Lettera della nazione boera all'UNPO - Lets Pretorius, 23 aprile 2011 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Dicembre 2011 11:03

 

Lettera della nazione boera all'UNPO

Dott. Lets PretoriusLa lettera qui sotto è stata spedita dal BVR [Boerevolk Verteenwoordigende Raad - Consiglio dei Rappresentanti della nazione Boera. Ndr] all'UNPO [Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati. Ndr] il 23 aprile 2011.

Egregi signori,
Afrikaner e altri popoli in Sudafrica

Le informazioni sul vostro sito relativamente ai bianchi in Sudafrica non sono corrette.
Sul vostro sito è scritto:

Popolazione:
“Gli afrikaner sono quasi tre milioni su circa 49 milioni d'abitanti della Repubblica del Sudafrica, più un altro mezzo milione emigrati all'estero.”

Questa informazione non è corretta. I bianchi in Sudafrica sono quasi 3 milioni su circa 49 milioni di abitanti in Sudafrica.
Di questi quasi 3 milioni di bianchi in Sudafrica, più o meno il 60%-65% sono afrikaner e di altre comunità bianche quali olandesi, britannici, tedeschi, portoghesi, giudei e greci. Gli altri 35%-40% di bianchi in Sudafrica sono della nazione boera, con la propria identità, storia e cultura.

Lingua:
La nazione boera parla l'afrikaans. L'afrikaans è una lingua germanica occidentale, parlata in Sudafrica e Namibia. E' una lingua figlia di olandesi, originata dai suoi dialetti del 17esimo secolo, dagli “olandesi del Capo” o “afrikaner”. Anche se l'afrikaans ha attinto da molte lingue: malese, portoghese, francese, tedesco, lingue bantu e khoisan, circa il 90-95 percento del vocabolario afrikaans è di origine nederlandese. Pertanto, le differenze con il nederlandese il più delle volte sono date dal fatto che l'afrikaans ha una morfologia, una grammatica e una parlata più regolare. Vi è un alto grado di intelligibilità tra le due lingue – specialmente nella forma scritta – anche se è più facile per un madrelingua nederlandese comprendere l'afrikaans che viceversa.
Fino agli anni '30 il nederlandese è stato la lingua della nazione boera, ma venne proibito per legge dal governo afrikaner dell'Unione del Sudafrica negli anni '30.

Religione:
La nazione boera discende prevalentemente da nederlandesi, tedeschi e ugonotti francesi, che emigrarono in Sudafrica durante il 17esimo, 18esimo e agli inizi del 19esimo secolo. La nazione boera ha rivelato una distinta cultura calvinista e la maggioranza dei boeri sono ancor oggi membri di una chiesa riformata. La “ Nederduits Hervormde Kerk” fu la chiesa nazionale della Repubblica Sudafricana (ZAR 1852-1902). Da notare anche come il termine “Orange” nella denominazione Stato Libero di Orange (1854-1902) fu adottato dopo la casa protestante di Orange nei Paesi Bassi.

L'influenza calvinista si ravvisa nei principi quali la predestinazione e la divina provvidenza, che sono presenti nella cultura dei boeri, che vedono il loro ruolo nella società nel rispetto delle leggi, nell'accettare le calamità e le difficoltà come parte del proprio dovere cristiano.

La religione ha svolto un ruolo importante nella storia della nazione boera. Anche se oggi, una grande parte della popolazione boera non frequenta regolarmente la chiesa a causa delle influenze liberarli nelle chiese tradizionali afrikaans.

Nazionalismo
La nazione boera è nota per le il forte nazionalismo che la caratterizza. Questo nazionalismo è nato da centinaia di anni di lotta contro l'imperialismo e il liberalismo, in una continua lotta per l'indipendenza, combattendo principalmente l'espansionismo britannico nel Sudafrica centrale, il che ha generato un forte senso di appartenenza. Come con qualsiasi altro gruppo etnico che vive una terra travagliata, molti boeri ritengono sia loro dovere educare le future generazioni sul passato del proprio popolo. La nazione boera non crede in un sistema politico democratico liberale.

