La storia dei boeri su Republican Trekker Volk PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Febbraio 2012 07:00

Voortrekkers

18 dicembre 2011
Dal responsabile di “Volkstaat.org” all'editore del sito “Republican Trekker Volk”.

[…]
Qualche tempo fa credevo che tu e Theuns Cloete foste la stessa persona. [...] Mi piacerebbe pubblicare un tua [...] presentazione. […]

20 dicembre 2011
Dall'editore del sito “Republican Trekker Volk” al responsabile di “Volkstaat.org”.


Ciao Maccio

Ecco perché ho iniziato a pubblicare e inviare risposte su questo argomento. Per cercare di informare la gente sulla storia della nazione boera e sulla sua lunga lotta per l'autodeterminazione. Ci sono così tante convinzioni errate sui boeri perché molte persone non dedicano tempo ad una ricerca approfondita e non esaminano a fondo il tema. Anche amici come Frank e John di The Right Perspective [tra i pochi che attualmente intervistano e parlano con i boeri] hanno spesso idee sbagliate riguardo i boeri – vale a dire: partono dall'errata convinzione che i boeri sono afrikaner o che “i boeri hanno governato il Sudafrica” quando in realtà non l'hanno mai fatto [ne avrebbero potuto farlo in quanto in inferiorità numerica] come se fossero una parte della più grande popolazione di lingua afrikaans e parte della popolazione bianca generale.

Questo è un punto critico per molte persone che non hanno analizzato a fondo l'argomento, così che molte persone ritengono erroneamente che tutti i madrelingua afrikaans siano di origine boera. Un autore come David Harrison è caduto nello stesso errore nel suo libro: The White Tribe of Africa. Anche se ha comunque ammesso, un po' superficialmente, che gli abitanti della regione del Capo occidentale erano diversi da quelli delle frontiere. La verità sta dinnanzi a noi ma le persone sono troppo influenzate o contaminate dalla versione della storia diffusa dal Broederbond [Afrikaner Broederbond, la “Fratellanza Afrikaner”, una sorta di massoneria afrikaner bianca, fondata dagli olandesi del Capo. Ndr] – a cui Harrison si è specificatamente attenuto, intervistando un gran numero di membri del Broederbond e prendendo le loro versioni come verità assoluta. Ha erroneamente chiamato “boeri” gli abitanti della regione del Capo occidentale, ma tale termine non fu MAI applicato a loro, come lo stesso storico Hermann Giliomee [che era un membro del Broederbond e che negava la diversità dei boeri] ha AMMESSO nei documenti da lui pubblicati: il termine “boero” fu applicato solo alla gente delle frontiere del Capo, perché la gente che occupava le frontiere erano trekboer, e da loro deriva il termine boero.

La ragione per cui così tante persone hanno dimenticato la popolazione degli olandesi del Capo deriva dal fatto che quando gli afrikaner salirono al potere nel XX secolo – essi derubarono, troncarono e riformularono la storia dei boeri [spesso ignorando molte parti della storia degli olandesi del Capo, come espediente politico affinché non si sapesse di come storicamente fossero stati pro-coloniasti e pro-britannici, mentre gli afrikaner si stavano spacciando per repubblicani e oppositori dell'imperialismo britannico] al fine di insediarsi al potere del macro Stato. Autori come Sheila Patterson erano a conoscenza delle omissioni sugli olandesi del Capo all'interno della emergente narrativa afrikaner [ad eccezione del movimento linguista del 1875 di Paarl, che curiosamente aveva tra i suoi fondatori DUE nederlandesi dei Paesi Bassi] ma anche lei presunse che gli afrikaner erano un'evoluzione dei boeri quando in realtà erano un progetto dominato dagli olandesi del Capo [in particolare erano un progetto del Broederbond] che servì solo a rubare un pezzo di storia boera al fine di conquistare il nuovo macro Stato del Sudafrica e prevenire la secessione [o restaurazione] dei boeri, così come poi avvenne nel 1914 con la Ribellione di Maritz che era finalizzata a ripristinare le Repubbliche boere così com'erano prima della Guerra Anglo-Boera.

Poi ci sono autori come Oliver Ransford che pubblicarono libri dettagliati sui boeri e sulla loro storia ma li chiamarono “afrikaner”, come se si piegassero al progetto del Broederbond fino a trasformare retroattivamente i boeri in afrikaner. [Questo libro sul Grande Trek fu pubblicato nel 1973.] Questa fu senza dubbio una loro astuta mossa politica per condizionare i boeri fino al punto di portarli erroneamente a credere di far tutti parte di un più grande e inesistente gruppo di madrelingua afrikaans. Anche alcuni discendenti boeri hanno avuto, vergognosamente, un ruolo in questa operazione di espropriazione, come Henning Klopper che fu grandemente influenzato [quando era un giovane operaio ferroviario] dai discorsi di JBM Hertzog che lo convinsero d'essere un afrikaner. Hertzog descriveva spesso gli afrikaner SIA come madrelingua afrikaans SIA COME madrelingua inglesi, così i boeri che pensano di essere veramente afrikaner devono aver presente la storia del termine “afrikaner” e di com'era applicato. Fu solo tra il 1930 e gli anni '50 che il termine “afrikaner” fu espropriato per andare a descrivere tutti i bianchi madrelingua afrikaans. Ricorda: la prima volta che il termine “afrikaner” fu usato, fu per descrivere gli schiavi asiatici e i khoisan e solo DOPO fu utilizzato per chiunque nato in Africa [in senso strettamente geografico, vale a dire: non si faceva riferimento ad uno Stato afrikaner multietnico]. C'era un gruppo khoisan che chiamava orgogliosamente sé stesso “afrikaner” all'inizio del IXX secolo, MOLTO prima che gli olandesi del Capo iniziassero ironicamente ad usurpare tale termine alla fine del IXX secolo. Dico ironicamente perché loro non si sono visti quasi mai come africani [afrikaner] al contrario dei boeri che si considerarono africani fin da quando emersero dalle frontiere del Capo. I boeri tagliarono tutti i loro legami con l'Europa [come fatto notare da Oliver Ransford e da molti altri autori] mentre gli olandesi del Capo rimasero sempre legati all'Europa. Il termine “afrikaner” fu un abile stratagemma che usarono per appropriarsi dei veri bianchi africani: la nazione boera.

Anche altre persone hanno pensato fossi io Theuns Cloete, perché ho fatto i video della sua grande intervista a The Right Perspective e perché da tempo sviluppo i suoi stessi argomenti. Quando l'ho sentito alla radio conoscevo molte delle cose che stava dicendo e ho avuto l'idea di trasformare l'intervista in video al fine di mostrare le varie bandiere di cui parlava, per mostrare alcune mappe, approfondire alcuni aspetti e per correggere le affermazioni di Frank. Ho in programma di sviluppare altre cose appena il tempo me lo permetterà. La gente dovrebbe ascoltare le varie interviste che ha rilasciato, perché lui conosce veramente la storia dei boeri. Ha anche effettuato molto ricerche, relativamente ad essa.

Ron.