L’Impero dell’Africa del sud ha ritirato le accuse contro il comandante Ratte PDF Stampa E-mail
Lunedì 26 Settembre 2011 12:45

23 settembre 2011, Witbank, Africa del sud. Il comandante Ratte con alcuni ragazzi di Balmoral

Le accuse dell’Impero dell’Africa del sud contro il comandate Willem Ratte (63 anni), eroe di guerra decorato, da anni impegnato nella fondazione “Suiderkruis Africa” (in italiano: “Croce dell’Africa del sud”) - un’organizzazione patriottica, nazionalista, devota al Padre Celeste, fortemente impegnata nel campo sociale – sono tutte cadute. Perché erano tutte, palesemente, false.
Le forze imperiali di Polizia erano piombate su Balmoral (vicino Witbank) il 30 settembre 2010, dove la Suiderkruis Africa ha realizzato e gestisce il Museo del Genocidio Boero; una palestra; e il centro Cadetti di Balmoral. 10 persone vennero arrestate, con accuse di ogni tipo, addirittura: terrorismo, pedo pornografia e possesso di droga. Accuse funzionali alla campagna diffamatoria dei media di regime, ansiosi di infangare il buon nome dei nazionalisti. Anche queste operazioni sono organiche ai Genocidi in Africa del sud (Genocidio Bianco e Genocidio Boero).
Il comandate Ratte rimase in carcere fino al 1 novembre 2010, protestando contro quell’ingiustizia con un drammatico sciopero della fame, che continuò dal 1 ottobre fino al giorno del suo rilascio.

Messaggi del comandate Willem Ratte, 25 settembre 2011:

Impigliati nel sistema giudiziario di Azania e nel suo apparato mediatico di diffamazione. Tra gli accusati, sei accusati erano piuttosto giovani, e furono trascinati via da Balmoral un anno fa per essere portati in prigione, con accuse totalmente infondate che vanno da quella di voler rovesciare lo Stato [Impero. Ndr], al possesso di armi illegali, allo spaccio di droga, furto e anche peggio. Le accuse dello Stato sono cadute una ad una, finché sono cadute tutte, due giorni fa [23 settembre 2011. Ndr].
“Grazie” al sig. Hough, un sudafricano bianco, che con le sue bugie ha permesso di dar vita a tutto questo. E “grazie” a tutti quelli che vi hanno creduto, e hanno perso letteralmente la testa con la polizia e con i media.

Ma la nostra vera, sentita gratitudine va a tutti coloro che hanno respinto le accuse senza mezzi termini e ci hanno dato il loro sostegno senza riserve, mostrandoci fedeltà e amicizia nei dodici mesi passati. E sono troppo numerosi per menzionarli qui.


Alcuni degli altri accusati dovranno tornare nei tribunali Imperiali, ma per accuse minori. Appare quindi molto improbabile vi possano essere altre condanne al carcere.
Relativamente agli altri “Balmoral 10”, ricordiamo che il 25 luglio 2011 Marais Bouwer è stato condannato a una pena non detentiva. Mentre, il 9 settembre 2011, il sergente maggiore  Eugene Becker (a cui va tutta la nostra solidarietà) è stato condannato a 10 mesi di carcere. Sentenze ingiuste, ma soprattutto: i tribunali dell’Impero dell’Africa del sud non hanno giurisdizione sul popolo boero. Solo il popolo Boero ha autorità sul popolo Boero.

Libertà per tutti i prigionieri boeri!
LIBERTA’ PER LA NAZIONE BOERA!