L'invasione del World Trade Centre (1993) PDF Stampa E-mail
Lunedì 16 Aprile 2012 07:07

 

Il World Trade Centre, proprio accanto all'aeroporto internazionale Jan Smuts (oggi [2012] Oliver Reginald Tambo) nella città di Kempton Park nell'East Rand, era situato a circa 30 chilometri da Johannesburg. Lì, nel dicembre del 1991 e nel maggio del 1992, si erano tenute le riunioni del KODESA (Konvensie vir ‘n Demokratiese Suid-Afrika, in italiano: Congresso per un Sudafrica Democratico), il cui scopo era quello di far compiere un'ulteriore evoluzione all'impero della Repubblica del Sudafrica (RSA) sulla via del capitalismo-comunismo. Invece di restituire la libertà a tutti i popoli dell'Africa del sud (e anche a quello boero, che l'aveva persa nel 1902), si volevano ampliare i confini di tale Impero; invece di cancellare i falsi nazionalismi (come quello “bianco” e quello “afrikaner bianco”, creati dal capitalismo internazionale per dare un'identità all'Impero della RSA), si volevano cancellare le vere identità di tutti i volk della regione. Il capitalismo internazionale che aveva conquistato l'Africa del sud, si sentiva pronto per attuare la fase successiva del suo diabolico piano, volto ad un imperialismo più spinto. L'amministrazione politica del “nuovo” Impero della RSA sarebbe stata affidata alla forza politica maggioritaria nell'Impero: una forza comunista, che il capitalismo internazionale aveva contribuito a creare, aiutare, finanziare e propagandare.
Dal primo aprile 1993, Nasionale Party (NP) e African National Congress (ANC) avevano avviato al World Trade Centre il cosiddetto “Processo di negoziazione multipartitico”. Vi partecipavano 26 organizzazioni. Le riunioni erano tra le tre e le quattro a settimana. L'obbiettivo dietro la creazione di questo Forum era quello di far sembrare come condivise delle scelte che erano già state prese, e che avrebbero privato della libertà diverse nazioni.

Il testo che segue è stato tratto, prevalentemente, dal capitolo 20 del libro “Victory or violence: The Story of the AWB of South Africa”, di Arthur Kemp. Aggiunte e trasformazioni sono a cura di Volkstaat.org.

Processo di negoziazione multipartitico. World Trade Centre, Kempton Park, 1993

Ormai i nomi "Kempton Park" e "World Trade Centre" erano diventati sinonimi di negoziati. Negoziati con i terroristi comunisti, ormai liberati e pronti a prendere il controllo politico dell'intera Africa del sud. Tutte le nazioni dell'Africa australe stavano per essere consegnate a noti terroristi, che avevano ammazzato con l'obbiettivo di instaurare un regime comunista.

All'inizio del giugno 1993 il Consiglio di Negoziazione fissò la data delle elezioni imperiali al 27 aprile 1994. Pochi giorni dopo la richiesta degli zulu dell'Inkatha Freedom Party (IFP) per una costituzione federale venne respinta, e così anche quella che chiedeva una homeland per i boeri.

La coalizione dell'Afrikaner Volksfront (AVF – una coalizione eterogenea che comprendeva “nazionalisti” afrikaner bianchi; nazionalisti boeri; e molti ex generali delle forze armate dell'Impero della RSA) annunciò che un comizio pubblico di protesta si sarebbe tenuto fuori dal grande edificio il 25 giugno 1993 e che i leader dell'AVF, compreso Terre'Blanche, avrebbero consegnato una petizione al consesso principale dei negoziati, affinché prendessero atto delle richieste dell'AVF.
L'Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB), che era la componente maggioritaria della coalizione dell'AVF e che a quel tempo chiedeva la restaurazione delle Repubbliche Boere (su circa il 14% del territorio dell'Africa del sud), arrivò comunque in forze, e delle circa seimila persone che parteciparono alla manifestazione, almeno tre quarti erano dell'AWB. L'AWB arrivò anche con un un veicolo blindato commerciale (utilizzato solitamente per trasporto di contante e valori da parte di compagnie di sicurezza private) detto Viper. La polizia imperiale aveva già visto questo veicolo in precedenza, ad altre manifestazioni dell'AWB, e per tale motivo non si preoccupò della sua presenza.

