Genocidio Boero, 2012 PDF Stampa E-mail
Lunedì 31 Dicembre 2012 07:07

Oggi, secondo il calendario gregoriano, si conclude l'anno 2012; un'altro anno di Genocidio Boero.

Genocidio Boero, 2012

Il Genocidio Boero è quel fenomeno che comprende tutte le attività volte a favorire l'estinzione del volk boero, quindi: tutte le azioni che operano per la sua eliminazione, in senso fisico (operazioni di sterminio); in senso spirituale e biologico (operazioni di contaminazione); in senso identitario (operazioni volte a cancellare o confondere l'identità). Un volk esiste finché esiste la sua gente; finché è consapevole della propria specificità; finché è coerente con il proprio spirito, il proprio sangue, e la propria identità. Questa coerenza segna i confini di ogni volk.

Esempi di attività volte all'eliminazione fisica del volk boero: gli stermini di Dingaan del 1838; i campi di sterminio britannici della Seconda Guerra Anglo-Boera (1899-1902, quando il capitalismo internazionale utilizzò la forza dell’Impero britannico per conquistare le Repubbliche boere) in cui morirono 24.000 bambini boeri (il 50% della popolazione infantile boera di quel tempo) e 3.000 donne boere.
Esempi di attività volte alla contaminazione spirituale e biologica del volk boero: la trasformazione, ad opera del regime imperiale della “nuova” RSA (Republic of South Africa - Repubblica del Sudafrica), del Giorno del Voto (Sabato aggiuntivo per il volk boero) in Giorno della Riconciliazione (festa imperiale per tutti i volk dell'Africa del sud); la creazione di un nazionalismo artificiale “sudafricano”, fondato su un'ideologia (capitalista-comunista) che promuove l'annullamento delle diversità biologiche.
Esempi di attività volte a confondere l'identità: il falso concetto di “volk afrikaner”, che comprende tutti i bianchi madrelingua afrikaans (quindi, ad esempio, sia i boeri – che sono un volk - sia gli olandesi del Capo, che non lo sono mai stati), diffuso ad arte dopo che il capitalismo internazionale, nel 1902, mediante la forza militare britannica, ebbe sconfitto e inglobato le libere Repubbliche boere; il falso concetto di “nazione bianca sudafricana”, alla base dell'Unione del Sudafrica (l'impero sorto nel 1910 e comprendente le Repubbliche boere conquistate).

Nel corso del 2012 tanti boeri sono stati uccisi all'interno del fenomeno razzista contemporaneo conosciuto come “Genocidio Bianco in Africa del Sud”. Il clima di terrore in cui vivono i bianchi, e le discriminazioni legislative che li penalizzano nel mondo del lavoro (altri aspetti del “Genocidio Bianco in Africa del Sud”), hanno spinto molto bianchi ad emigrare e ne hanno impoverito centinaia di migliaia. Questo fenomeno razzista, che uccide, allontana e impoverisce i bianchi, affligge il volk boero, in quanto unico volk bianco africano, per cui è anche Genocidio Boero.

Il regime imperiale della “nuova” RSA continua a tenere prigioniero il volk boero, perseguitandolo. Tutto questo mentre opera per contaminarlo, alterarlo, e per confonderne l'identità. Addirittura: il termine “boero” (in afrikaans: “Boer”), generalmente bandito dal regime imperiale (o confuso con il termine “agricoltore” [in afrikaans: “boer”]) viene rispolverato solo a scopo denigratorio, magari scrivendolo in inglese con l'iniziale minuscola (sic) [1] come se non si trattasse del nome di un popolo (che in inglese, come in afrikaans, richiede l'iniziale maiuscola).
Nelle carceri sudafricane sono sempre rinchiusi vari prigionieri politici boeri, e talvolta altri se ne aggiungono, mentre gli ex terroristi comunisti amministrano il potere politico su tutta la regione.

