Abel Malan in prigione. Libertà per “Cliffie”! Libertà per tutti i patrioti boeri! PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Luglio 2011 08:30

Abel Malan (48 anni), vice-presidente del Movimento Verkenners e candidato della Volksraad Verkiesing Kommissie (VVK, Commissione elettorale degli afrikaner bianchi per il “Volksraad”) è stato arrestato dalla polizia dell’Impero dell’Africa del sud a Stellenbosch, giovedì 14 luglio, presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Stellenbosch (43 km ad ovest di Città del Capo), per aver aggredito, o tentato di aggredire, il prof. Anton van Niekerk (57 anni). Il motivo della lite sarebbe riconducibile ad un articolo del Van Niekerk, scritto per Afrikaans Media24, estremamente critico e offensivo sull’impegno militare dei bianchi durante la Guerra Sudafricana di Confine. Il Van Niekerk, comunque, non è rimasto ferito.

Un impero (come lo è il “Sudafrica” dal 1902) è sempre illegittimo, e l’autorità che esercita è sempre illegittima. Per questo: anche l’arresto di Abel Malan è illegittimo.
La detenzione in carcere, in generale, costringe l’uomo in una situazione estremamente innaturale, che non si può augurare a nessuno. Nello specifico, la detenzione di Abel Malan appare esagerata, l’azione da lui compiuta (giusta o sbagliata che fosse) non ha ferito nessuno e niente lasciava supporre che avrebbe potuto reiterarla.
Detto questo, la campagna di disinformazione che il Movimento Verkenners, la Volksraad Verkiesing Kommissie, e lo stesso Abel Malan (appartenente ad entrambe le organizzazioni), stanno conducendo in Africa del sud, per cui la nazione boera sarebbe solo una componente di una nazione “afrikaner bianca” molto più grande (basata su razza e lingua), è un vero e proprio atto di genocidio anti-boero. Sicuramente la stragrande maggioranza delle persone che compongono queste organizzazioni sono assolutamente in “buona fede”, ma la loro opera non serve la nazione, la distrugge. La nazione “afrikaner bianca” non esiste; il cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco” fu inventato dal capitalismo internazionale, per consolidare l’Unione Sudafricana (dominion britannico), in funzione anti-boera (indipendentista). Sfruttare la storia e le bandiere della nazione boera, per una nazione diversa da quella boera, è alto tradimento. E’ un insulto a chi, per la nazione boera, è vissuto, è morto, o è da anni in prigione.
Questa strategia è vecchia, marcia. E’ la stessa che usarono Carel Boshoff, Constand Viljoen e il Vryheidsfront, per poi finire ad Orania, o nel parlamento del Nuovo Impero. Ma queste pagine di storia sono pochi a ricordarle, e pochissimi a raccontarle.
Parlare di nazione “afrikaner boera” è un nonsenso, che favorisce la crisi d’identità che affligge i discendenti biologici della nazione boera, e i bianchi dell’Africa del sud. Sarebbe come parlare di nazione “inglese europea”. Non esiste. Esiste solo la nazione inglese.

L’azione di Abel Malan e la sua carcerazione, hanno prontamente scatenato Verkenners e VVK, che l’hanno dipinto come “eroe” e si sono attivate per favorirne l’immediata scarcerazione. Un tempo di reazione molto rapido, che contrariamente non dimostrarono quando in prigione finì il comandante Willem Ratte. In quel caso si attivarono dopo ben 22 giorni, nonostante l’ex militare (di 62 anni), uomo di princìpi inflessibile, fosse in sciopero della fame fin dal giorno del suo arresto.
L’azione di Abel Malan, anche se meno fisica, può ricordaci quella di un nazionalista boero che, a Paardekraal, il 17 febbraio 2011, fece sanguinare il naso a Paul Kruger, il presidente della VVK. In quel caso però, la VVK non trovò nulla di “eroico” nell’azione, e la biasimò come atto di violenza perpetrato da “agenti provocatori” (pare infatti che, per la VVK, i nazionalisti boeri siano “agenti provocatori”). Viceversa, la figura sanguinate di Paul Kruger, fu utilizzata per dipingerlo come “martire”. In quella circostanza finì in carcere Piet “Skiet” Rudolph, storico nazionalista boero; ma non sembrò affatto un problema per i cosiddetti “nazionalisti” afrikaner bianchi, che non persero occasione per screditarlo. Poco “eroico”, sicuramente, fu il comportamento di altri membri o simpatizzanti della VVK, che sempre il 17 febbraio, a Paardekraal, maledirono, aggredirono e sputarono in faccia a Piet “Skiet”, un uomo di 74 anni, diabetico, con problemi alla vista.
Sputare in faccia a Piet “Skiet” Rudolph, ultima icona della nazione boera, è come sputare sulla Vierkleur. E a ben vedere, è proprio questo quello che fa la VVK. Che usa la Vierkleur come la usò il capitalismo internazionale, quando la piazzò dentro la Prinsevlag, per dar vita ad un nazionalismo artificiale, in funzione anti-boera.

La VVK è, fondamentalmente, una creatura dei Verkenners. E i Verkenners appaiono come una nuova forma di Afrikaner Broederbond (la “Fratellanza Afrikaner”), una sorta di massoneria afrikaner bianca, che opera per confondere il vero nazionalismo (boero) con uno falso (afrikaner bianco). Così come i massoni, abitualmente, operano per confondere il Bene con il Male.

Abel Malan è in carcere, ma uscirà presto. Abel Malan non è un boero. Perché se lo fosse non si definirebbe in altro modo. Il sangue non basta per far parte di una nazione.
Volkstaat.org, che supporta il nazionalismo boero, preferisce pensare ai nazionalisti boeri, a quelli che sono in carcere, e non da qualche giorno, ma da tanti anni. Quelli per cui la VVK, i Verkenners, e gli altri cosiddetti “nazionalisti” afrikaner bianchi, non muovono un dito.
Volkstaat.org coglie proprio questa occasione per rinnovare la propria solidarietà a tutti i prigionieri boeri, e in particolare a Clifton Barnard “Cliffie”, a Liebrecht Myburgh “Koper” e al Brigadier dell’AWB P.W. Nel. Cliffie e Koper sono in carcere dal 1997, Pieter Willem è stato condannato nel 2000.
Volkstaat.org ha avuto notizia che la moglie di “Cliffie” vive in difficoltà economiche. E’ una cosa indegna, vergognosa, che la moglie di un prigioniero di guerra, da 14 anni in galera (non un fine settimana!), non sia aiutata dai propri connazionali. Ma “Cliffie” è un boero, non un “afrikaner bianco”.
Appena possibile Volkstaat.org cercherà di organizzare una piccola colletta in merito. Poter aiutare la donna di un combattente boero in prigionia, è il regalo più bello che un amico della nazione boera possa fare a sé stesso.

La foto che segue ritrae uno striscione, confezionato in Italia da “Volkstaat.org” e spedito, il 19 novembre del 2010, ai Verkenners. Lo striscione chiedeva la liberazione di “Cliffie” e di tutti i patrioti boeri. Purtroppo non è stato esposto in Africa del sud.
Ma l’errore è stato di “Volkstaat.org”, nella scelta del destinatario. Gli “afrikaner bianchi”, tra le loro priorità, non hanno i prigionieri boeri.

Free Cliffie! Free all Boer patriots!