25 giugno 1993. Il Viper dell'AWB entra nell'area del World Trade Centre

I controlli della sicurezza ai cancelli del World Trade Centre erano abbastanza buoni, con la polizia che lasciava passare soltanto i delegati ufficiali. Tuttavia, poco prima delle 9 del mattino, un'auto guidata da un manifestante passò il cancello seguendo l'auto di un delegato ufficiale, fermandosi in un punto critico che impediva alla polizia di richiudere il cancello. Questa era l'occasione che la folla stava aspettando, e immediatamente si precipitò sul terreno del centro, dirigendosi verso il palazzo che ospitava la camera dove si svolgevano i negoziati, che in quel momento della giornata era già utilizzata dai delegati ufficiali.
Il generale Constand Viljoen (l'ex capo dell'Esercito dell'Impero della RSA), che guidava il “direttorato” dell'AVF, cercò invano di fermare la folla dal marciare sul palazzo, ma fu stoicamente ignorato. Il veicolo corazzato Viper entrò allora nell'area del centro attraverso i suoi cancelli ormai sguarniti, e procedette davanti alla folla e fino alla facciata a vetri del palazzo, dove una sottile linea di poliziotti in uniforme stata cercando di trattenere la folla. Terre'Blanche stesso, con indosso l'uniforme mimetica dell'AWB Wenkommando, arrivò sopra il tetto del Viper, circondato da uomini della Ystergarde. Al suo fianco era anche il gen. Nico Prinsloo, segretario generale dell'AWB.

25 giugno 1993. Terre'Blanche davanti al World Trade Centre. Attorno a lui uomini della Ystergarde

25 giugno 1993. Dimostranti davanti alla vetrata del World Trade Centre

25 giugno 1993. Il gen. Constand Viljoen invita gli uomini dell'AWB a fermarsiDopo pochissimo, la polizia, in pesante inferiorità numerica e con meno potenza di fuoco, si ritirò all'interno del palazzo. Mentre Constand Viljoen con un megafono cercava di dissuadere la folla da ulteriori azioni, il Viper sì avvicinò rapidamente alla porta a vetri.

Il mezzo corazzato era guidato dal gen. dell'AWB Wenkommando Alec Cruywagen, e insieme a lui vi era il com.te gen. Dirk Ackerman. Dirk Ackerman era il capo di stato maggiore dell'AWB, aveva sostituito Servaas de Wet all'inizio dell'anno.
Il Viper dopo pochi istanti sfondò e trapassò la porta a vetri, aprendo un largo buco attraverso il quale fecero irruzione centinaia di membri dell'AWB in uniforme, urlando “AWB! AWB!”.
Il primo ad entrare nel centro fu un ragazzo con la divisa della Ystergarde, Cruy Cruywagen, figlio del gen. Alec Cruywagen.

25 giugno 1993. L'AWB entra nel World Trade Centre

La maggior parte degli uomini dell'AWB nell'edificio, alla fine trovarono da soli la strada per la camera dei negoziati, che era stata frettolosamente abbandonata dai delegati. La polizia decise di non agire e mandò le proprie squadre addette alle riprese a filmare più persone possibile tra la folla, per cercare di catturarli in una fase successiva.
Dentro il palazzo e la camera dei negoziati gli uomini e le donne dell'AWB iniziarono a rovistare tra gli archivi, nelle valigette, e addirittura si servirono delle bevande analcoliche trovate in un frigorifero, mentre i delegati ufficiali intimoriti si erano richiusi in camere secondarie, nella speranza che la folla non li trovasse. Alcuni manifestanti erano in possesso di bombolette di vernice spray, che utilizzarono per scrivere slogan sulle pareti dell'edificio. Un giornalista del Sunday accusò la gente dell'AWB di aver urinato sui pavimenti della camera dei negoziati, un'accusa assolutamente falsa.

Per alcuni momenti il Viper fu lasciato parcheggiato nell'ingresso, dopodiché fu scortato fuori dall'area da una falange di uomini della Ystergarde, molti dei quali indossavano passamontagna.
La polizia comunque riuscì successivamente ad individuare il Viper e a sequestrarlo come prova da usare per sostenere l'accusa di violenza pubblica ed effrazione, che fu successivamente istituita contro i membri dell'AWB che la polizia era riuscita ad identificare.

Mentre tutto questo succedeva, Terre'Blanche, il generale Constand Viljoen, il generale Tienie Groenewald e il capo del Konserwatiewe Party (KP) Ferdi Hartzenberg avevano proceduto a consegnare il loro memorandum – era quello il motivo che inizialmente aveva generato la manifestazione – ai rappresentanti del governo imperiale. Comunque il memorandum fu completamente ignorato dai media capitalisti-comunisti controllati.

25 giugno 1993. Eugene Terre'Blanche nella camera di negoziazione del World Trade Centre. Dietro di lui il gen. dell'AWB-Wenkommando Nico Prinsloo, segretario generale dell'AWB

Dopo alcune ore, Terre'Blanche si presentò nella camera ed ordinò ai suoi uomini di abbandonare il posto perché avevano raggiunto l'obbiettivo e la petizione era stata consegnata.

Gli uomini dell'AWB, compreso Terre'Blanche, si unirono in preghiera nella camera di negoziazione principale. Insieme a loro erano presenti anche il gen. Constand Viljoen e il gen. P.H. (“Tienie”) Groenewald (ex capo dei Servizi Segreti Militari dell'Impero della RSA) del “direttorio” dell'AVF. Chiesero al Padre Celeste protezione, per non finire sotto il dominio di atei, comunisti e terroristi.

25 giugno 1993. Gli invasori del World Trade Centre pregano nella camera di negoziazione. Sulla sinistra il gen. dell'AWB-Wenkommando Alec Cruywagen

Gli uomini dell'AWB lasciarono allora il palazzo, formarono colonne sull'area verde e in tutta tranquillità abbandonarono l'area, con la fanfara dell'AWB che suonava, lasciandosi alle spalle un edificio gravemente danneggiato e molti delegati e funzionari spaventati.
Non un colpo fu sparato, e nessuno rimase ferito. Solo l'indiano Amichand Rajbansi (lo stesso che a metà degli anni '80 era stato accusato di aver minacciato di morte Terre'Blanche nel famoso caso della “lettera di Rajbansi”) fu colpito in faccia con un ceffone da un uomo dell'AWB incappucciato, quando vagava all'interno della camera di negoziazione al culmine dell'occupazione dell'AWB.

25 giugno 1993. Il gen. Constand Viljoen e il capo del Konserwatiewe Party (KP) Ferdi HartzenbergEra chiaro, osservando i volti di Viljoen, Groenewald e Hartzenberg (tutte figure di spicco dell'AVF), che erano scioccati dall'azione di quel giorno dell'AWB. Per altro Viljoen aveva fatto di tutto per impedirla. Perché?
Dei militari di carriera non potevano certo essersi spaventati per un azione simile, dove neppure un colpo era stato sparato. Così com'era illogico che ne fossero irritati, visto che si era conclusa con un grande successo (l'occupazione del World Trade Centre senza sparare un colpo!), che ebbe eco in tutto il mondo.
L'AVF (almeno in teoria) era nato per mettere insieme movimenti politici e settori dell'esercito dell'impero della Repubblica del Sudafrica (RSA), al fine di ottenere, pacificamente o con le armi, uno Stato indipendente. Per cui (almeno in teoria) ci si stava preparando a ben altro: la Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza Boera (nel Transvaal occidentale).

Allora perché?
L'unica spiegazione sensata, poi confermata dalla storia, è che quel giorno Viljoen, Groenewald e Hartzenberg fossero scioccati e nervosi per non essere riusciti a svolgere il compito che gli era stato affidato: controllare l'indipendentismo boero (che a quel tempo era soprattutto l'AWB), al fine di farlo fallire. Ovvero: la missione storica dei “nazionalisti” afrikaner bianchi.
L'AVF era stato fondato proprio per quello.
Quel giorno però l'AWB dimostrò che sarebbe andato avanti anche da solo. E' questo scioccò, innervosì e spaventò i capi del “nazionalismo” afrikaner bianco, che già prendevano ordini dai loro nuovi padroni, i nuovi direttori dell'Impero.

L'AVF cercò di isolare politicamente l'AWB. Dopo il successo dell'invasione del World Trade Centre venne chiesto all'AWB di lasciare spontaneamente la coalizione dell'AVF. Tuttavia, i vertici dell'AVF compresero ben presto che l'azione dell'AWB aveva avuto un enorme consenso popolare tra i boeri, per cui la domanda venne lasciata decadere. Ovvero: l'AWB era troppo forte, aveva troppo consenso, ed era composta da uomini troppo determinati, per poterla lasciare operare in autonomia.
L'AWB rimase all'interno dell'AVF nella convinzione, poi rivelatasi assolutamente errata, che le altre componenti della coalizione stessero comunque lavorando per la liberazione dei boeri. Non era così.


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