Le organizzazioni afrikaner bianche (non boere) continuano il loro attacco all'identità boera, promuovendo il concetto di “volk afrikaner” o “volk afrikaner boero”; la loro opera lavora in sinergia con quella del regime imperiale.
Tra i movimenti più attivi possiamo ricordare il Vryheidsfront Plus (VF+), il partito afrikaner bianco (non boero) dell'Impero della RSA, il cui leader è il vice-ministro imperiale dott. Pieter Mulder. Il Vryheidsfront Plus (VF+) nel 1994 (come Vryheidsfront, VF) contribuì alla nascita del “nuovo” impero della RSA, deviando i boeri dalla causa indipendentista; mentre nel 2008 riuscì a far ammettere gli “afrikaner” (con riferimento a tutti i bianchi di lingua afrikaans) all'UNPO (Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati), nonostante non siano un volk, invece dei boeri, che invece lo sono.
Un'altra organizzazione afrikaner bianca (non boera) particolarmente attiva nel 2012 è stato la Volksraad Verkiesing Kommissie (VVK), la Commissione elettorale afrikaner bianca, che in più di un'occasione si è presentata ad organismi internazionali, in Africa del sud e in Europa, dicendo di rappresentare un supposta “nazione afrikaner boera”, concetto che nega la specificità del volk boero rispetto agli altri bianchi madrelingua afrikaans. In particolare, ricordiamo: la partecipazione di Henk van de Graaf (membro del “volksraad” della VVK e suo Segretario) ad una conferenza organizzata dal parlamento europeo il I febbraio; il documento “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking” (“La nazione afrikaner boera rivendica il diritto all'autodeterminazione”), presentato il 30 novembre ad alcune ambasciate e all’ufficio dell’ONU a Pretoria, in Sudafrica; e l'iniziativa del 1 dicembre a Den Haag, alla Corte Internazionale di Giustizia, con la partecipazione del solito Henk Van de Graaf.

Tra i movimenti afrikaner bianchi (non boeri) non vi sono particolari divergenze politiche, eppure ne nascono continuamente di nuovi, come se il reale obbiettivo fosse quello di dividere il volk boero, secondo la logica del “divide et impera”, fino a polverizzarlo. Tra gli ultimi nati possiamo ricordare: lo Onafhanklike Afrikaner-selfbeskikkingsekspedisie (OASE – Missione Indipendente per l'Autodeterminazione Afrikaner), il Boere Beskermings Forum (BBF) e il Federale Vryheidsparty (FVP).

Tutte le loro attività sono classificate da Volkstaat.org come atti di Genocidio Boero.

Negare la libertà e l’indipendenza alla nazione boera (volk boero) è Genocidio Boero. Parlare di nazione “afrikaner boera” è Genocidio Boero. Adoperare le bandiere boere per sostenere una “nazione” afrikaner; o afrikaner bianca; o “afrikaner boera”; è Genocidio Boero. Confondere gli afrikaner; o gli afrikaner bianchi; o altri popoli dell’Africa del sud; con i boeri, è Genocidio Boero. Riferirsi alla storia boera chiamandola “afrikaner”, è Genocidio Boero. Sostenere che esiste una cosiddetta “Nazione del Voto”, di cui i boeri sarebbero parte insieme ad altri bianchi dell’Africa del sud, è Genocidio Boero. Considerare unitariamente la storia dei bianchi dell’Africa del sud è Genocidio Boero. Considerare unitariamente la storia degli olandesi del Capo e dei boeri (come ha fatto l’UNPO - Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati - su richiesta del VF+), chiamandoli tutti “afrikaner”, è Genocidio Boero. Sostenere un qualsiasi impero (olandese o inglese, africano o europeo, bianco o nero), che nega l’indipendenza alla nazione boera, è Genocidio Boero. Partecipare alla vita politica (elezioni, istituzioni) di un qualsiasi impero che nega l’indipendenza alla nazione boera (come fa, ad esempio, il VF+), è Genocidio Boero. Sventolare bandiere boere, per poi emigrare in territori stranieri alla nazione boera, fondando nuove comunità, che collaborano con l’Impero che ha sottomesso la nazione boera (come ha fatto Orania) è Genocidio Boero. Indire elezioni “afrikaner boere” (come ha fatto la VVK), negando la specificità della nazione boera, è Genocidio Boero.

 

1. Articolo “Mangaung: Terrorist threat or flight of fancy?”, 21 dicembre 2012, Mail & Guardian, http://mg.co.za/article/2012-12-21-00-mangaung-terrorist-threat-or-flight-of-fancy