VVK, la tua libertà si chiama Genocidio Boero. Nov 2012 PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Novembre 2012 21:33

Abel Malan e Andries Breytenbach. VVK, 30 novembre 2012Oggi, 30 novembre 2012, la Volksraad Verkiesing Kommissie (VVK), la Commissione elettorale afrikaner bianca, ha presentato un documento ad alcune ambasciate straniere e all’ufficio dell’ONU a Pretoria, in Sudafrica. La VVK ha chiesto che il proprio “popolo” possa tornare ad essere libero, nelle terre dei propri padri. Non si capisce però di che popolo, di che padri, di che terre, e di che libertà, la VVK parli.
La VVK dice di voler liberare gli “afrikaner boeri”, un volk che non esiste. Confondere l’identità di un volk non serve però a liberarlo, ma a distruggerlo. Anche questo è Genocidio Boero.

La VVK ha prodotto un documento “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking” (“La nazione afrikaner boera rivendica il diritto all'autodeterminazione”), in cui si nega la specificità del volk boero rispetto agli altri bianchi madrelingua afrikaans (1)(2), il che è un falso storico. Le battaglie dei trekboer; la migrazione voortrekker; il Voto del Blood River; le Repubbliche boere; le Guerre di Liberazione; i morti nei campi di concentramento britannici; sono retaggio e patrimonio esclusivo di un solo volk: quello boero; l’unico volk bianco africano.
La VVK sostiene che la “vecchia” Repubblica del Sudafrica sarebbe stata una continuazione delle Repubbliche boere (3), il che è un altro falso storico. La “vecchia” Repubblica del Sudafrica non fu figlia delle Repubbliche boere ma dell'Unione del Sudafrica, dominion britannico forgiato dal capitalismo internazionale mettendo fine alle Repubbliche boere.
La “vecchia” Repubblica del Sudafrica non fu figlia delle Repubbliche boere; ma è stata la madre della “nuova” Repubblica del Sudafrica.

Le false tesi della VVK sono quelle classiche del cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco”, il nazionalismo artificiale partorito dal capitalismo internazionale dopo la conquista delle Repubbliche boere, in funzione anti-boera.

I documenti presentati dalla Commissione elettorale afrikaner bianca (VVK) sono in completa antitesi con quelli presentati nel 1995 all'ONU dalla Boere Republikeinse Verkiesingskommissie (BVK), la Commissione Elettorale Repubblicana Boera.

La VVK è fuori dai confini della nazione boera, lo dimostrano le tesi che sostiene. Chi vuole la distruzione del volk boero non è un boero.

Sicuramente la stragrande maggioranza delle persone che supportano la VVK sono assolutamente in buona fede.
C'è chi sostiene che bisogna stare tutti insieme, per essere più forti. E' vero, ma l'unità dei boeri è con i boeri, non con gli afrikaner bianchi, o con gli inglesi, o con gli xhosa.
C'è chi partecipa a queste iniziative convinto che sia meglio fare “qualcosa” che non fare nulla. Ma andare nella direzione sbagliata non è utile, è solo dannoso, perché non avvicina ma allontana dalla meta.

Se qualcuno vuol fare qualcosa per la libertà dei boeri, si adoperi innanzitutto per i prigionieri boeri (prigionieri politici e combattenti per la libertà) rinchiusi nelle carceri del regime del “nuovo” Impero della RSA. Chi vuole veramente liberare i boeri dovrebbe pensare innanzitutto a chi è recluso in carcere. Cosa che la VVK di certo non fa.

La VVK si traveste sventolando bandiere boere. Ma la sua vera natura risulta da ciò che sostiene e dichiara. E non è una natura boera.

La VVK ha mandato i propri sostenitori presso le ambasciate dei Paesi Bassi, della Germania e della Francia (oltre a quella degli Stati Uniti), indirizzandoli in base alle “origini” dei propri antenati. Anche questo piccolo fatto dimostra come lo spirito della VVK non sia africano, e quindi non sia boero.
L’origine dei boeri (al contrario degli afrikaner bianchi / Olandesi del Capo) non è europea, ma africana, perché il volk boero non è nato in Europa ma sulle frontiere del Capo, in Africa del sud. Per questo il volk boero è l’unico volk bianco indigeno dell’Africa del sud. Le sue terre sono quelle delle Repubbliche boere. La sua libertà è l’indipendenza delle sue Repubbliche.

Il documento “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking” è stato classificato da Volkstaat.org come atto di Genocidio Boero.


1. Punto n. 1, “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking”.
2. Punto n. 24, “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking”.
3. Punto n. 3, “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking”.

Genocidio Boero: “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking”