Sudafrica: spie e infiltrati nei Suidlanders PDF Stampa E-mail
Martedì 29 Giugno 2010 16:50

Gustav Müller, leader del movimento SuidlandersIl regime c’è e colpisce duro, con le sue spie, con i suoi infiltrati, con la sua polizia, e con i suoi mezzi di informazione. Nel mirino, questa volta, è finito il movimento Suidlanders. Gruppo emergente, prontamente monitorato e colpito.
Jacques Pawn, dalle colonne di alcuni media sudafricani, ha gettato fango su Gustav Müller, leader del movimento Suidlanders, accusandolo di essere un bancarottiere che sfrutta le paure dei bianchi per far soldi.
Nel tentativo di screditare i Suidlanders e il loro capo, Jacques Pawn ha dato ampio spazio alle dichiarazioni di Danie Odendaal, agente del regime che per anni ha operato come infiltrato nell’organizzazione. Odendaal, oltre ad accusare i Suidlanders di accumulare armi per fini indipendentisti, ha affermato che più di 200 agenti governativi sarebbero infiltrati stabilmente nel Movimento; che il regime spenderebbe milioni di Rand per monitorare i Suidlanders; e che lui stesso avrebbe provato a convincere Müller sulla necessità di ammazzare Jacob Zuma, presidente del regime sudafricano.
Il movimento Suidlanders, attraverso un articolo pubblicato sul proprio sito internet, ha riconosciuto a Danie Odendaal il ruolo che lui stesso ha affermato d’aver avuto: quello di agente provocatore. Un ruolo volto ad incentivare comportamenti violenti, per discreditare pubblicamente il Movimento e per farne arrestare i membri. Così opera il regime dell’arcobaleno…
Operazioni di questo tipo non sono certo una novità. Per anni le stesse azioni sono state compiute contro l’AWB e il suo leader (addirittura dopo il suo assassinio!).
La campagna denigratoria e repressiva a danno del movimento Suidlanders è stata commentata pubblicamente anche da Piet Rudolph, famoso nazionalista Boero, che l’ha denunciata come ennesimo attacco del regime alla nazione Boera.