Sudafrica: lettera di Wilhelm Pretorius, prigioniero di guerra boero (7 gen 2013) PDF Stampa E-mail
Giovedì 31 Gennaio 2013 16:00

Wilhelm Pretorius con Anje Pretorius

La lettera che segue (tradotta dall'inglese all'italiano) è di Wilhelm Pretorius, prigioniero di guerra boero detenuto, insieme ai suoi fratelli (Johan e Kobus), nel carcere di Pretoria (Local Prison).


7 gennaio 2013

Il mio nome è Wilhelm Pretorius. Ho 35 anni e sono sposato dal 2000. Faccio parte di un gruppo di 24 uomini in Sudafrica che nel 2002 sono stati accusati di Tradimento, nel caso “Boeremag”. Siamo stati incarcerati nel 2002 come detenuti in attesa di giudizio, e nel maggio del 2003 è cominciato il nostro processo. 10 anni dopo stiamo ancora aspettando la fine del processo. Questo sarà il nostro 11° anno in prigione mentre il processo è ancora in corso. Non è questa una violazione dei diritti umani?

Abbiamo inoltrato una mozione per essere trattati come prigionieri di guerra, in quanto accusati di condurre una guerra d'indipendenza per il popolo boero contro il Sudafrica. La mozione è stata respinta con una serie di errori da parte del giudice e  dell'Autorità di procedura penale del Sudafrica. Il giudice dell'Alta corte, prima della nostra mozione, non era neppure a conoscenza del diritto internazionale, e abbiamo dovuto mostrargli le relative leggi internazionali.

Attraverso varie testimonianze è venuto alla luce che siamo stati manovrati dalle stesse persone della Polizia sudafricana che stanno seguendo l'inchiesta. L'intero caso è stato orchestrato da agenti dell'Intelligence Criminale. Loro, non solo hanno progettato il tutto, ma mediante loro agenti hanno spinto persone a prendere parte ad azioni illegali, rimanendo immobili per mesi, nonostante fossero già in possesso di tutte le informazioni che gli servivano, rimanendo ad osservare altre persone innocenti che entravano nel “Boeremag”, mentre gli agenti ricevevano altri soldi dal fondo segreto. Durante il processo, hanno ascoltato le conversazioni riservate tra cliente/avvocato, oltre a spiare le nostre celle e i locali per i colloqui con i nostri legali.

Al mio arresto sono stato torturato per circa 10 ore e nessuna investigazione è mai stata fatta al riguardo. I funzionari di Polizia di alto rango che mi hanno torturato sono ancora in servizio in Polizia e hanno fatto parte, addirittura, della squadra investigativa.

http://www.volkstaat.net/index.php?option=com_content&view=article&id=1251%3Asouth-africa-boer-prisoner-of-war-tortured-wilhelm-pretorius-2002&catid=81%3Aprisoners-boer&Itemid=140

Negli ultimi 10 anni siamo stati rinchiusi in carcere in condizioni disumane. Non ci è stato permesso ricevere nessuna visita dai nostri famigliari e amici.

Chiediamo il vostro aiuto per portare all'attenzione della comunità internazionale queste continue violazioni dei diritti umani, affinché esse abbiano fine.

La seconda cosa che desidero portare alla vostra attenzione è la voce degli altri boeri rinchiusi in carcere come prigionieri politici. Alcuni di loro sono qui da prima del 1994. Le loro richieste per la libertà vigilata vengono ancora rifiutate unicamente per motivi politici, seppur siano ben oltre il loro periodo di detenzione iniziale.