Noi ti ricordiamo, Terre’Blanche - Piet Rudolph PDF Stampa E-mail
Domenica 19 Giugno 2011 15:42

Noi ricordiamo...

Eugene Ney Terre’Blanche
31 GEN 1944 - 3 APR 2010

Quasi un anno è passato dalla tragica morte di questo patriota boero. Una scomparsa improvvisa e carica di dolore. Così tanto fece per la causa dei boeri. La sua morte improvvisa si ripercuote negativamente sulla lotta indipendentista boera. La sua morte ci lascia con molte domande – perché adesso?

Eugene prega al centro dei carri al Fiume di Sangue.
Eugene prega al centro dei carri al Fiume di Sangue.

Omicidio premeditato

E’ mia personale convinzione che la sua uccisione sia stata accuratamente pianificata dalle forze delle tenebre, per portare confusione e distruzione tra le nostre fila. Soprattutto in questa fase, quando è evidente a tutti che la nostra lotta per la libertà sta acquistando slancio e forma. In questa battaglia il popolo boero dovrà darsi da fare per ottenere la libertà. Ma ahimè, siamo su un terreno pericoloso e anche una sola decisione sbagliata potrebbe causare grandi danni.

La lotta dell’AWB non era quella di un partito politico per aggiudicarsi voti. Fu molto di più. Quando le circostanze lo richiesero ricorse a metodi anticostituzionali e affrontò i tribunali. E fu bollata come reietta, anche dai politici che avrebbero dovuto aver chiara la situazione. Eppure quando Eugene richiamava le folle, loro erano là.

Il fatto fondamentale è che nostra lotta per la libertà non sarà senza spargimento di sangue. In questo Terre’Blanche avrebbe avuto un ruolo di primo piano. Ed è questo il movente che ha portato alla sua eliminazione. Una volta fallita la tattica di ignorare, di creare diffidenza, di suggerire instabilità e di mandarti in esilio o in prigione, si è passati all’eliminazione fisica. I nostri nemici hanno chiuso il cerchio, una volta capito che era inarrestabile.

I suoi ultimi giorni non furono rose e fiori. Affrontò ogni sorta di propaganda avversa. Mi chiedo quante notti abbia trascorso insonne, a pensare a tali cose.

In tal senso era ben equipaggiato. Era un figlio del Transvaal occidentale, con la sua abbondanza di sconvolgimenti politici, cresciuto in un ambiente politico attivo abituato alle lotte e alle loro conseguenze. Suo padre portava il nome di un nobile francese che come generale boero fu ucciso a Boshof - Villebois-Mareuil. De Ville Terre’Blanche fu il comandante di Ventersdorp, e fu politicamente attivo, tanto da essere nella rosa dei candidati del Nasionale Party (NP) al Senato.

Il secondo nome di Eugene era quello del generale di Napoleone, Ney. La famiglia Terre’Blanche conosceva e amava la storia, e il piccolo Terre’Blanche la recitava alle riunioni e agli incontri politici. Qualche volta lasciò il proprio letto per dare ospitalità ad organizzatori del partito, come Marais Viljoen, che diventò presidente [della RSA. Ndr] . Quando Eugene decise di sposarsi era assegnato alla guardia del Presidente. Chiese all’allora presidente della RSA, Blackie Swart, il permesso di sposare Martie.

La lotta per la libertà

A casa Terre’Blanche “boero” e “afrikaner” erano sinonimi. Padre e figlio erano molto legati. Quando la divisione tra afrikaner e boeri iniziò a crescere notai che crebbe anche quella tra padre e figlio. Comunque il padre partecipò ancora ad alcuni suoi comizi.

Come candidati per lo HNP, Eugene ed io iniziammo la nostra carriera politica lo stesso giorno di gennaio, 1970. Entrambi eravamo agenti di polizia. Lui era assegnato alla Guardia del Presidente [della RSA, ndr] e io ero investigatore a Welkom. Io venni candidato per la circoscrizione di Virginia e lui per quella di Heidelberg.

Alla conferenza dei candidati a Pretoria dove fu annunciata la nostra candidatura, lui prese in giro Vorster [Balthazar Johannes Vorster, primo ministro della RSA dal 1966 al 1978. Ndr]. Con la sua meravigliosa voce conquistò subito il pubblico. Alla stessa conferenza recitò una poesia sulle donne boere nei campi di concentramento e io fui coinvolto in una discussione sulla politica del partito, per cui l’afrikaans doveva essere l’unica lingua ufficiale. Il mio approccio fu che l’inglese era ancora usato per sottomettere una nazione conquistata.

