Sudafrica: sì alla vera nazionalizzazione delle risorse naturali! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 02 Novembre 2011 14:17

Terre'Blanche, 1986La ANCYL (la Lega Giovanile della ANC, il partito che governa l'Impero dell'Africa del sud dal 1994) da tempo chiede di “nazionalizzare” – PARZIALMENTE – le miniere dell'Africa del sud. Di recente la ANCYL ha presentato un documento-lista in cui, oltre ad avanzare talune richieste economiche alle compagnie minerarie, le critica per aver “oppresso e sfruttato i neri”.

La ANCYL dimentica che se oggi in Africa del sud c'è un Impero – che sottomette tutte le nazioni - e se tale Impero è governato proprio dalla ANC, è grazie soprattutto alle compagnie minerarie. E' stato infatti il capitalismo internazionale ad operare affinché il potere politico su tutta l'Africa del sud fosse affidato alla ANC. Non bisogna stupirsi: comunismo e capitalismo hanno generalmente la stessa radice e le stesse finalità.

Solo le nazioni possono “nazionalizzare”, e possono nazionalizzare solo ciò che storicamente gli appartiene. Gli imperi non nazionalizzano: rubano e confiscano.
Le risorse naturali dell'Africa del sud appartengono alle diverse nazioni dell'Africa del sud, non al regime imperiale della ANC.

Le compagnie minerarie dell'Africa del sud devono molte delle loro ricchezze alla Guerra di conquista che il capitalismo internazionale, mediante la forza militare britannica, scatenò contro le Repubbliche boere. Una guerra barbara, fatta di campi di concentramento e di stermini di massa. Tali risorse devono essere restituite ai legittimo proprietario: la nazione boera.
Altro che “oppressi e sfruttati”, i boeri (che sono bianchi) vennero sterminati: le loro fattorie bruciate, le loro famiglie deportate. Il 50% della popolazione infantile boera di quel tempo morì nei campi di concentramento.

Comunisti e capitalisti parlano la stessa lingua, quella dei prepotenti, e avanzano le stesse pretese: tutte illegittime.

E' bene ricordare e riaffermare oggi quello che l'AWB sosteneva, già, nel 1979:
In campo economico l'AWB si dichiarava a favore della nazionalizzazione delle risorse naturali al fine di liberare le ricchezze minerarie dal controllo delle “compagnie straniere al volk.” Sosteneva la necessità di interrompere il controllo delle industrie fondamentali da parte di compagnie straniere, e che in certi casi tali industrie dovevano essere nazionalizzate. La terra posseduta da stranieri doveva essere confiscata e destinata ad uso collettivo, e la speculazione sui terreni messa fuorilegge.
(da “Victory or Violence – The story of the AWB of South Africa”, di Arthur Kemp).