PANORAMICA
I “trekboer”, “voortrekker”, “Uitgeweken” o “Emigranten Boeren”, come erano inizialmente conosciuti, erano principalmente di origine olandese e calvinisti, fiamminghi e frisoni calvinisti, come anche ugonotti francesi, e protestanti tedeschi e britannici che per primi arrivarono al Capo di Buona Speranza durante il periodo che fu amministrato (1652 – 1795) dalla Compagnia Olandese delle Indie Occidentali (Verenigde Oostindische Compagnie o VOC). Migrazioni minori di scandinavi, portoghesi, greci, italiani, spagnoli, polacchi, scozzesi, inglesi e irlandesi hanno contribuito a questo mix che oggi è la moderna nazione boera del Sudafrica.

I “trekboer” che migrarono nelle terre disabitate del Capo orientale erano semi-nomadi. Un significante numero sulle frontiere del Capo orientale fu poi conosciuto come “grensboer” (“agricoltori di frontiera”) che furono i diretti antenati dei “voortrekker”. I “voortrekker” furono quei boeri (prevalentemente del Capo orientale) che lasciarono il Capo in massa in una serie di migrazioni su larga scala poi chiamate Grande Trek, iniziate nel 1835 e generate dal colonialismo britannico e dalle costanti guerre di frontiera con i neri. Quando utilizzato in un contesto storico, il termine boero può riferirsi ad un cittadino delle Repubbliche boere ma anche a chi era culturalmente boero, pur non abitando nelle Repubbliche boere.

Il 17 gennaio del 1852 la Gran Bretagna riconobbe formalmente l'indipendenza dei boeri che vivevano oltre il fiume Vaal, firmando la Convenzione del Fiume Sand. La convenzione fu firmata da Andries Pretorius (per i boeri) e da William Hogge e Mostyn Owen (per la Gran Bretagna) sotto un tendone al fiume Sand.
La Convenzione del Fiume Orange (talvolta chiamata anche la Convenzione di Bloemfontein) fu una convenzione nella quale la Gran Bretagna riconobbe formalmente l'indipendenza dei boeri in un'area tra i fiumi Orange e Vaal, che era stata precedentemente conosciuta con il nome di Orange River Sovereignty. Questo portò alla formazione della Repubblica boera indipendente dello Stato Libero di Orange. La convenzione fu firmata il 23 febbraio 1854 alla Green Lodge di Bloemfontein.

Questo portò al riconoscimento internazionale delle due Repubbliche boere in Sudafrica.
Anche se i boeri accettarono il dominio britannico senza resistere nel 1877, combatterono due guerre alla fine del 19esimo secolo [1881 e 1899-1902] per difendere i loro paesi riconosciuti internazionalmente, le repubbliche del Transvaal (la Zuid-Afrikaansche Republiek, o ZAR) e lo Stato Libero di Orange, contro la minaccia di annessione della corona britannica supportata dagli olandesi del Capo [afrikaner]. Questo portò la figura chiave nell'organizzazione della resistenza, Paul Kruger, in conflitto con i britannici.

Durante la Guerra Anglo-Boera i britannici, verso la fine del 1900 avviarono dei campi di concentramento, nei quali uccisero almeno 27.000 persone tra donne e bambini boeri, fino alla fine della guerra nel maggio del 1902. I risultati dei campi di concentramento hanno ancora effetti sull'esistenza della nazione boera.
Questo olocausto fu nuovamente esaminato durante la visita della regina d'Inghilterra in Sudafrica [1947], quando dieci organizzazioni indipendentiste boere si presentarono a lei con un messaggio, che chiedeva che l'Inghilterra riparasse gli errori commessi contro la nazione boera.

Dopo la Seconda Guerra Anglo-Boera si verificò una diaspora dei boeri. A partire dal 1903, il gruppo più numeroso emigrò in Patagonia, una regione dell'Argentina. Un altro gruppo emigrò nel Kenia governato dai britannici, dal quale molti ritornarono in Sudafrica durante gli anni '30, mentre un terzo gruppo sotto la guida del generale Ben Viljoen emigrò in Messico, e nel Nuovo Messico e in Texas, negli Stati Uniti del sud-ovest.

