Sudafrica 1922: capitalismo, immigrazione, comunismo. La Rivolta del Rand PDF Stampa E-mail
Martedì 13 Luglio 2010 12:17

Il testo che segue è stato tratto dal capitolo 56 di “March of the Titans” di Arthur Kemp, e tradotto in italiano.

I comunisti razzisti e la rivolta bianca del 1922

L’intero paese era quindi diviso in: gli anglofoni, gli olandesi del Capo, i boeri e i neri, e nessuno dei gruppi bianchi disposto ad integrarsi con i neri. Così era - per forza di cose - anche all’interno del South African Communist Party (SACP, in italiano: Partito Comunista Sudafricano), attivato principalmente da giudei residenti a Città del Capo, ed inizialmente aperto solo agli operai bianchi.

Nel 1921, i padroni delle miniere d’oro sudafricane decisero di rimpiazzare la manodopera bianca con quella nera e cinese per ridurre le proprie spese. Questa operazione generò una grande insurrezione, chiamata Rand Revolt (in italiano: la Rivolta del Rand. Con riferimento alla regione del Witwatersrand) inizialmente diretta dal Partito Comunista con lo slogan ufficiale “Operai bianchi uniti per un Sudafrica bianco” – l’utilizzo di tale motto insieme alla bandiera con falce e martello è stato per molto tempo causa d’imbarazzo per il Partito Comunista, che poco dopo iniziò ad attaccare le strutture del potere bianco e iniziò ad affiliare i neri. (Esiste una fotografia di questo famoso slogan ben visibile su uno striscione durante la più grande manifestazione comunista della Rivolta del Rand).

 

1922 in Sudafrica. La Rivolta del Rand1922 in Sudafrica. Striscione comunista e razzista

Sopra: comunisti razzisti al grande sciopero del 1922, sotto lo striscione  (visibile tra la folla in basso a sinistra, e a fianco in primo piano), “Operai uniti per un Sudafrica bianco.” Lo scioperò fu organizzato contro il piano capitalista dei padroni delle miniere per abbassare il costo del lavoro impiegando manodopera non-bianca nelle miniere d’oro, che generò un’insurrezione su larga scala. Dopo poco l’Internazionale Comunista ordinò al Partito Comunista Sudafricano di abbandonare tale linea razzista e di attivarsi a favore della causa dei neri, e così il partito fece. Inutile dire che gli inizi apertamente razzisti del SACP sono pressoché ignorati da tale partito al dì d’oggi.

La rivolta fu soffocata con 200 morti, provocati dalla nascente Aviazione Militare Sudafrica (la seconda più antica del mondo, dopo quella britannica) che bombardò le roccaforti dei ribelli a Johannesburg.