Boateng, “anti-razzismo” italiano e Genocidio Bianco sudafricano PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Gennaio 2013 23:26

Kevin-Prince BoatengIn Italia, il 3 gennaio 2012, la partita amichevole di calcio Pro Patria – Milan è stata sospesa, de facto, direttamente da un giocatore nero, Kevin-Prince Boateng, in forza al Milan, indispettito dai “buu” di alcuni spettatori paganti.
Negli stadi, da sempre, i calciatori professionisti sono oggetto di scherno e di offesa dei tifosi avversari. Talvolta le offese sono particolarmente volgari e pesanti, e chiamano in causa anche madri e mogli, addirittura i defunti. Ciononostante, non era mai successo che un giocatore, non gradendo il comportamento dei tifosi, imponesse la sospensione della partita, spingendo la propria squadra ad abbandonare il campo; tra l'altro, dopo aver sparato una pallonata contro gli spettatori.
Essendo però Boateng nero, e i sei ragazzi rei di avergli detto “buu” (sic) bianchi, questi sono stati immediatamente accusati di “odio razziale” (sic) [1]; gli è già stato comminato il Divieto d'accesso alle manifestazioni sportive (Daspo) e saranno processati per direttissima [1]. Similmente a quanto accadde nel 2005, in seguito alla farsa di Zoro [2].
L'ultima vicenda (sei ragazzi bianchi che dicono “buu” ad un calciatore professionista di razza nera), non solo è stata piazzata sulle prime pagine dei media italiani, ma è stata utilizzata per lanciare l'ennesima campagna religioso-mediatico-repressiva “anti-razzista”.

Il termine composto “anti-razzista”, al di là del significato letterale, è comunemente inteso in senso politicamente corretto (la “religione” laica del capitalismo-comunismo), per cui il razzismo contro i bianchi è giustificato, accettato, permesso e favorito (in quanto “politicamente corretto”), cosicché i dogmi del cosiddetto “anti-razzismo” si rivelano per ciò che sono: strumenti di supporto per politiche volte a disintegrare i popoli, in particolare quelli bianchi.

Se così non fosse, bisognerebbe chiedersi, con riferimento all'Africa del sud, perché l'Italia “anti-razzista” continui a supportare un regime (altro che tifosi allo stadio!) i cui esponenti urlano (non semplici “buu”) ma di sterminare i bianchi; perché l'Italia “anti-razzista” abbia elevato ad “eroe” Nelson Mandela (un ex terrorista comunista), il cui regime ha adottato leggi razziali discriminatorie che penalizzano i bianchi; perché l'Italia “anti-razzista” continui a nascondere agli italiani il Genocidio Bianco in Africa del sud, lo sterminio razzista che sta insanguinando il Sudafrica.

Johannesburg, 15 marzo 2002. Il presidente italiano Azeglio Ciampi abbraccia Nelson Mandela
Johannesburg, 15 marzo 2002. Il presidente italiano Azeglio Ciampi abbraccia Nelson Mandela.

Nelson Mandela mentre canta “Hamba Kahle Mkhonto”, canto storico delllo MK (Umkhonto we Sizwe), il braccio armato dell'African National Congress (ANC), in cui si promette di uccidere i boeri e tutti i bianchi
Nelson Mandela mentre canta “Hamba Kahle Mkhonto”, canto storico delllo MK (Umkhonto we Sizwe), il braccio armato dell'African National Congress (ANC), in cui si promette di uccidere i boeri e tutti i bianchi.

Bloemfontein, 8 gennaio 2012. Il presidente dell'impero sudafricano, Jacob Zuma, mentre canta “Spara/ammazza il boero”
Bloemfontein, 8 gennaio 2012. Il presidente dell'impero sudafricano, Jacob Zuma, mentre canta “Spara/ammazza il boero”.


1. Articolo “Buu a Boateng: c'è pure un assessore. È indagato e ha preso un Daspo”, 7 gennaio 2013, Gazzetta.it http://www.gazzetta.it/Calcio/07-01-2013/buuu-contro-boateng-c-era-pure-assessore--913723609974.shtml

2. Il 27 novembre 2005, a Messina, alcuni ultras interisti (bianchi) vennero accusati di cori “razzisti” contro il giocatore (nero) Zoro Kpolo. Anche in quell'occasione un giocatore nero fece interrompere la partita, poi però regolarmente ripresa, e ciò bastò al Sistema per lanciare la solita campagna religioso-mediatico-repressiva. Quattro ultras interisti ricevettero il Daspo e vennero e denunciati per “incitamento alla discriminazione razziale”. Alla fine, però, tutti i Daspo vennero annullati e i tecnici incaricati dal tribunale, analizzando il labiale dei tifosi (sic), stabilirono che nessun coro razzista era stato mai fatto. I media italiani, però, non diedero alcuna visibilità
a quest'ultima notizia.