Il popolo boero diventò una minoranza sulla propria terra a partire dal 1902, e rimase minoranza nell'Unione del Sudafrica del 1910. La Ribellione di Maritz o Rivolta Boera o Terza Guerra Boera, scoppiò in Sudafrica nel 1914, all'inizio della Prima Guerra Mondiale; fu combattuta da uomini che volevano ripristinare le vecchie Repubbliche boere e che si sollevarono contro il governo dell'Unione del Sudafrica, perché non volevano essere al fianco dei britannici contro la Germania, dopo che avevano combattuto per tanto tempo una lunga e sanguinosa guerra proprio contro di loro. Molti boeri avevano antenati tedeschi, e molti membri dello stesso governo erano stati essi stessi capi militari dei boeri, che avevano combattuto con i ribelli di Maritz contro i britannici, nella Seconda Guerra Boera, che era terminata solo dodici anni prima. La ribellione fu soppressa da Louis Botha e Jan Smuts, e i capi della Ribellione ricevettero pesanti condanne detentive.
Un rinomato boero, Jopie Fourie, fu giustiziato per tradimento in quanto, nel 1914, pur essendo un ufficiale delle Forze Armate dell'Unione, si rifiutò di prendere le armi con gli inglesi.

SITUAZIONE POLITICA
Nel 1910 i britannici hanno messo insieme la Colonia del Capo, le due Repubbliche boere conquistate, e la Colonia del Natal, per formare l'Unione del Sudafrica. Dal 1910 la nazione boera è stata una minoranza in Sudafrica e gli afrikaner hanno dominato la scena politica sudafricana.

Nel 1992 la maggioranza degli afrikaner votò “SI'” in un referendum per i bianchi, mentre la maggioranza della nazione boera votò “NO”. Dal 1992 la maggioranza della nazione boera non partecipa alla Democrazia Liberale Sudafricana.
Dal 1994 la nazione boera è impegnata a sottrarsi dagli afrikaner e al loro sistema politico democratico-liberale. Il principale obbiettivo della nazione boera è di arrivare ad una situazione di totale indipendenza, com'era prima di perdere la guerra contro i britannici.

PROBLEMI ATTUALI
I bianchi in Sudafrica stanno vivendo una crescente violazione dei propri diritti culturali, economici e politici. La guerra terrorista degli anni '70 e '80 si è intensificata negli ultimi 15 anni e donne e uomini della nazione boera sono quotidianamente attaccati, stuprati e ammazzati da neri. Tra le vittime ci sono agricoltori e persone anziane. La situazione è classificata come genocidio e sta peggiorando.

Il sistema liberale democratico non funziona, a causa della corruzione e dell'incompetenza dei dipendenti pubblici. La presa del potere dei neri ha invertito la discriminazione, ed ora è dei neri sui bianchi.

Per tutto questo l'UNPO deve rendersi conto che il suo membro, il Vryheidsfront Plus, rappresenta alcuni degli afrikaner in Sudafrica, quelli che partecipano nel sistema politico liberal-democratico, ma non certo la nazione boera del Sudafrica.

Riteniamo l'UNPO, come organizzazione internazionale, debba:

• Riconsiderare il proprio punto di vista sui bianchi in Sudafrica che non sono una sola minoranza.
• Rettificare le informazioni sul proprio sito internet.
• Riconoscere che le due Repubbliche della nazione boera [la ZAR e lo Stato Libero di Orange] erano paesi internazionalmente riconosciuti prima della Guerra Anglo-Boera [1899-1902]
• Riconoscere che la nazione afrikaner e la nazione boera sono due nazioni distinte, che attualmente sono entrambe minoritarie in Sudafrica, nel sistema politico liberal-democratico del Nuovo Sudafrica.

Distinti saluti

dott. J. [Lets] Pretorius
Presidente del BVR