Fred Rundle PDF Stampa E-mail
Domenica 18 Settembre 2011 14:03

Fred RundleJohn Frederick Otto Rundle, meglio conosciuto come Fred Rundle, è stato un grande nazionalista boero. E' morto il I febbraio 2012.
Suo nonno (Otto) fu con il gen. De la Rey e Siener van Rensburg in un Commando boero contro i britannici; fu poi esiliato a Ceylon da dove tornò in Africa del sud per combattere sotto il gen. De la Rey.
Da giovane Fred Rudle iniziò ad occuparsi di politica, a Lichtenburg (Transvaal occidentale). Entrò nel Nasionale Party (NP; in italiano: Partito Nazionale), e conobbe personalmente il dott. Verwoerd e JG Strijdom.
Anni dopo lasciò il Nasionale Party (NP) ed entrò nel Konserwatiewe Party (KP; in italiano: Partito Conservatore). Lavorò con il dott. Treurnicht; fu nominato leader del KP per Johannesburg e membro del Comitato per il partito nel Transvaal. Più volte partecipò ad elezioni municipali e parlamentari della RSA come esponente del KP.
Dopo qualche attrito con Ferdi Hartzenberg (l’ultimo leader del KP) e Andries Beyers (a quel tempo Segretario nazionale del KP), lasciò il Konserwatiewe Party.
Nei primi anni ’90 fu nominato portavoce dell’Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB). A metà degli anni ’90 fu nominato leader dell’Afrikaner Volksfront (AVF; in italiano: Fronte Afrikaner del Popolo-Nazione) per Johannesburg. Nel 1994 fu scelto, insieme ad altri due uomini, a rappresentare l’AWB al Volksverteenwoordigende Rand (VVR, Consiglio dei Rappresentanti): il Parlamento del “popolo-nazione boero/afrikaner”, inaugurato dall’Afrikaner Volksfront (AVF) il 29 gennaio.

Eugene Terre’Blanche, Fred Rundle e Ernie van der Westhuizen. 1993, rappresentati dell’AWB al VVR

Il 5 marzo 1994 chiese a Costand Viljoen da dove provenivano i soldi che gli erano serviti a registrare il Vryheidsfront (VF; in italiano: Fronte della Libertà) alle elezioni multinazionali, che dovevano portare alla nascita del nuovo Impero, perché sicuramente non provenivano dalla cassa dell’AVF.
Nell’agosto del 1994, dichiarò che l’AWB era scioccata “in particolare dalla proposta [di Hartzenberg. Ndr] che il Volkstaat Council [organo nato dagli accordi tra FF, NP e African National Congress (ANC), per illudere gli afrikaner bianchi e i boeri. Ndr] fosse allargato per includere 20 membri dell’Afrikaner Volksfront (AVF) e membri del KP, che palesa la disponibilità del KP di partecipare al sistema”, “Questa proposta è in palese contrasto con la posizione tenuta dal dott. Hartzenberg in pubblico, così come lo è chiaramente il con mandato che ha ricevuto dai militanti del KP e dai sostenitori dello AVF”, “L’AWB prende nettamente le distanze da questo tradimento politico.”
Sono tanti i tradimenti che ha subito la nazione boera, e tanti quelli che l’hanno tradita. Fred Rundle, durante la sua lunga militanza politica, ne denunciò molti. Si occupò di temi scomodi (ad esempio: “I giudei e il comunismo in Sudafrica”), e fu un vero nazionalista boero.
Nel 1995 Fred Rundle fu nominato portavoce della Boere-Republikeinse Verkiesingskommissie (BVK; in italiano: Commissione Elettorale Repubblicana Boera), un comitato sostenuto da varie associazioni e movimenti boeri (compresa l’AWB e il Boerestaat Party), che aveva il compito di registrare i boeri per l’elezione di un “Volksraad boero” (Parlamento boero).
Nel luglio del 1995, insieme ad altri tre delegati della BVK, presentò un documento alla conferenza delle Nazioni Unite a Ginevra sui popoli indigeni, in cui si chiedeva il riconoscimento del popolo boero come popolo indigeno. Al suo ritorno in Africa del sud, dichiarò ai giornalisti: “Noi siamo indigeni della terra dove siamo nati”. “Non conosciamo nessun altro paese. Non chiediamo di rappresentare tutti i bianchi in Sudafrica. Noi rappresentiamo solo i boeri. Gli afrikaner sono nettamente distinti dai boeri. I boeri sono quelle persone che reclamarono il paese, e che combatterono i britannici.” “Non siamo interessati alle elezioni tenute dalla ANC. Le lasciamo al Vryheidsfront e al Konserwatiewe Party.”
Nel 1998 Fred Rundle avviò l’organizzazione nazionalista boera “Vryheid 2000” (in italiano: Libertà 2000), basata su un sito internet omonimo, e su una mailing list a cui era possibile iscriversi; attraverso essi diffondeva i propri articoli, in afrikaans e in inglese, su temi politici e storici, anche di attualità.
Durante i suoi anni di militanza politica, non risparmiò critiche e attacchi al NP, al KP, al VF, e al generale Constand Viljoen; così come alle forze capitaliste-comuniste. Tutto ciò gli è costato feroci campagne diffamatorie.