessime conseguenze dell'Unione e della Repubblica del Sudafrica che ha portato i coloured ad iniziare a percepire i boeri, che non avevano mai avuto niente contro di loro, come propri nemici. I bianchi di lingua 'afrikaans' olandesi del Capo li opprimono e li controllano politicamente. Noi boeri no, ma essendoci schierati con i 'bianchi' del Capo per ottenere il potere politico, siamo implicati nella loro impotenza politica. Piuttosto immeritatamente, giacché venimmo trascinati nell'Unione dai britannici contro la nostra volontà.

13.4 Un referendum per i boeri del Capo
Ma, lo ripeto, non vogliamo essere prescrittivi. Noi boeri stiamo, tuttavia, andando a riprendere lo sviluppo del nostro volk che era stato interrotto e a riavviare le nostre Repubbliche. Dobbiamo farlo per sopravvivere! Le aree scarsamente popolate del Capo settentrionale probabilmente decideranno di aderire allo Stato boero. Questa comunque sarà una loro decisione e noi boeri faremo in modo che un referendum in merito vengo per loro organizzato. Come già detto, molti Stati neri vennero fondati sul suolo del Transvaal e dello Stato Libero. Per compensare questa tremenda perdita di territorio, la parte settentrionale del Natal, inclusa Kosibaai come anche i porti di St. Luciabaai e Richardsbaai dovranno essere aggiunti allo Stato boero. Il Natal settentrionale era parte della Zuid-Afrikaansche Republiek. Dopo la Guerra Inglese venne rubato dai britannici e annesso al Natal.



28. -
29. -
30. 'The Boer War' di Thomas Pakenham pag. 31.
31. Smuts in un memorandum segreto all'Esecutivo del Transvaal, 4 Settembre 1899: '... uno spaventoso bagno di sangue da cui il nostro volk uscirà ... o come ... tagliatori di legna e portatori d'acqua per una razza odiata, o come vincitori, fondatori di un Sudafrica Unito, di uno dei più grandi imperi del mondo... una Repubblica afrikaner in Sudafrica che si estenda dalla baia della Tavola allo Zambesi'.
32. Thomas Pakenham in 'The Boer War' pag. 575.
33. -

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