La polizia imperiale della “nuova” RSA massacra i minatori – 16 agosto 2012 PDF Stampa E-mail
Venerdì 17 Agosto 2012 15:13

Il 6 agosto 2012 a Rustenburg, 118 km ad ovest di Pretoria, la polizia imperiale della “nuova” Repubblica del Sudafrica (RSA) ha aperto il fuoco contro i minatori in sciopero. Video dell’accaduto mostrano violente scariche di proiettili, ed un certo numero di uomini colpiti, feriti e ammazzati. La BBC news parla di 34 morti.
Eccolo qui il cosiddetto “nuovo” Sudafrica, l’impero che il capitalismo internazionale, dagli inizi degli anni ’90, fa amministrare alle forze comuniste nere dell’Africa del sud.
Il regime capitalista-comunista è al lavoro e la polizia imperiale spara e uccide. Così come uccise a Sharpeville, nel 1960. Allora si parlò di odio razziale per alimentare il comunismo, quindi: la finta alternativa che il capitalismo propone per consolidare ed espandere sé stesso. Oggi, nel cosiddetto “paese arcobaleno” di “Papà Madiba” (soprannome dell’ex terrorista comunista Nelson Mandela) è un po’ più difficile; l’unico razzismo consentito è quello “politicamente corretto”, quindi: contro i bianchi.
La repressione delle forze imperiali non è iniziata oggi, o nel 1994, o nel 1948, ma quando quest’impero venne creato: nel 1902, quando il capitalismo internazionale, mediante la forza militare britannica, mise fine alle libere Repubbliche Boere, per derubarle delle ricchezze minerali che erano state scoperte nel loro sottosuolo. Furono i boeri le prime vittime.
La repressione imperiale versò sangue boero nei suoi campi di sterminio; durante la Ribellione boera del 1914; alla Rivolta del Rand del 1922, quando aprì il fuoco contro i minatori bianchi. Le forze dell’impero perseguitarono e incarcerarono i boeri dell’Ossewabrandwag (OB), negli anni ’40, così come i poliziotti della (“vecchia”) RSA perseguitarono i boeri dell’Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB) durante gli anni ’90 (alcuni dei quali vennero addirittura brutalmente torturati in carcere, come nel caso di Phil Kloppers, ridotto in carrozzina).
Oggi, questa repressione imperiale, continua nella cosiddetta “nuova” RSA, che incarcera, condanna e tortura i nazionalisti boeri.

La repressione imperiale non è razzista, perché colpisce senza distinzione tutti i volk dell’Africa del sud. L’Impero ha mantenuto la sua unità sconvolgendo demograficamente tutta l’area, importando manodopera a basso costo, e promuovendo falsi nazionalismi e ideologie che servissero a tale scopo: varie forme di nazionalismo bianco, di nazionalismo nero, e il comunismo.
L’Africa del sud va strappata al capitalismo-comunismo, e restituita ai volk che storicamente l’abitano. Uno di questi volk è bianco, ed è africano: il volk boero.