La frontiera del Capo: dove nacque la nazione Boera PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Luglio 2010 11:44

 

L’articolo che segue è stato tratto dal blog “Republican Trekker Volk” e tradotto in italiano.

La frontiera del Capo: dove nacque la nazione Boera

Cartina dell'Africa del sud. Capo di Buona Speranza. Città del Capo, Paarl, Stellenbosch, Swellendam

Spesso i boeri sono considerati europei, e spesso sono confusi con gli olandesi del Capo / afrikaner, ma il popolo boero non si è sviluppato in Europa, né tra gli olandesi del Capo, ma sulle frontiere del Capo. Ciò avvenne quando un certo numero dei bianchi più poveri del Capo iniziò a migrare verso nord e verso est, verso la fine del 1600 e per tutto il 1700, pastori migranti che lasciarono Città del Capo, Stellenbosch, Franschhoek e Paarl. Vennero chiamati “trekboer” perché nomadi dediti alla pastorizia, uno stile di vita che furono costretti ad adottare per sopravvivere tra le difficili frontiere del Capo. La frontiera del Capo comprendeva i territori a nord di Paarl e ad est di Stellenbosch, fino ai fiumi Brak e Sundays. Li i boeri svilupparono un proprio linguaggio, che gli storici hanno classificato come afrikaans del Capo orientale o afrikaans di frontiera. Un’ulteriore dimostrazione di dove la nazione Boera è germinata. La frontiera del Capo è stato il crogiuolo che l’ha forgiata. La cittadina di Swellendam, fondata nel 1745, fu la prima città della Compagnia olandese delle Indie Orientali istituita presso la frontiera del Capo nel tentativo di controllare i boeri. Tale città fu una delle prime Repubbliche boere proclamate nel 1795, quando un certo numero di boeri si ribellò al potere olandese dichiarando la propria indipendenza.

Cartina dell'Africa del sud. Capo di Buona Speranza. Fiumi