Il divario economico tra sudafricani anglofoni e afrikaner non è mai stato così grande… PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Luglio 2010 23:49

L’articolo che segue, del 3 luglio 2010, è stato tratto da Censorbugbear reports e tradotto in italiano.

Il divario economico tra sudafricani anglofoni e afrikaner

non è mai stato così grande…

Una donna spinge un carrello contenente gli aiuti alimentari del mese, donati ai residenti di una township bianca presso il Coronation Park di Krugersdorp

25 giugno – Krugersdorp – Una delle immagini di Finbarr O’Reilly, pubblicata sul Vancouver Sun, con didascalia: “Una donna spinge un carrello contenente gli aiuti alimentari del mese, donati ai residenti di una township bianca presso il Coronation Park di Krugersdorp. […]”
L’articolo di McDonald [si fa riferimento ad un articolo pubblicato dal New York Times, relativo alle foto di O’Reilly – ndr] incolpa il “ribaltamento delle priorità razziali nelle assunzioni” (senza notare che questo “ribaltamento delle priorità razziali nelle assunzioni” colpisce prevalentemente la classe operaia afrikaner). Proprio non è riuscito a notare che la lingua parlata da questi “bianchi poveri” è inevitabilmente l’afrikaans. E’ la classe operaia afrikaner che adesso deve lottare per sopravvivere – quella che tradizionalmente è sempre stata sempre la più vulnerabile dal punto di vista economico, mentre i sudafricani anglofoni sono la ricca borghesia, spesso grazie alla loro eredità britannica, i quali possono anche abbandonare il paese quand’è in recessione: e spesso lo fanno. La classe operaia afrikaner non ha vie di fuga: non ha legami famigliari con i paesi dell’Europa settentrionale dei propri antenati. Nel 2008 l’associazione benefica Helping Hand del sindacato Solidarity [grande sindacato afrikaner, ndr] trovò più di 600.000 afrikaner, su 3 milioni totali, che vivevano al di sotto della soglia di povertà, adesso: stimano che un terzo di tutta la nazione afrikaner viva in condizioni di povertà estrema, sfollati senza nessun rifugio sicuro. Finbarr O’Reilly ha visitato il Coronation Park, un ex campo per camperisti, diventato casa per più di 400 occupanti abusivi, genericamente definiti “bianchi”.