Bianchi poveri in Sudafrica. Viaggio nelle township afrikaner PDF Stampa E-mail
Giovedì 01 Luglio 2010 13:12

Anche l’impoverimento di una nazione può servire a sterminarla.
Il testo e le immagini che seguono sono stati tratti da Censorbugbear Reports (Uncensored South African news). Il testo è stato tradotto in italiano.

In Sudafrica alla minoranza afrikaner è negato l’accesso al mercato del lavoro a causa delle leggi della ANC, che la stanno spingendo verso povertà e malnutrizione.

Danie Launger,  dirigente di “Helping Hand”, un istituto privato di beneficenza gestito dal sindacato Solidarity (grande sindacato afrikaner, ndr), ha scritto che è molto difficile spiegare il “nuovo e silenzioso impoverimento degli afrikaner”. Un milione di afrikaner, sui tre totali, sono diventati indigenti, senza tetto e senza possibilità di ottenere un lavoro, perché banditi dal mercato del lavoro in Sudafrica: a mezzo della legge (del regime della ANC, ndr). E tanti bambini afrikaner, in centinai di piccoli campi abusivi, sono ormai gravemente malnutriti a causa della povertà cronica in cui vivono.

Campi abusivi di poveri bianchi in Sudafrica. Le township afrikaner

“E’ una colpa parlare di povertà bianca …”

Per ottenere aiuti per questa indigente minoranza, Helping Hand deve combattere contro i pregiudizi del politicamente-corretto – per esempio, nessuna agenzia internazionale e nessuna agenzia sudafricana di aiuto, spendono un centesimo per sfamare questi bianchi afrikaner sempre più indigenti. Langner: “Ci vorrà tempo e tanto impegno per combattere i pregiudizi del politicamente corretto, come quelli di un professore che, di recente, si è lasciato scappare che “è una colpa parlare di povertà bianca”.

“Talvolta si spezza il cuore osservando le necessità dei bambini. Helping Hand ha effettuato un censimento dei problemi inerenti la povertà bianca nel Capo occidentale – e ha portato alla luce situazioni devastanti, dal punto di vista economico e morale.”

“Per esempio questa bellissima bambina chiamata Ronel. Alla nascita pesava appena 1,6 kg. Sua mamma è essa stessa una bambina. Entrambe sono state trasferite in una casa sicura, supportata da Helping Hand. La madre sogna di diventare una designer di moda. Abbiamo dato un’occhiata ai suoi block notes pieni di disegni meravigliosi. Il potenziale c’è, ma il problema è che i giovani poveri non possono permettersi gli studi. Adesso è dipendente da metanfetamine. Non è giusto dare colpe solo a lei. Non è facile vivere al freddo, costantemente affamati, senza una prospettiva per il futuro, dentro una baracca fatiscente.”

“Amelia è un altro caso straziante. Sua madre è mendicante. La piccola Amelia ha vissuto con sua madre in un lurido locale occupato, dove i ratti correvano tra le lenzuola. L’anno scorso Amelia è stata assente da scuola per 65 giorni perché la madre la utilizzava davanti ai negozi e agli incroci per impietosire le persone a cui chiedeva l’elemosina.”

“Helping Hand l’ha messa in una casa sicura e ne ha ottenuto l’affidamento, per aiutare Amalia ad avere un futuro. […]”

“Poi c’è Magda con le sue tre bambine, tutte bionde, la più piccola è di 3 anni. Hanno vissuto in una stazione ferroviaria per due mesi. La notte si nascondevano in alcune botteghe, perché terrorizzate dagli ubriachi. Adesso vivono in una piccola casa nella zona delle Cape Flats con altri 34 bianchi. Magda e le sue tre bambine dividono una stanza con nove altre persone.”

[…]

“La strategia di Helping Hand punta ad un intervento immediato per dare ai bambini in difficoltà un abilmente migliore, più pulito e più sicuro. Faremo tutto il possibile per impedire che questi bambini tornino alle orrende condizioni in cui vivevano. Organizziamo la loro scolarizzazione e corsi di recupero, quando necessario. Siamo in contatto con le scuole e contribuiamo a fornire uniformi scolastiche, libri e borse. Aiutiamo molti Rifugi. Quando non è necessario togliere un bambino dal proprio ambiente, Helping Hand fornisce aiuti alimentari e fa fronte ad altre necessita giornaliere. Fino ad ora Helping Hand ha già distribuito 217 tonnellate di generi alimentari in tutta la regione. Le nostre filiali svolgono un ruolo importante per aiutare i bambini bisognosi in tutti i modi possibili. Aiutiamo anche i giovani studenti bianchi ad ottenere borse di studio per poter studiare come meritano. Queste azioni sono l’unico mezzo per spezzare le catene della povertà.”

“Vogliamo ringraziare tutti quelli che sostengono Helping Hand. Senza il vostro aiuto, bambini come Ronel e Amelia, sarebbero ancora nelle terribili e pericolose situazioni in cui vivevano. Nessun bambino merita di vivere così!”

“Abbiamo 84 filiali in tutta la regione di volontari che operano gratuitamente per aiutare i bianchi poveri del Sudafrica. Quest’anno Solidarity (grande sindacato afrikaner, ndr) la lanciato il progetto Winter Hope (“Inverno di Speranza”, ndr). Secondo un recente sondaggio di Gallup, il 56% di tutti i sudafricani non ha più possibilità di comprare cibo a sufficienza per sé e per i propri familiari.”

Solidarity il 17 agosto venturo terrà la sua prima “Conferenza degli Imprenditori” per insegnare ai giovani afrikaner ad avviare piccole attività in proprio.

Campi abusivi di poveri bianchi in Sudafrica. Le township afrikaner