AWB, Suidlanders, Kommandokorps: uniti, ma lontani dalla nazione boera PDF Stampa E-mail
Giovedì 18 Agosto 2011 09:26

Pretoria, 16 agosto 2011, un accordo di collaborazione è stato siglato tra l’Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB), il movimento Suidlanders e il Kommadokorps (KK). Obbiettivo della collaborazione, sarà quello di fronteggiare il Genocidio Bianco, ovvero la violenza che sta colpendo i bianchi – e particolarmente gli agricoltori e le loro famiglie – in Africa del sud. Per fare ciò, e in previsione le cose possano addirittura precipitare, si insisterà sull’addestramento paramilitare di membri e simpatizzanti, e di tutti i bianchi che ne faranno richiesta (come AWB e KK già fanno); oltre a coordinare le forze a livello locale, per formare squadre di pronto intervento in grado di operare sul territorio. L’obbiettivo non è quello di generare violenza, magari “razzista”, ma garantire la sopravvivenza fisica dei soggetti a rischio: i bianchi in Africa del sud.

Ma in Africa del sud non è in corso solo il Genocidio Bianco. E’ in corso anche il Genocidio Boero, ovvero: l’annientamento culturale, sociale, storico e spirituale, dell’unica nazione bianca africana; la nazione boera. Un genocidio che ha origini antiche, iniziato quando il capitalismo internazionale decise di occupare le terre boere usando la forza militare britannica. Un genocidio che è stato anche fisico, fatto di campi di concentramento e di stermini di massa, ma che poi diventò più subdolo: sostituì i colori britannici con quelli della Prinsevlag e inventò un “nazionalismo” artificiale. Non serviva sterminare fisicamente i boeri; bastava fargli perdere l’identità, trasformarli in qualcos’altro.

Gustav Muller (leader dei Suidlanders), il col. Franz Jooste (leader del Kommandokorps), e Steyn van Ronge (leader dell’AWB)

Pretoria, 16 agosto 2011. La crisi d’identità boera è seduta al tavolo con Suidlanders, KK e AWB. Alle spalle di Gustav Muller (leader dei Suidlanders), del col. Franz Jooste (leader del Kommandokorps), e di Steyn van Ronge (leader dell’AWB), non vi è una bandiera boera, ma la cosiddetta “Afrikanervlag”, rivisitazione della bandiera della RSA (il macrostato forgiato nel 1902 dal capitalismo internazionale mediante la forza militare dell’Impero britannico, che dopo aver sconfitto le repubbliche boere le annetté alle proprie colonie). La cosiddetta “Afrikanervlag” è basata sulla Prinsevlag – la supposta bandiera di Van Rieebeck, da cui i boeri fuggirono per cercare la libertà; e al centro ha tre piccole bandiere (come nella bandiera della RSA usata tra il 1928 e il 1994); ma in questa due sono boere (quelle delle due Repubbliche boere) e una pro-boera (quella dei Ribelli del Capo). La cosiddetta “Afrikanervlag” non è una bandiera boera, ma solo l’ennesima invenzione per confondere il vero nazionalismo (boero) con uno falso (afrikaner bianco). Perché non esiste, e non è mai esistita, una nazione “afrikaner”.
Sul tavolo tre piccole bandiere, due più basse, delle Repubbliche boere, ai piedi di una più alta, che porta i colori stranieri della Prinsevlag. Pare il segno della sottomissione boera.
L’accordo tra AWB, KK e Suidlanders, parla di “nazione afrikaner boera”, che è altra cosa rispetto alla “nazione boera”. E infatti si conclude con le parole: “In alto la bandiera arancio, bianca e blu. La Vierkleur tornerà a sventolare”. Ma la Vierkleur, bandiera boera della Zuid Afrikaanse Republiek (ZAR, letteralmente: “Repubblica Sudafricana”, la Repubblica boera nella regione del Transvaal), fu ammainata proprio per far spazio alla bandiera arancio, bianco e blu, simbolo del macrostato che aveva annesso e conquistato le Repubbliche boere. Lo stesso macrostato/impero amministrato – oggi – dall’ANC.
Il col. Franz Jooste (leader del Kommandokorps), e Steyn van Ronge (leader dell’AWB), sono candidati della Volksraad Verkiesing Kommissie (VVK), la Commissione Elettorale degli afrikaner bianchi, che sostiene il cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco”.
Anche tutto questo è genocidio: Genocidio Boero.

Africa del sud: Genocidio Bianco e Genocidio Boero