Quello fu l’inizio di una lunga amicizia e di un reciproco attaccamento al nostro popolo boero. Eravamo soddisfatti dalla Repubblica del dott. Verwoerd [Hendrik Frensch Verwoerd, primo ministro della RSA dal 1958 al 1966. Ndr], ma ci opponevamo con veemenza alla politiche del Nasionale Party (NP) e dei suoi leader. Non avevamo obiezioni ad essere chiamati “afrikaner”. Il nostro approccio era la resistenza, anche perché a quel tempo la totale abdicazione non era ancora evidente, celata dall’inganno e negata. Il concetto del ripristino dell’indipendenza boera come via di uscita, fu lento a germinare. A quel tempo sostenevamo lo HNP. La sua politica era la resistenza. Non la libertà. Ecco perché nacque l’AWB e perché la visione di Terre’Blanche riguardo alla libertà come la intendiamo noi, i boeri, sono ancora fondamentali al giorno d’oggi. Come diceva spesso Jaap Marais (storico leader dello HNP, morto nel 2000): “Vedere l’invisibile.”

La fondazione dell’AWB

L’AWB fu formata a causa del clima politico che regnava in Africa del sud negli anni settanta, con la politica di distensione del Nasionale Party (NP), secondo la visione politica di Terre’Blanche.

Dopo alcune elezioni nelle quali fummo coinvolti come organizzatori dello HNP, e io come candidato contro FW de Klerk, ci fu chiaro che bisognava fare molto di più per non proseguire sulla strada in cui ci aveva immessi lo NP. Il solo votare ci apparve insufficiente. Scoppiarono un certo numero di incidenti. Terre’Blanche era davanti a tutti in prima linea. La prima accusa per possesso di armi e munizioni; la distruzione della petizione di un’attrice per l’abolizione della Separazione nei teatri; l’attacco allo spettacolo multirazziale “Black Mikado” presso una scuola cattolica; quando venne cosparso di catrame e piume il professor Floors van Jaarsveld, per la sua visione distorta del Giorno del Voto; l’incidente all’aeroporto Jan Smuts al ritorno dei cospiratori di Dakar (alcuni politici di sinistra del gruppo si spaventarono così tanto che invece di entrare nel salone dell’aeroporto si imbarcarono direttamente sui voli che trovarono disponibili); la Battaglia di Ventersdorp e quella di Mmabatho.

L’AWB o il Partito del “Volkstaat” Bianco

La formazione dell’AWB o del Partito del “Volkstaat” Bianco fu accolta con sgomento dai cosiddetti politici di destra. L’ovvia ragione era la paura per l’intrusione in un territorio che consideravano di loro esclusivo dominio. Non fu mai nelle intenzioni dell’AWB di diventare un partito politico e di partecipare alle elezioni. Dopo aver cosparso di catrame e piume il professor Floors van Jaarsveld, e le accuse penali contro un certo numero di uomini, vi era la possibilità che l’AWB fosse messa fuorilegge. Un secondo motivo era che ci attendevano enormi spese legali e dovevamo trovare un modo per farvi fronte. Consigliai Eugene di tenere un comizio pubblico, per raccontare la sua storia e coinvolgere la nostra gente, per aiutarci a pagare le spese legali. Il primo incontro pubblico fu tenuto a Middelburg (Transvaal) e fu organizzato da “Kosie” Vermeulen*, un coimputato. Io raccolsi i soldi e con questa prima iniziativa racimolammo un migliaio di Rand.

Per legge dovevamo registrarci come partito politico, volevamo evitare iniziative contro l’AWB e se messa fuorilegge, continuare come partito politico. Secondo nostri contatti, un memorandum della Polizia di Sicurezza fu presentato insieme alla nostra registrazione al Ministro degli Interni. Penso che possiamo essere certi che non contenesse nulla di positivo nei nostri riguardi.

La strada da percorrere

La battaglia dell’AWB è dinnanzi a noi. Stiamo andando incontro ad una sanguinosa guerra contro l’uomo bianco, che comprende i boeri. Fin dalla nostra nascita hanno tentato di eliminarci, da Slagtersnek [la Rivolta di Slagtersnek, 1815. Ndr] attraverso Alfred Milner [Lord Alfred Milner, uomo di punta dei Rothschild e governatore della Colonia del Capo (1897 – 1901). Ndr] e i campi di concentramento britannici, fino all’attacco di oggi della comunista ANC e dei suoi compagni. Eugene voleva che l’AWB fosse la custode della nostro patrimonio e del nostro essere. Se sarà veramente così, lo vedremo.

Se la lotta per la libertà sarà messa da parte o abbandonata, sarà la fine di tutto. Oltre alla guida dall’Alto, che ha sempre guidato i boeri, dovremo possedere uno spirito immortale di libertà. Questo è quello per cui Eugene Ney Terre’Blanche è vissuto e morto.

Riposa in pace camerata...
Eugene Ney Terre'Blanche
Scritto da Piet Rudolph, a nome del Comitato d'Azione, Orde Boerevolk.
E-mail: piet.rudolph@gmail.com

* Dopo aver scritto questo articolo [il testo originale è in lingua afrikaans. Ndr], anche Koos Vermeulen è scomparso, ucciso durante una lite con un altro automobilista.

Sito internet dell’Orde Boerevolk:
https://sites.google.com/site/ordeboerevolk/