Razzismo nero e Africa del sud, settembre 2011 PDF Stampa E-mail
Martedì 13 Settembre 2011 08:55

Benvenuti in Sudafrica

Julius Malema, presidente della ANCYL, la Lega Giovanile della ANC, sabato 10 settembre ha dichiarato “guerra economica” alla “minoranza bianca” dell’Africa del sud. E anche: “loro ci hanno rubato la terra. Sono dei criminali e devono essere trattati come tali. Vogliamo indietro la nostra terra e vogliamo essere liberi”.
Ma l’ANC, il partito di Malema, regna già su tutte le nazioni dell’Africa del sud, e da quasi 17 anni. Un impero, quello odierno, che ha la stessa estensione e gli stessi confini dell’Unione del Sudafrica, creata nel 1910 dopo che il capitalismo internazionale, nel 1902, mediante la forza militare britannica, aveva annesso le Repubbliche boere alle colonie britanniche in Africa del sud. Tutti imperi: tutti assolutamente illegali. Solo la nazione boera ha giurisdizione sulla nazione boera.
Il concetto che tutta l’Africa appartenga ad una sola razza, è un concetto razzista, perché anti-nazionalista e anti-storico. Relativamente all’Africa del sud, i primi suoi abitanti non furono neppure di razza nera. La storia dell’Africa del sud (un’area immensa) è fatta di diverse regioni; di diversi popoli e di diverse nazioni. Il razzismo (ieri “bianco” – con riferimento al solo colore della pelle - oggi nero) è servito spesso come arma imperiale, per dar vita a “nazionalismi” artificiali, in funzione anti-nazionalista, al fine di creare e mantenere in vita degli imperi.
In Africa del sud vi è una nazione bianca, africana: quella boera, che non rubò le proprie terre a nessuno. Così come vi sono altre nazioni, non nere, assolutamente africane, ad esempio i griqua e quelle khoisan.
Il “razzismo nero” tra le fila dei comunisti sudafricani, seppur tragico, risulta grottesco alla luce della storia, ricordando le vere origini del comunismo (anche) in Africa del sud.

Julius Malema, fino ad oggi, è stato difeso dai vertici dell’ANC, nonostante abbia cantato spesso in pubblico “Spara al boero”, canzone assolutamente razzista e violenta, che figura nel repertorio dell’African National Congress. Seppur tale canzone sembra fare da colonna sonora al Genocidio Bianco, in corso in Africa del Sud, la ANC l’ha sempre difesa, come suo “canto tradizionale” di “liberazione”.

Durante una manifestazione di sostenitori di Julius Malema, a Johannesburg, il 30 agosto 2011, è apparso lo striscione sotto: “South Africa for Blacks only” (“Il Sudafrica solo per i neri”). Uno striscione chiaramente razzista, in linea, per altro, con le politiche imperiali che discriminano i bianchi nel mercato (imperiale) del lavoro, e con il Genocidio Bianco in Africa del sud.

Sostenitori ANC: Il Sudafrica solo per i neri. Johannesburg, 30 agosto 2011

E’ opportuno ricordare, anche, che il concetto di “Sudafrica” (inteso come Stato unico in Africa meridionale) è un concetto imperialista, partorito dal capitalismo internazionale quando mosse l’Impero britannico alla conquista delle Repubbliche boere.

Black PowerA fianco, un manifesto che promuove una iniziativa dell’organizzazione internazionale “Uhuru Solidarity Movement”, in programma per il prossimo 21 settembre a St. Petersurg, in Florida (USA). L’organizzazione, sulle stesse posizioni del Pan Africanist Congress of Azania (PAC), opera per affermare il “Potere Nero” su tutta l’Africa, per cui: solo i neri sarebbero africani e tutta l’Africa apparterrebbe solo neri; non esisterebbero quindi neppure diverse nazioni nere africane, ma una sola “nazione” nera, fondata sulla razza. Tutti questi concetti sono razzisti, anti-nazionalisti, imperialisti, e di origine capitalista-comunista.
Omali Yeshitela, fondatore dello “Uhuru Solidarity Movement”, nel dicembre del 2002 ha tenuto un discorso a Umtata, nel Transkei (Africa del sud), all’8° congresso del PAC.
Il manifesto in questione, mostra anche due giovani ragazze bianche (non è dato saperne la nazionalità) che reggono un cartello con scritto “White solidarity with black power” (“Solidarietà bianca al potere nero”). Una propaganda razzista (nera), che ricorre a coloro che vuole sottomettere (i bianchi), per cercare di dar credito alle proprie tesi.
La condizione psicologica per cui la vittima si identifica con l’aggressore è detta “Sindrome di Stoccolma”. Vista la situazione di Genocidio, è naturale ipotizzare, ormai, ne siano affetti molti bianchi in Africa del sud.