Wiehan Botes (5 mesi) strangolato. Giugno 2012 – Genocidio Bianco in Africa del sud PDF Stampa E-mail
Martedì 29 Maggio 2012 14:07

Wiehan Botes, 5 mesi, strangolato - Genocidio Bianco in Africa del sud

Il Genocidio Bianco in Africa del sud non è semplice criminalità, come vorrebbe fare credere il governo del “nuovo” impero della Repubblica del Sudafrica (RSA). Che sia l'odio il motore di questo sterminio, risulta evidente anche osservando l'età della vittime. Tra le ultime: Wiehan Botes, di 5 mesi, strangolato.
Insieme a lui è stata uccisa anche l'anziana donna che lo accudiva, Margrietha de Goede (60 anni). I corpi senza vita sono stati rinvenuti mercoledì 23 giugno.
I due omicidi sono avvenuti a Dalmas, nel Transvaal (il “nuovo” Impero della RSA lha cambiato nome a questa area prima in “Transvaal Orientale”, poi in “Mpumalanga”. Un altro tipo di genocidio…).

Nel tentativo di nascondere il Genocidio Bianco, quando la vittima è bianca e il carnefice nero, l’appartenenza (nazionale e) razziale delle persone coinvolte è tenuta generalmente nascosta. Con la scusa di non promuovere il “razzismo” (almeno quello non politicamente corretto), è diventata prassi comune nascondere la verità, anche un Genocidio razzista. Per questo il Genocidio Bianco viene nascosto anche in occidente; e anche per questo l’occidente ne è complice.

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